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20 giugno 2019 | di Marco Di Pietro

Bollo al 50% anche per gli utilizzatori professionali

Con una risoluzione del Ministero delle Finanze viene precisato che l’agevolazione parziale sul bollo per le ultraventennali è estesa anche ai veicoli adibiti a uso professionale

Dopo la sentenza 122/2019 della Corte Costituzionale del 20 maggio scorso che stabilisce che le Regioni possono decidere in maniera autonoma sul tema delle esenzioni dal pagamento del bollo (leggi qui), è il Ministero delle Finanze a intervenire, attraverso la Risoluzione n. 1/DF del 14 giugno sulla riduzione del 50% della tariffa per i veicoli di interesse storico e collezionistico con età compresa tra i 20 e i 29 anni.

Il Crs va annotato sul libretto. In questa risoluzione si indica esplicitamente che la riduzione della tassa di possesso è estesa anche agli autoveicoli e motoveicoli di interesse storico e collezionistico con immatricolazione compresa tra i 20 e i 29 anni dotati di Certificato di Rilevanza Storica annotato sulla carta di circolazione “adibiti a uso professionale”.

Cambio di rotta. La Direzione Legislazione Tributaria, che ha scritto questa risoluzione, rileva la differenza con quanto disposto dal comma 2 dell’art. 63 della Legge n. 342 del 2000 (il riferimento normativo dell’esenzione per i veicoli storici) che non prevedeva l’estensione dell’agevolazione ai veicoli utilizzati per lavoro. Questa precisazione è sicuramente destinata a far discutere: se da una parte è chiaro l’obiettivo di salvaguardare i collezionisti, dall’altra si estende il vantaggio fiscale a chi utilizza professionalmente questi veicoli.

Si paga a metà: ma da quando? Un altro punto interessante della risoluzione riguarda le tempistiche di pagamento del bollo agevolato: il Ministero comprende che l’annotazione del CRS sulla carta di circolazione, introdotta con una legge promulgata alla fine del 2018, è pressoché impossibile sia alla data di entrata in vigore di questa novità (il 1° gennaio 2019) sia alla data della prima scadenza del bollo (il 31 gennaio). Per permettere il corretto adempimento, il Ministero delle Finanze concede un termine di 60 giorni, come prescritto dall’art. 3 comma 2 della Legge 212 del 2000. I collezionisti, dunque, avrebbero dovuto riportare l’annotazione sul libretto entro il 31 marzo scorso: comunque un tempo troppo breve. Chi non è stato in grado di farlo - secondo le nostre fonti sono decine di migliaia i collezionisti non in regola - dovrebbe quindi pagare il bollo intero, e attendere il prossimo anno per sfruttare l’agevolazione.

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