Ferdinand Piëch lascia tutte le cariche. Se ne va un pezzo di storia VW-Porsche - Ruoteclassiche
Cerca
Auto / News / Personaggi
26/04/2015 | di Redazione Ruoteclassiche
Ferdinand Piëch lascia tutte le cariche. Se ne va un pezzo di storia VW-Porsche
Il Presidente del Consiglio di Sorverglianza del Volkswagen Group, Ferdinand Piëch (in carica dal 2002), ha rassegnato le dimissioni da tutti gli incarichi con effetto immediato e senza possibilità di ripensamento. Si è unita in questa decisione anche la moglie del manager tedesco, Ursula, con lui all’interno del board.
26/04/2015 | di Redazione Ruoteclassiche

Il Presidente del Consiglio di Sorverglianza del Volkswagen Group, Ferdinand Piëch (in carica dal 2002), ha rassegnato le dimissioni da tutti gli incarichi con effetto immediato e senza possibilità di ripensamento. Si è unita in questa decisione anche la moglie del manager tedesco, Ursula, con lui all’interno del board. La decisione di Piëch è l’atto finale di un braccio di ferro iniziato giorni fa, da lui stesso scatenato, con l’Amministratore Delegato del Gruppo, Martin Winterkorn. Non semplici dimissioni: con lui se ne va anche un pezzo di storia dell’automobilismo tedesco, uno degli ultimi simboli viventi di un’epopea irripetibile.

Ferdinand Piëch, 78 anni, è unanimemente considerato un “genio dell’automobilismo”, sia per essere stato l’ideatore di numerosi capitoli fondamentali della recente storia automobilistica, sia per aver portato il Gruppo Volkswagen a recitare un ruolo di primo piano nel mondo, potenziando la produzione e favorendo l’acquisizione di alcuni importanti marchi auto (il Gruppo comprende Porsche, Audi, Seat, Skoda, Bentley, Lamborghini e Bugatti. Più Scania e Man per i camion).

Nipote prediletto di Ferdinand Porsche, Ferdinand Piëch è figlio di Louise Porsche (sorella di Ferdinand) e di Anton Piëch. Entrò nel 1963 nell’azienda di Zuffenhausen dove rimase fino al 1971 occupandosi dello sviluppo della 906 Carrera 6 e dei modelli successivi, fino alla favolosa 917 (vincitrice della 24 Ore di Le Mans del 1969 e 70, della 24 Ore di Daytona nel ’70 e ’71, trionfatrice del Campionato Mondiale Sport Prototipi nel 1970 e nel ’71 e del campionato Can-Am nel ’72 e ‘73). Oltre che del motore 16 cilindri, mai utilizzato in gara. Piëch fu anche autore del cambiamento della posizione di guida sulle Porsche da corsa: da sinistra a destra, caratteristica che portava numerosi vantaggi nei circuiti con circolazione oraria.

Uscito dalla Porsche, fondò un proprio studio di ingegneria e diresse un progetto per la Mercedes. Passato all’Audi nel 1975 fu responsabile della progettazione dell’Audi 80, dell’Audi 100 e della vettura da corsa che avrebbe debuttato nel campionato Mondiale Rally: l’Audi Quattro, equipaggiata con le quattro ruote motrici che hanno fatto il successo dei Quattro Anelli nel mondo.

Nominato Presidente del Consiglio di Amministrazione della Volkswagen nel 1993, fu chiamato a risollevare l’azienda da un periodo di grave crisi. Rimase a Wolfsburg fino al 2002, anno in cui fu eletto Presidente del Consiglio di Sorverglianza del Gruppo Audi-Volkswagen.

È di quest’epoca, per altro, la nascita del progetto Veyron per il redivivo marchio Bugatti. La supercar francese, fortemente voluta da Piëch, è entrata in produzione nel 2005 dopo una progettazione lunga e ostacolata da continui problemi, scaturiti dall’esigenza di rendere guidabile come una normale berlina una supercar da 1.000 Cv. Nonostante la straordinarietà di quest’auto, a livello finanziario si rivelerà un fiasco, fonte di molte perdite.

Alvise-Marco Seno

SFOGLIA LA GALLERY
COMMENTI
In edicola
Segui la passione
Aprile 2025
Nel numero di aprile l'Alfa Romeo Giulietta Spider, che compie 70 anni, confronto fra tre Aston Martin convertibili, la Saab 900, la Toyota MR2
Scopri di più >