Al Grimaldi Forum grandi stelle a quattro ruote - Ruoteclassiche
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03/07/2026 | di Andrea Stassano
Al Grimaldi Forum grandi stelle a quattro ruote
La rassegna monegasca, d’altissimo valore, presenta vetture provenienti dalle collezioni più importanti al mondo, per raccontare il lungo viaggio tra estetica, cultura e tecnica che i massimi eventi sportivi del Principato hanno prodotto
03/07/2026 | di Andrea Stassano

La cornice è quella, unica, del Principato di Monaco. Un'"isola" senza eguali nel mondo. Come è imperdibile la mostra che abbiamo potuto ammirare in anteprima: "Monaco & the Automobile, from 1893 to the Present day", che sarà aperta al pubblico al Grimaldi Forum fino al prossimo 6 settembre. Un’occasione da non perdere anche per gli appassionati italiani, perché si tratta di una rassegna straordinaria per qualità degli esemplari, tutti originali e di grande rilevanza storica, collezionistica e tecnica, in grado di raccontare oltre 130 anni di passione intrecciata fra l’auto e le corse a Monaco. L’evento, inizialmente previsto per l’estate 2020 e posticipato a causa del Covid, è stato organizzato insieme a importanti partner, tra cui spicca l’Automobile Club de Monaco. Il prezzo del biglietto costa 15 euro, con ingresso gratuito per i minori di 18 anni.

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"Rally" e Grand Prix, grandi "leve" tecniche

Il matrimonio riuscitissimo tra il Principato di Monaco e l’automobile, con il "Monte-Carlo Rally" (creato nel 1911) e il Grand Prix (1929), autentici laboratori per l’evoluzione tecnica delle auto, ma non solo, viene raccontato grazie all’esposizione di oltre 50 vetture e monoposto straordinarie, da quelle dell’epoca pionieristica, alle più recenti e ipertecnologiche. Senza dimenticare, i fenomeni di costume e i personaggi sportivi più celebri di Monaco, come Louis Chiron e Charles Leclerc, entrambi con uno spazio dedicato. Un percorso ben curato da Rodolphe Rapetti, corredato da una rara documentazione e da spiegazioni (anche in italiano), che ti catturano e ti spingono a ripetere il giro.

La Rolls-Royce del matrimonio da sogno

Si parte col botto, con la Rolls-Royce Silver Wraith Four-door Convertible carrozzata Hooper, che ebbe la fortuna di ospitare i neosposi, Grace Kelly e Sua Altezza il principe Ranieri III di Monaco, il 19 aprile 1956. Poi si torna indietro, al 1898, alla tradizione dei concorsi d’eleganza, in cui in un ambiente chic come Place du Casino, l’auto iniziò a sostituire carrozze e cavalli. Anche questa sezione è impreziosita da documenti, foto e ritagli di giornali dell’epoca, lunga ricerca nella ricerca, che sarà molto apprezzata. Si passa poi al Rally di Montecarlo, con la vettura che arrivò settima nell’edizione del 1912: una rara Delahaye Type 58 Double berline "Obus", che il giorno dopo il Rally vinse un premio d’eleganza.

Rally: prima sala "wow"

Restando al Rally di Montecarlo, quando si varca la soglia delle regine, si resta a bocca aperta: Morris Mini Cooper S, prima nel 1964 con l’equipaggio Hopkirk-Liddon, l’Alpine-Renault A110 berlinetta, terza nel ’73 con Nicolas-Vial, la Talbot Sunbeam-Lotus di Fréquelin-Todt del 1980, la Renault 5 Turbo (della Fondazione Gino Macaluso) di Ragnotti- Andrié, prima nel 1981, l’Audi Quattro 1983 di Mikkola-Hertz, fino ad arrivare alla Toyota Yaris WRC del 2021. E poi la “cinquina” delle italiane: Lancia Fulvia Coupé 1,6 HF (dell’Heritage hub Stellantis, c’era anche Roberto Giolito), sì, la numero 14 della mitica vittoria di Munari-Mannucci al "Monte" 1972, la Stratos HF (di AC Collection Società semplice), vittoriosa con Munari-Maiga nel ’77, la Delta Integrale 16V, in trionfo con Auriol-Occelli nel 1990, e le Fiat 124 Abarth Rally, seconda nel ’75 con Mikkola-Todt, e la 131 Abarth (proprietà, Paolo Valli), prima al "Monte" del 1980 con Röhrl-Geistdörfer. Ecco, appunto.

Altro "wow" con le F.1…

Ma ci sono anche le monoposto di Formula 1, tutte presenti all’epoca sulle stradine di Monaco e con palmarès straordinari (bellissime, tra l’altro, le locandine dell'epoca): dopo le Bugatti 35B e 35C Grand Prix e la Delage 15-S-8, ci sono la Cisitalia D46 1948 ex Tazio Nuvolari, la Talbot-Lago T26C Grand Prix del 1948, l’Alfa Romeo 158 "Alfetta" (del Mauto, Torino), prima con Juan Manuel Fangio al GP di Monaco 1950, la Gordini T16 del 1955, la Lancia D50 (Mauto, Torino), quinta con Luigi Villoresi nel 1955. E poi le “motori centrali”, con la Cooper T51 del 1959, la favolosa BRM P57 "canne d’organo" del ’63, portata alla vittoria da Graham Hill, la Lotus 49B e la 72E, vincitrice con Ronnie Peterson del GP di Monaco, Francia e Italia 1974, le McLaren M14A e M19A, la Matra MS120B, la Tyrrell 006 ex François Cevert. E poi la prima Wolf, la WR1 di Jody Scheckter, prima a Monaco ’77 e protagonista nel Mondiale di quell'anno, la Ferrari 126 CK turbo che sbancò a sorpresa Montecarlo nel 1981 con Gilles Villeneuve, la 640 di John Barnard con cambio sequenziale al volante, la Benetton B192 ex Michael Schumacher e la McLaren MP4/8 pilotata da Ayrton Senna nel 1993. E non è mica finita… Un vero paradiso.

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