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06 giugno 2016 | di Alvise-Marco Seno

500 Miglia di Indianapolis, cent’anni fa la vittoria della Peugeot

Peugeot ha reso omaggio alla vittoria ottenuta nel 1916 alla 500 Miglia di Indianapolis con una futuristica concept (la L500R Hybrid) idealmente ispirata alla L45 guidata alla vittoria da Dario Resta. Ripercorriamo quegli storici avvenimenti e, in particolare, la fama e il valore tecnico delle monoposto Peugeot di quel periodo, auto veloci e innovative.

30 maggio 1916, un giorno come "tanti" nel baratro della prima Guerra Mondiale. In Veneto gli italiani tentavano di frenare l'avanzata austriaca che minacciava la pianura vicentina. Molto più a settentrione del Continente, nel Mare del Nord, fervevano i preparativi per la battaglia dello Jutland, il più grande scontro navale del conflitto, che sarebbe iniziato il giorno dopo e avrebbe opposto inglesi e tedeschi. A Migliaia di chilometri di distanza, nel lontano e tranquillo continente americano, andava in scena invece la settima edizione della 500 Miglia di Indianapolis, sullo storico ovale costruito nel 1909.

Una "strana" Indy 500. Anzi... Indy 300!
Fu un'edizione particolare, l'ultima prima di uno stop di tre anni a causa della guerra oltre l'Atlantico, l'unica in tutta la storia della competizione a disputarsi sulla distanza dei 120 giri, pari a 300 miglia (480 chilometri). La griglia di partenza fu animata da sole 21 automobili, il numero più esiguo in tutta la storia della corsa. Al traguardo giunsero 11 vetture, con al primo posto assoluto il pilota anglo/italiano Dario Resta a bordo della Peugeot L45.

La L45 - L'epopea delle Peugeot monoposto
Peugeot non era nuova alle vittorie sull'asfalto di Indianapolis. La Casa francese aveva già vinto la Indy 500 nel 1913 (prima vittoria di un marchio europeo) grazie a Jules Goux e alla L76, con motore 4 cilindri da 7,3 litri (prima auto al mondo dotata di motore con doppio albero a camme in testa). Nel '15 Resta aveva ottenuto il secondo posto.

I risultati straordinari di quel periodo furono opera da un lato del team dei "Les Charlatans" (lo formavano tre piloti: Georges Boillot, Jules Goux e l'italiano Paolo Zuccarelli) e, dall'altro, del brillante ingegnere Ernest Henry. Lo sviluppo di questo motore diede successivamente origine a nuovi propulsori di cilindrate inferiori. In particolare, nel 1914 il regolamento Grand Prix stabilì un limite di cilindrata di 4,5 litri e un peso massimo di 1100 kg. Sulla scia delle nuove regole, nacque la Peugeot L45.

Questa aveva il suo cuore pulsante nell'unità motrice con nuova cubatura, caratterizzata da testa e blocco fusi in un solo pezzo. La distribuzione bialbero era ora azionata da ingranaggi al posto della trasmissione del moto mediante alberi. Grazie a un carburatore Claude, la potenza ottenuta superava 110 CV. Il propulsore era alloggiato anteriormente, appoggiato su un telaio a longheroni e traverse e accoppiato a un cambio a 4 velocità. Le sospensioni erano a balestre semiellittiche e l'impianto freni poteva contare su 4 tamburi.

La L45 riuscì a partecipare a una sola corsa, il Gran Premio di Francia (vinto da Christian Lautenschlager su Mercedes), tenutosi nei giorni dell'assassinio del Arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo, l'evento scatenante della prima Guerra Mondiale. A causa dello scoppio del conflitto questo modello (la cui produzione, secondo le fonti, si attestò su "circa" 5 esemplari) subì il blocco di ogni attività sportiva in Europa. Fu perciò costretto a emigrare negli Stati Uniti, dove continuò la sua carriera.

Nel 1915, Dario Resta (nativo di Livorno ma cresciuto in Inghilterra) riuscì a conquistare il secondo posto a Indianapolis con una L45. E con questo modello vinse l'anno successivo battendo l'eroe di casa, Ralph De Palma. La Peugeot avrebbe conquistato la vittoria alla Indy 500 una terza volta pochi anni dopo: nel 1919 con Howard Wilcox.

Peugeot L500 R HYbrid, cent'anni dopo quello storico successo
La casa del Leone celebra un secolo esatto da quella vittoria con un prototipo idealmente ispirato alla vettura vincente e sviluppato da Peugeot Sport, la sua depandance sportiva. Cent'anni dopo quell'evento il progresso tecnologico dell'automobile e l'inventiva Peugeot (stilistica e tecnologica) hanno permesso di produrre un'automobile con caratteristiche d'avanguardia: trazione ibrida benzina plug-in, gruppo propulsore con 500 CV e 730 Nm di coppia (un motore termico e due motori elettrici, uno per ogni asse), altezza da terra di appena 1 metro e peso contenuto in soli 1000 chili.

Alvise-Marco Seno

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