1986, un pazzo campionato di F1
Cerca
Storie
24/05/2026 | di Andrea Paoletti
1986, un pazzo campionato di F1
40 anni fa, oltre al finale al cardiopalma, tanti sono stati i momenti emozionanti di una stagione dominata dalla Williams Honda, ma che alla fine ha visto sorridere il “Professore”
24/05/2026 | di Andrea Paoletti

Se torniamo con la memoria all’era delle Formula 1 turbo della seconda metà degli anni 80, troviamo vetture brutali ed esagerate, piloti con gli attributi, battaglie feroci, ritiri con turbine arrostite o serbatoi a secco, gomme che esplodono. Ingredienti normalmente spalmati su varie stagioni ma che, nel 1986, decisero di darsi appuntamento contemporaneamente, dando vita a uno dei campionati del mondo più eccitanti, pazzi e imprevedibili che si siano mai visti. Nessun direttore di gara a influenzare gli esiti della sfida in pista, solo strategie (giuste e sbagliate), coraggio, talento e fortuna.

SFOGLIA LA GALLERY

L’alba dei pretendenti al trono

Prima della sfida a tre di Adelaide che assegnò il titolo piloti, facciamo un passo indietro per capire chi fossero i favoriti e per farlo - come spesso accade in Formula 1 - è utile andare a vedere come si era conclusa la stagione precedente. Con 3 vittorie nelle ultime tre gare, la forza emergente era senza dubbio la Williams motorizzata Honda, ulteriormente rafforzata dall’arrivo in squadra del due volte campione del mondo Nelson Piquet. Insieme al coriaceo Nigel Mansell, avrebbero dato vita a una coppia incandescente, con una rivalità aperta e accesa, facilitata dall’assenza ai box per i primi quattro mesi del patron Frank Williams, rimasto vittima di un incidente stradale prima dell’inizio della stagione.

Williams fortissime, ma Prost c’è

La gara inaugurale sul circuito di Jacarepaguà vede la vittoria del campione brasiliano, dopo che Mansell, nel tentativo di superare Senna, esce di pista. Ancora Mansell e Senna sono protagonisti del Gran Premio di Spagna, che vede il giovane Ayrton sopravanzare il britannico per soli 14 millesimi e, dopo una furibonda rimonta di quest’ultimo, costretto a cambiare le gomme (praticamente finite) a pochi giri dal termine. Segnatevi questa storia delle gomme, perché deciderà il mondiale, ma intanto il Circus è sbarcato a Imola, per il Gran Premio di San Marino, storicamente critico per i consumi: tra le vittime illustri, Rosberg, mentre Prost - anche lui su McLaren - riesce miracolosamente a tagliare per primo il traguardo, zigzagando dalla Rivazza e fermandosi subito dopo la bandiera a scacchi. Secondo Piquet, dopo una gara tra alti e bassi e ritirato Mansell per noie al motore.

Il rombo della rivalità sotto cieli d’Europa

A Monaco Prost si ripete, seguito da Rosberg e Senna. Mansell chiude quarto e Piquet solo settimo, mentre a Spa è l’inglese a trionfare. A questo punto della stagione si è quindi già capito chi saranno i protagonisti e il successivo appuntamento del Mondiale, in occasione del Gran Premio del Canada, li vede tutti e tre riuniti sul podio, in quest’ordine: Mansell, Prost, Piquet. Le frizioni tra i due compagni di squadra iniziano a essere evidenti, principalmente per il fatto che il brasiliano, forte del suo status di bi-campione, si aspettava trattamenti di favore e non certo di dover fare i conti con il “leone” in stato di grazia. Il Gran Premio di Detroit, su tracciato cittadino, rimescola le carte e premia lo specialista Senna, alla seconda vittoria dell’anno con la sua Lotus Renault, seguito dal sorprendente Laffite su Ligier-Renault e Alain Prost su McLaren-TAG Porsche. Solo quinto Mansell e addirittura a muro Piquet.

