Auto
29 dicembre 2003 | di Redazione Ruoteclassiche

AL SERVIZIO DI SUA MAESTA’

Nel 1938 la Fiat, per assecondare la voglia di "grandeur" del Duce, produsse una lussuosa limousine di 2800 cm³, con sei posti, destinata a diventare l'auto ministeriale per eccellenza. Cinque esemplari, allestiti "torpedo", furono dati al Quirinale. Uno, quello del nostro servizio, fu assegnato nel '39 a re Vittorio Emanuele III. Nel dopoguerra divenne la vettura della Presidenza della Repubblica.

Quest'auto ha fatto la storia. Nel senso che l'ha accompagnata portando di qua e di là Hitler, Franco, Mussolini, Vittorio Emanuele III, la principessa di Piemonte, Italo Balbo, De Nicola, Einaudi. Andò in pensione nel 1962 con Gronchi, poi fu data alla Filiale Fiat di Roma e infine venduta, arrivando a noi praticamente integra, dopo una lunga serie di passaggi di mano.

Proveniente dal piccolo lotto di Fiat "2800 Torpedo" fatte costruire nel 1939 dal Ministero degli Interni, venne immatricolata il 21 ottobre. Dopo un breve servizio presso la contessa Calvi di Bergolo, fu portata a Villa Savoia, per le esigenze del re Vittorio Emanuele III e della regina Elena; in seguito traslocò presso la principessa di Pistoia per essere poi ritirata dal Comando della città aperta di Roma. Nel dopoguerra, privata delle ruote di scorta sulle fiancate, tornò al Quirinale al servizio della presidenza della Repubblica.

Questa vettura fu una "creatura" di Mussolini, che impose alla Fiat di costruire un modello degno del suo regime, imponente come le Mercedes. Appena 620 gli autotelai costruiti tra il 1938 (anno di presentazione) e il 1944. Di questi ben un terzo fu utilizzato come "CMC" militari. Cinque ebbero invece un allestimento "tutto aperto", destinati ad una funzione esclusivamente da parata. Il passo di 3200 mm le conferisce una grande abitabilità e la calandra è di chiara ispirazione americana.

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