Il mito del Biscione, 50 anni del Museo Alfa Romeo
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25/05/2026 | di Emiliano del Bue
Il mito del Biscione, 50 anni del Museo Alfa Romeo
Festeggia mezzo secolo il percorso espositivo di Arese, inaugurato da Gaetano Cortesi, all'epoca Presidente e Amministratore Delegato. Voluto da Orazio Satta Puliga, finanziato da Giuseppe Luraghi, messo in pratica da Luigi Fusi
25/05/2026 | di Emiliano del Bue

Quando si parla di passione, specialmente per l'Alfa Romeo, la falsa modestia risuona superflua: 50 anni fa nessun altro costruttore al mondo aveva ancora pensato di raccogliere analiticamente in una sede museale la propria memoria storica, le proprie automobili, i propri primati. Molti avevano in magazzino relitti e vetture complete, ma in rari casi erano funzionanti, nessuno li esponeva ed erano ammassati alla rinfusa. L'Alfa Romeo fu dunque l'apripista, precorrendo i tempi e le tendenze, prima che la funzione di un Museo venisse rivalutata. Quando visitarne uno era ancora un'occasione e non un'esperienza, e quando ancora non si percepiva così fortemente la necessità di non disperdere nel futuro le conoscenze accumulate nel tempo, e di dare un ordine al passato. Soprattutto di rileggerlo, come un album di famiglia collettivo. Appena aperta, la struttura era parte integrante dello stabilimento di Arese, quindi una realtà storica a stretto contatto con quella che era ancora la vita produttiva quotidiana dell'Alfa, una continuità sia ideale che fisica tra il passato e il presente.

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La macchina del tempo si muove

Come molto è cambiata l'Alfa Romeo da allora, naturalmente anche il Museo e il suo contenuto hanno fatto altrettanto. Al tempo era visitabile su richiesta, e i 4.800 m² articolati sui sei piani dell'edificio del Centro Direzionale (all'epoca cuore nevralgico), progettato dagli architetti Vito e Gustavo Latis, si apriva durante le occasioni speciali, dando sfoggio dei capolavori d'arte contemporanea minuziosamente raccolti da Luigi Fusi in dodici anni di lavoro, ordinando, catalogando, restaurando e raccogliendo ciò che ancora oggi è la base dei 6.000 metri lineari del Centro di Documentazione. Il tutto, seguendo il suo concetto filologico: le vetture, specialmente quelle da corsa, non erano state riportate all'origine del loro mito, ma restaurate nelle condizioni del loro ultimo utilizzo, un passaggio diretto dalla pista alla storia. Una proprietà di 256 auto e 150 motori storici, davvero troppi da collocare. Fino al 7 febbraio 2011 trovavano posto 118 modelli, 25 motori automobilistici e 15 aeronautici, il resto sonnecchiava nei sotterranei. Nel 2015 il Museo rinnova la veste: aperto al pubblico, non più statico ma interattivo, multimediale e vivo. Solo 69 i veicoli esposti in base agli eventi storici in cui sono coinvolti, una scelta difficile tenendo conto della ricchezza che il Marchio ha da offrire, ancora conservando però almeno un esemplare di ogni modello costruito, con il 60% del totale dei veicoli ancora funzionante.

Celebrazioni a tema

Anche quest'anno, il calendario di eventi al Museo è un piatto piuttosto ricco, già ben avviato a fine marzo con i "100 anni di Touring" e ad aprile con "Spider è Alfa Romeo. 60° Duetto". Come già anticipato da Lorenzo Ardizio, curatore del Museo e responsabile del Centro Documentazione, per il cinquantesimo anniversario del Museo di Arese ci saranno anzitutto attività correlate durante tutto l'anno. In particolare, all'Alfa Romeo Day di domenica 21 giugno (il weekend più prossimo al 24, data simbolica della fondazione dell'Alfa Romeo), durante il consueto appuntamento con i rappresentanti dei Club Alfa Romeo di tutto il mondo, in cui si condividono idee e iniziative, verranno presentati i programmi del Museo. Alle ore 16 inizierà "50° Museo Alfa Romeo. 1976-2026", una conferenza che traccerà la storia, i valori e le sfide del Museo Alfa Romeo, per poi avere un ulteriore richiamo anche il 18 dicembre stesso, che verrà svelato durante la conferenza. Come sempre, il Museo è aperto dalle 10 alle 18, ed è chiuso il martedì.

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