L’estate in cui la Williams sembrava invincibile

Il terzetto di contendenti si ritrova - primo Mansell, secondo Prost e terzo Piquet - sul podio del Gran Premio di Francia e lo stesso accade anche a Brands Hatch, dove Frank Williams fa la sua prima apparizione in pubblico sulla sedia a rotelle. Se sul primo gradino troviamo nuovamente Mansell, questa volta Piquet è secondo, firmando la doppietta per la scuderia inglese, ma il francese è sempre in mezzo ai piedi. A Hockenheim, nonostante la prima fila monopolizzata dalle McLaren, è Piquet a vincere, davanti a Senna e Mansell e i tre si ritrovano sul podio, nello stesso ordine, anche in occasione della prima gara di Formula 1 disputata sull’Hungaroring, dove Piquet si esibisce in un favoloso sorpasso all’esterno, in staccata, ai danni di Senna e le McLaren, dopo essere rimaste senza benzina in Germania, si ritirano nuovamente.

Tre uomini e un titolo

La lotta per il titolo piloti sembra ora riguardare anche Senna, ma in Austria il brasiliano è costretto al ritiro, così come le due Williams e Prost vince indisturbato, davanti alle redivive Ferrari di Alboreto e Johansson. Le residue speranze di Senna s’infrangono con la rottura della frizione durante il Gran Premio d’Italia e la domenica è amara anche per Prost, squalificato per aver usato il muletto dopo il giro di formazione. A infiammare il pubblico ci pensa il duello Mansell-Piquet, con quest’ultimo che riesce a rimontare e superare il rivale per conquistare la prima posizione e rosicchiare punti preziosi per il campionato. All’Estoril ancora Mansell, Prost e Piquet (in quest’ordine) e a questo punto, a due sole gare dal termine, l’inglese è il grande favorito con i suoi 70 punti, davanti a Piquet con 60 e Prost con 59.

L'ultimo giro del destino, sotto il sole d'Australia

In Messico vince a sorpresa Berger sulla Benetton-BMW mentre secondo è Prost, che rilancia le sue ambizioni mondiali, visto che la coppia Williams non va oltre il quarto e quinto posto. Si arriva quindi ad Adelaide, con Mansell che si può accontentare del terzo posto per portare a casa il titolo: l’inglese ottiene la pole-position davanti a Piquet, mentre Prost è quarto, dietro a Senna. La gara è un’altalena di emozioni: Mansell parte bene ma Senna è implacabile e lo passa dopo poche curve, ma anche Piquet e Rosberg riescono a sopravanzarlo. Piquet, in seguito, prende la testa e Mansell, ora terzo, può amministrare, sia dopo che Rosberg sale in prima posizione, sia dopo essere stato superato da Prost. Al 22° giro il primo colpo di scena: Piquet, pressato dal francese, finisce in testacoda e scala al quarto posto, dietro a Mansell, ma al 43° giro lo ripassa, senza troppa opposizione da parte dell’inglese. A questo punto, con Rosberg primo, Piquet secondo e Prost attardato causa un cambio gomme abbastanza lento, per Mansell si tratta solo di arrivare al traguardo. Al 62° giro è Rosberg ad attirare le attenzioni delle telecamere per un clamoroso ritiro mentre era in testa alla gara, causa gomma dechappata: la Williams ignora il segnale e rischia, tenendo fuori i suoi alfieri e mentre Prost guida sul velluto, la posteriore sinistra della Williams di Mansell esplode in rettilineo, costringendolo al ritiro e consegnando il titolo al francese, primo davanti a Piquet, fatto rientrare prudentemente per un pit stop, e Johansson. Si chiude così con il più classico dei proverbi che trova la più sorprendente delle conferme in terra australiana, in quanto tra i due litiganti è proprio il terzo a godere, ovvero il “Professore”. La delusione per Mansell è enorme, la beffa per la Williams è indescrivibile e solo parzialmente ammorbidita dal titolo costruttori, ma per gli appassionati di Formula 1 la stagione 1986 e il suo esplosivo finale sono senza dubbio da incorniciare.

COMMENTI
In edicola
Segui la passione
Maggio 2026
Un numero molto ricco con Porsche 959, Cisitalia 202, Honda S600 e S800, Giannini 500 TV R e tre Ferrari in pista, Challenge Stradale, 430 Scuderia e 458 Speciale. Il caso Ford-Firestone e molto altro ancora
Scopri di più >