Auto
02 February 2006 | di Redazione Ruoteclassiche

VOLLE ANDARE SUL SICURO

Per ottemperare alle norme americane i paraurti furono alzati e i proiettori persero la carenatura e furono posti in posizione più avanzata. La linea ne risentì un poco, ma la vettura risultò nel complesso migliore: scaldava meno, montava il condizionatore ed era più confortevole.

A metà degli anni 60 la Jaguar "E-Type" si vendeva praticamente da sola. Dopo il clamoroso lancio del 1961, la "E-Type" con motore 3,8 litri tenne validamente il mercato fino all'autunno 1964 (in 40 mesi vennero consegnate 15.496 unità, di cui 7.827 in versione aperta), quando si ritenne opportuno un aumento di cilindrata a 4,2 litri, dal quale trasse profitto non tanto la potenza - rimasta invariata a 265 CV - quanto la coppia motrice, che passò da 38,6 a 42 kgm. Altri interventi interessarono l'allestimento dell'abitacolo, con sedili più avvolgenti, braccioli ai pannelli porta e rivestimento in vinile nero per la parte centrale del cruscotto.

Nell'ottobre 1968 il Salone di Londra all'"Earl Courts" tenne a battesimo la seconda serie della "E-Type", un'evoluzione del progetto originario in conformità con le nuove normative antinquinamento e sulla sicurezza entrate in vigore negli Stati Uniti. Salvo pochi particolari, la macchina conservò inalterati i principali connotati estetici. La presa d'aria conservò la forma ellittica, ma risultò molto più ampia per consentire l'installazione dell'impianto di aria condizionata.

Sulla seconda serie della "E-Type" si apportarono anche alcune modifiche agli interni, in particolare ai sedili (muniti ora di poggiatesta) e al pannello centrale del cruscotto, sul quale figuravano nuovi interruttori di sicurezza; inalterato rimase invece il volante in legno con tre razze forate, dotato inoltre di piantone collassabile. Fra le novità detestate dalla clientela del modello roadster fu l'abbandono della capote nel tradizionale doppio tessuto pesante, sostituito da un più economico materiale vinilico. Il 12 luglio 1966 del resto la Jaguar era stata associata al gruppo automobilistico BMC e da quel momento era stata avviata una politica di contenimento dei costi produttivi.

TAGS jaguar
Condividi
COMMENTI