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04 agosto 2015 | di Redazione Ruoteclassiche

21° Raduno Citroën 2CV: 3500 spiriti liberi a Torun

Il prossimo appuntamento è già fissato: dal 26 al 31 luglio 2017, la tribù dei “Duecavallisti” si darà di nuovo appuntamento a Ericeira, Portogallo, per la 22esima edizione del Raduno mondiale delle 2 CV. Mentre l’Italia (che ne ha già ospitato uno) ha dovuto cedere alla Croazia l’edizione 2019.

Forse era proprio questa la notizia più attesa dai partecipanti al 21 esimo raduno appena conclusosi in Polonia, a Torun, nella città che ha dato i natali a Copernico e che l’Unesco ha voluto includere nel suo “patrimonio” per la bellezza del suo centro storico.

E poco importa se delle 7.000 auto attese ne sono arrivate forse la metà (ma al momento di scrivere siamo ancora in attesa dei dati ufficiali). L’importante è lo spirito, libero e “unconventional” come sempre. Destrutturato direbbero i dandy Ministi, lontani anni luce dagli appassionati dell’auto francese più famosa della storia.

La formula anche qui a Torun è stata quella che si ripete da 21 edizioni: un programma-non-programma dove su tutto prevale la voglia di libertà: gettonatissimo il mercatino dei ricambi dove scovare dall’intero telaio di una 2CV 4-6 del 1976, alle rare cornici dei vetri, dalle borse fatte con vecchie capotte (ovviamente di 2 CV) alle t-shirt commemorative.

Sono in molti ad arrivare qui con una lunga lista di pezzi di ricambio, quasi mai all’inseguimento di restauri “filologici” ma più spesso per salvare dall’oblio 2CV consumate dal tempo e usate quotidianamente per andarci al lavoro. Poi grandi tendopoli multicolori (e multietniche, in prevalenza tedeschi, olandesi e francesi), fiumi di birra e profumo di salsicce nell’aria. E pazienza se di sera tocca mangiare al buio e se doveva esserci un museo Citroën, mai pervenuto, trasformato in un memorabilia di auto e moto polacche.

Nessuno se l’è presa. Semplicemente, per il popolo delle 2CV, più dei programmi è importante socializzare. E viaggiare, con le loro “lumache di latta”, tenendo presenti due cose: Il vento e le salite. “Guarda sempre gli alberi e la strada lontano davanti a te – ci spiega Guido Wilhelm, uno dei restauratori italiani più apprezzati (è sua la versione Soleil firmata da Serge Gevin, mai costruita e appena realizzata in esemplare unico) – perché sono il vento laterale e le salite le cose che fanno più paura se guidi una 2 CV”.

Ovviamente a Torun non si sono date appuntamento solo le 2CV, ma tutte le “derivate” costruite sulla stessa meccanica e con filosofie analoghe: Dyane, Mehari, Ami, le furgonette AZU, AK e Acadiane. Insomma, il raduno polacco ha mostrato ancora una volta le tante facce e i valori del popolo dei Duecavallisti: al posto delle lamiere lucide, i segni del vissuto, al posto dei formalismi, l'allegria e la semplicità.

Proprio quella semplicità che nell'autunno del 1935, Boulanger chiese agli ingegneri Citroen: una vettura che possa trasportare due persone e 50 kg di patate, che viaggi a non più di a 60 Km/h (i contadini di Francia mica sapevano guidare), e che non consumi più di 3 litri per 100 Km. Che costi poco (un terzo di una Traction Avant di allora) e sia confortevole. Ecco, a rileggerla, nella genesi della 2CV sembra iscritta l’identità dei suoi sostenitori.

Roberto Sposini

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