Allegato Alfasud: con Ruoteclassiche di settembre l’imperdibile volume da collezione - Ruoteclassiche
In edicola
28 August 2021 | di Redazione Ruoteclassiche

Allegato Alfasud: con Ruoteclassiche di settembre l’imperdibile volume da collezione

Con Ruoteclassiche di settembre troverete l’allegato Alfasud, dedicato alla mitica compatta del Biscione. Nel volume, disponibile a soli 7,40 euro in più, vi raccontiamo le origini e le peculiarità di un progetto ambizioso, che includeva l'inedita vettura e un nuovo impianto produttivo a Pomigliano d’Arco (NA). Insieme ne esploreremo le caratteristiche tecniche, lo stile oltre e tante curiosità.

Che cerchiate un’Alfasud o siete semplicemente degli aficionados del modello, allora non potete perdete questo vademecum: nel volume vi consigliamo le versioni più appetibili in ottica collezionistica, le edizioni limitate e quelle più performanti. Ci sono poi i consigli per il restauro, dove vi indichiamo i particolari da tenere d’occhio: come rovescio della medaglia, a fronte di tante innovazioni, nel tempo sull’Alfasud vennero apportate diverse semplificazioni, senza contare la scarsa protezione alla ruggine che è, notoriamente, uno dei problemi più ricorrenti. Anche per questo, abbiamo raccolto alcune testimonianze di alcuni fieri possessori di quest’auto.

Una compatta rivoluzionaria. L’Alfa Romeo Alfasud è stata una delle proposte più “coraggiose” dalla Casa del Biscione, non solo per quanto concerne meccanica ma anche per aver contribuito a definire un nuovo concetto di vettura media: a partire dall’architettura due volumi e la trazione anteriore, la formula più usata anche ai giorni nostri. Con l’allegato Alfasud metteremo sotto la lente d’ingrandimento particolari, vizi e virtù di uno dei modelli più importanti nella storia Alfa Romeo e dell’intero mondo automobilistico.
Cinquant’anni fa, l’Alfasud debuttava con clamore al Salone di Torino, già da tempo circolavano le prime voci e foto spia sulla nuova e rivoluzionaria compatta a trazione anteriore quindi l’entusiasmo della critica, degli appassionati e dei potenziali clienti era palpabile. Si trattava di un entry level, ma pur sempre un’Alfa Romeo e dunque foriera di finezze tecniche come i freni a disco sulle quattro ruote (con quelli anteriori montati entrobordo), il volante regolabile e il serbatoio della benzina alloggiato sotto il divanetto posteriore: una posizione più sicura che definì lo standard in uso tutt’oggi.

“Progetto Osaka”. Prima di avventurarci alla scoperta delle specifiche e delle varie iterazioni, ripercorriamo la genesi dell’Alfasud presentandovi i tre principali attori di quello che venne indicato come “Progetto Osaka”: Giuseppe Luraghi, l’allora presidente dell’Alfa Romeo; Rudolf Hruska, il progettista che seguì lo sviluppo dell’auto e del nuovo stabilimento a Pomigliano d’Arco e, ovviamente, il designer Giorgetto Giugiaro che tracciò la sua linea dall’inconfondibile profilo fastback. Nella nostra disamina non tralasciamo nemmeno alcune delle imprese sportive, come la partecipazione nei rally nel Gruppo 2 e nel Gruppo N (dove l’Alfasud riuscì ad ottenere risultati migliori) e il Trofeo Alfasud.
Oltre alle quotazioni e gli articoli di Quattroruote e le prove dell’epoca, dai nostri archivi abbiamo ritrovato le copertine e le réclame dell’epoca: una preziosa testimonianza sull’evoluzione dell’Alfasud e sul modo di fare comunicazione.

Condividi
COMMENTI