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13 dicembre 2017 | di Gilberto Milano

Al Museo Alfa Romeo torna l’iniziativa “Cofani aperti”

Su Ruoteclassiche dello scorso febbraio l’abbiamo chiamata “Operazione sottoveste”, giocando sui doppi sensi dei termini e sul titolo di un famoso film del 1959 che parlava di tutt’altro. Più pudicamente i responsabili del Museo Alfa Romeo l’avevano titolata “Cofani aperti”. La sostanza comunque non cambiava: chi nel giorno del 40° compleanno del Museo si fosse trovato ad Arese avrebbe potuto ammirare tutte le vetture esposte con i cofani sollevati.

Un’idea semplice e geniale allo stesso tempo. Sembrerà banale ma quante sono le occasioni di vedere vetture così importanti e rare in quelle “condizioni”? Quante volte potrà capitare ancora di poter ammirare in punta di naso i motori di vetture che hanno fatto la storia dell’automobilismo mondiale?

Non a caso è stata una iniziativa di successo. Tanto che questo weekend il Museo la ripropone. E la raddoppia. Non più solo un giorno ma due: sabato 16 e domenica 17 dicembre, infatti, i cofani di tutte le auto esposte al Museo Storico Alfa Romeo resteranno aperti per tutto il tempo di accesso del pubblico.

Per avere un’idea di quali “sottovesti” saranno esibite basta andare sul sito del Museo. Giusto per ricordarlo a chi non c’è ancora stato, in questo momento sono esposte 69 vetture che coprono il periodo produttivo dal 1910 al 2010, comprese le auto da corsa. È in quest’ultimo comparto che si possono vedere senza vestito le rarità più succose. C’è solo l’imbarazzo della scelta.

Ne citiamo alcune a caso: Tipo 159 Alfetta, con la quale Manuel Fangio vinse il mondiale F1 del 1951, il secondo della storia della F1 e il secondo consecutivo per l’Alfa che aveva già vinto l’anno prima con la 158 guidata da Nino Farina; Bimotore del 1935, voluta da Enzo Ferrari che vi applicò il simbolo del Cavallino; Giulia GTA del 1965, un mostro di potenza nel campionato Turismo; 1900 C52 Disco Volante del 1952, un grande esempio di studio aerodinamico; P2 Grand Prix del 1924, vincitrice del GP d’Italia con Antonio Ascari; RL Targa Florio, vincitrice nel 1923 della gara siciliana con al volante Ugo Sivocci.

Altre chicche da non perdere il prototipo della 33 Stradale, giudicata la più bella auto di sempre; la Carabo di Bertone, la 33/2 Speciale di Pininfarina; la 2000 Sportiva, altra stupenda vettura di Bertone mai nata; la A.L.F.A. 40/60 HP Aerodinamica a goccia, del 1914, realizzata dalla Carrozzeria Castagna; la 33 Iguana di Giugiaro del 1969; la Nuvola del 1996, nata nel Centro Stile Alfa Romeo sotto la direzione di Walter de Silva.

L’iniziativa sarà riproposta ogni anno in questo periodo, sempre in occasione del compleanno del Museo.

Gilberto Milano

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