1971: la Jaguar E-Type gioca al raddoppio (dei cilindri) - Ruoteclassiche
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21 March 2021 | di Alfredo Albertini

1971: la Jaguar E-Type gioca al raddoppio (dei cilindri)

Sono passati cinquant'anni da quando la Jaguar ha presentato la terza serie della E-Type nelle versioni Open Two Seater e Fixed Head Coupé. La nuova gamma della sportiva di Coventry è ora dotata del nuovo motore a dodici cilindri a V, potente, sofisticato ma assetato di benzina, che prende il posto del glorioso sei cilindri della serie XK. Si chiude così la saga di una delle automobili più famose della storia.

Nel 1971 la E-Type ha compiuto dieci anni. Si tratta di un modello ancora sulla breccia, ma la Jaguar vuole stupire i suoi clienti più raffinati ed esigenti con il lancio della terza serie, avvenuto ufficialmente il 29 marzo 1971, e lo fa equipaggiandola con un V12 di 5,3 litri di cilindrata. Per la verità, un dodici cilindri si era già visto sulla Jaguar XJ13, l'auto da competizione che avrebbe dovuto, nella seconda metà degli anni Sessanta, sfidare Ford, Ferrari e Porsche sui circuiti di tutto il mondo. La storia però decise diversamente e la XJ13 non scenderà mai in pista nonostante le premesse fornite dal suo motore V12 di 60° di cinque litri di cilindrata con 500 CV progettato da Walter Hassan, Claude Bailey e Harry Mundy.

Aumenta la cilindrata. Questa unità non viene dimenticata e pochi anni dopo è ripresa dai tecnici della Casa inglese per poter essere adattata alla terza e ultima serie della E-Type. William Heynes, capo degli ingegneri Jaguar, insieme alla sua squadra di tecnici, porta la cilindrata a 5343 cm³, riduce la potenza a 314 CV Sae a 6200 giri/minuto (272 CV Din) e la alimenta con quattro carburatori Zenith-Stromberg oppure con l'iniezione indiretta Lucas per il mercato americano. La distribuzione prevede ora un solo albero a camme in testa per bancata invece del doppio albero di cui era dotata la XJ13. Il cambio è a quattro marce oppure automatico Borg-Warner a tre rapporti, il servosterzo di serie.

Orgoglio britannico. Per l'ufficio comunicazione della Jaguar la nuova E-Type V12 è un bellissimo argomento che va sottolineato con una serie di comunicati e uno splendido catalogo che ne svela tutte le peculiarità. La prefazione della brochure, non senza enfasi, recita così: “L'introduzione di un motore completamente nuovo da parte di uno dei maggiori costruttori costituisce un avvenimento relativamente raro e quindi assume un significato uguale a quello dell'uscita di una nuova vettura, se non ancora più grande. Quando poi il motore è costruito da un'organizzazione come la Jaguar, che gode di un'elevata reputazione internazionale nel campo dei motori ad alte prestazioni, tale introduzione acquista un'importanza ancora maggiore per l'intera industria automobilistica mondiale”.

Plurifrazionato è meglio. All'inizio del 1971 i motori a sei cilindri della serie XK sono stati prodotti in 250.000 esemplari e hanno equipaggiato berline, coupé, spider, ma anche modelli da corsa plurivittoriosi alla 24 Ore di Le Mans. Il nuovo V12 ne deve mantenere intatte le caratteristiche gradite dalla clientela: dolcezza di funzionamento, silenziosità, elasticità e potenza. Grazie al monoblocco in lega leggera, l'intero motore pesa “appena” 308 kg e vanta l'albero a gomiti a sette cuscinetti di banco di grande diametro, i pistoni in lega di alluminio, gli alberi a camme comandati da doppia catena con regolazione automatica della tensione. I dubbi sull'affidabilità del V12 rispetto a un motore con meno cilindri vengono fugati in una dichiarazione dello stesso ingegner Haynes: “Più sono i cilindri per una data cilindrata e potenza, minori sono le sollecitazioni che gravano sulle singole parti. Tali sollecitazioni sono in stretta relazione con la potenza specifica e, nel V12, quest'ultima è modesta. Questo motore Jaguar è stato progettato per fornire più cavalli di quanto non sia la sua attuale potenza nominale cosicché funziona con grande riserva persino alla sua massima potenza!”.

Modifiche estetiche. La produzione viene affidata allo stabilimento Jaguar-Daimler di Radford (Coventry) e la linea di montaggio è separata da quella del sei cilindri. La capacità è fino a mille V12 a settimana con un elevato grado di automazione. L'assemblaggio avviene su una catena azionata elettricamente e dotata di 52 “stazioni”. Al termine della lavorazione ogni propulsore è sottoposto a un lungo e severo ciclo di collaudi al banco prima di essere trasferito alla fabbrica di Allesley, poco distante, dove lo attendono le scocche. Come detto, le versioni sono due: Open Two Seater, ovvero spider, e Fixed Head Coupé, ovvero coupé 2+2. La terza serie è basata sul pianale a passo lungo della E-Type seconda serie, criticata da alcuni perché aveva in parte perso la purezza di linea del modello del 1961. Della seconda serie, il modello 1971 mantiene i grandi fanalini posteriori, i fari senza carenatura, le ampie frecce anteriori. Nuovi sono la mascherina a listelli orizzontali cromati, il parabrezza con due tergicristalli al posto di tre, lo scarico con quattro terminali che escono proprio sotto alla targa, i parafanghi allargati per ospitare i Dunlop SP Sport EV70 VR15 con cerchi in acciaio oppure a raggi.

La V12 meno costosa. L'aspetto più eclatante della E-Type V12 è il consumo di benzina: la Casa dichiara 17 litri per 100 km, appena un paio in più della versione a sei cilindri, che però nell'uso pratico salgono ad almeno 20 litri per cento chilometri, con punte anche superiori se si sfrutta la cavalleria per raggiungere la velocità massima: 240 km/h. Ma ciò è previsto dai progettisti, che dotano la terza serie di un serbatoio più capace, 82 litri al posto di 64. L'ultima E-Type 2+2 lascerà la linea di montaggio nell'agosto del 1973. Un anno dopo, nel giugno del 1974, toccherà alla spider (fonte: Jaguar Heritage Trust) mentre nel 1975 arriva l'erede, la nuovissima XJ-S. Quanto costava e quanto vale oggi la Jaguar E-Type terza serie? A fine 1971 la spider è in listino a 5.540.000 lire, la coupé 2+2 a 5.970.000 lire. Le concorrenti a dodici cilindri sul nostro mercato sono pochissime e ben più care: le Lamborghini Espada (lire 8.300.000), Jarama (lire 8.000.000) e Miura P400 S (lire 8.150.000 lire); le Ferrari 365 GT 2+2 (lire 9.000.000), 365 GTC/4 (lire 9.750.000) e Daytona (lire 10.000.000). Oggi, secondo il listino di Ruoteclassiche, in classe A+ la E-Type spider 5,3 vale 99.000 euro, la coupé 2+2 82.000 euro.

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