Auto
20 March 2020 | di Giancarlo Gnepo Kla

Auto italiane: gli anni d’oro

Cosa si cerca in un'auto italiana? Stile, contenuti tecnici innovativi e magari anche buone prestazioni. Riscopriamo i modelli e i momenti più significativi della storia automobilistica recente.

Negli anni ’80 l’Italia conosce una sorta di “Belle Epoque”, certo i valori non sono proprio gli stessi, ma tra tangenti e regolamenti di conti, si respira un’aria frizzante e godereccia. Nel 1981 una campagna pubblicitaria invitava a scegliere i marchi italiani: l'industria automobilistica nostrana offriva un prodotto per ogni esigenza, dalle utilitarie alle ammiraglie fino alle sportive. Comprare italiano era motivo d'orgoglio, perchè significava scegliere prodotti realizzati con le tecnologie più avanzate, sostenendo l’economia nazionale.

Edonismo italiano. Passione, emozione, eccesso: gli anni’80 sono stati forse il momento più verace della storia italiana recente. L’estate del 1982 con la vittoria azzurra e l’esultanza del Presidente Pertini segnano immagini indimenticabili, come la sua Maserati Quattroporte III, con il caratteristico porta pipa. In testa alla classifica delle auto più vendute troviamo invece la Fiat Uno: è economica, spaziosa e funzionale. La presentazione a Cape Canaveral è presagio di un successo stratosferico. Nelle camerette i poster delle Ferrari F40, e chissà che Sonny Crockett non ci porti a fare un giro per Miami con la sua Testarossa… Tagli eccentrici e abbigliamento appariscente. Armani, Versace, Valentino: sono loro i nuovi grandi nomi della moda! Lamborghini è l’oggetto del desiderio definitivo, la Countach diventa un must per i rampanti tycoon della finanza. Ma alla fine basta poco per far colpo, piccola e snob l'Autobianchi Y10 è l'auto che "piace alla gente che piace", ultimo atto in grande stile per il marchio milanese.

La rinascita del Paese. Ma tutto questo segna già l’inizio della decadenza, procediamo a ritroso: il successo dell’auto italiana (in Italia come negli altri Paesi europei) viene sancito qualche anno prima, a cavallo tra gli anni ’50 e ’70. Con il “boom economico”, si assiste alla motorizzazione di massa e alla creazione (nel bene e nel male) di tutte le infrastrutture che un paese moderno deve avere. Le grandi aziende sono impegnate nello studio di nuovi materiali e le inedite soluzioni tecnologiche hanno ripercussioni positive anche nel settore auto. Dopo le tragiche vicende legate alla Seconda Guerra Mondiale, si tornava alla gioia di vivere: comincia la “Dolce Vita”. Le speciali fuoriserie realizzate per divi del cinema, reali e ricchissimi di ogni dove, danno lustro allo stile italiano, emblema di eleganza e modernità. Tuttavia sono le auto più umili a innovare il mondo dell’auto: la Fiat 500 diventa la supermini per eccellenza, il suo profilo iconico è uno dei simboli dell’Italia per antonomasia. Il suo musetto è celebre tanto quanto il Colosseo o la pizza… Sempre in tema di utilitarie anche la Iso, con la Isetta rappresenta un capitolo importante, è un ovetto semovente con l’apertura anteriore a mò di frigorifero. Il progetto acquistato dalla Casa dell’elica bianco blu, avrà un grande successo in Germania Ovest e salverà la Bmw dalla bancarotta.

Bianco, Rosso e Verdone. Negli anni ’60 molte case automobilistiche passano alla trazione anteriore, e anche Lancia (che proponeva questa soluzione dagli anni’30), tra i marchi italiani più prestigiosi, estende la sua offerta di modelli con le ruote motrici davanti, abbandonando progressivamente la trazione posteriore. Una scelta tecnica che offre maggiore sicurezza, qui sapientemente gestita per non ledere il piacere di guida: la Lancia Fulvia si afferma così tra le migliori sportive di media cilindrata, come testimonia il suo superbo palmarès. Piacere di guida dicevamo, motori grintosi e uno stile distintivo fanno palpitare il cuore degli appassionati del Biscione. Alfa Romeo è un’azienda dalla storia intensa, a tratti travagliata, che ha saputo reinventarsi: coprendo una produzione di vetture stradali, motori aeronautici e sportive plurivittoriose. Alfa Romeo è stata anche tra le prime aziende automobilistiche a dislocare impianti produttivi nel Sud Italia: l’Alfasud, resa celebre dal mitico Amitrano nel film Bianco Rosso e Verdone, è forse il modello più significativo per raccontare i cambiamenti storici e sociali che riguardano il nostro Paese a partire dagli anni ‘70.

Pensando ad un futuro migliore. Al giorno d’oggi “l’automobile italiana” è un po’ in crisi, in un mondo sempre più globale e dominato da ritmi di produzione improntati al consumismo esasperato. Forse questo periodo di stasi forzata può esserci d’aiuto per riflettere su quanto è stato fatto in passato e su quanto invece si può ancora fare per rendere migliore l’avvenire, contribuendo con orgoglio e rinnovata passione alla causa del “Made in Italy”.

Condividi
COMMENTI