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Automotoretrò: la lungimirante protesta di Asva

In occasione della kermesse il club piemontese ha realizzato un originale stand per protestare, in maniera estremamente elegante, le recenti normative della Regione, che mettono in seria difficoltà la vitalità del mondo dei veicoli storici

As va pi nen… (dal dialetto piemontese, ovvero: “non si va più”) questa la scritta che campeggia sugli sfondi della stand Asva Torino, club di automobilismo storico. All’interno dello spazio espositivo una stupenda Alfa perfettamente conservata e una Ducati Scrambler, frutto di un meticoloso restauro che l’ha riportata all’antico splendore, appaiono avvolte da pesanti catene che le ancorano al terreno.

Veicoli bloccati. Sugli sfondi -gigantografie di cartoline degli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso- ogni vettura appare offuscata da un timbro “bloccata”. Con questo allestimento Asva Torino vuole ricordare ai visitatori, provenienti da tutt’Italia, la delicata situazione in cui ci si trova nella regione piemontese, visto che le recenti normative impediscono alle vetture di interesse storico-collezionistico la libera circolazione. La stessa presenza dei veicoli esposti è stata possibile solo grazie al rischio preso in prima persona dei loro proprietari, a fronte di rilevanti contravvenzioni. Tutto questo a fronte della pretesa che il blocco di vetture la cui percorrenza media annuale non supera i 3mila chilometri possa, in qualche modo, contribuire in maniera rilevante ad abbattere l’inquinamento dell’aria.

Protesta di classe. Come sottolineato dal presidente del club, Luca Gallizia, se è vero che “vivere nel presente le auto del passato” è il motto che anima Asva Torino, il club non poteva non dare un segnale tangibile del disagio vissuto dai propri soci e dall’automobilismo storico torinese in generale.

La petizione online. In contemporanea all’interessante provocazione di Asva, sul web è stata avviata un’altra interessante iniziativa: una petizione per ottenere uno sblocco concreto a delle deroghe che permettano la circolazione dei veicoli storici nella Regione Piemonte. Se siete interessati a firmare la petizione, potete accedere direttamente da QUI.

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