Auto
04 March 2019 | di Fulvio Zucco

Bugatti Atlantic, 80 anni di caccia al tesoro

La Bugatti Type 57 SC Atlantic è probabilmente la più iconica realizzazione della Casa alsaziana, cui forse può tenere testa per fascino solo la mastodontica Royale.

Soltanto quattro esemplari sono stati costruiti fra il 1936 e il 1938. Di questi, tre sono tuttora esistenti e si contendono il titolo di auto dal valore più alto con pochissimi altri mitici modelli.

Quotazioni da capogiro. Non che ci siano state vendite recenti, ma gli esperti concordano sul fatto che un’Atlantic potrebbe passare di mano, se messa all’asta, per cifre intorno ai 100 milioni di euro! Spinta da un otto cilindri in linea di 3,3 litri da 200 CV e capace di superare i 200 km/h, la Bugatti Atlantic è un capolavoro di stile del figlio del fondatore Ettore, Jean Bugatti.

Inimitabile. Ai suoi tempi nessun’altra auto aveva forme comparabili, e ancora oggi l’Atlantic rimane un oggetto dal design unico, fortemente caratterizzato dalla “pinna” che attraversa longitudinalmente tutta la carrozzeria dal cofano alla coda. Questa “cresta” unita da rivetti è ispirata a quella del prototipo Aérolithe del 1935, sul quale era necessaria per l’impossibilità di unire i pannelli in Elektron della carrozzeria; le Atlantic sono in alluminio e quindi potrebbero avere pannelli saldati fra di loro, ma i rivetti furono ritenuti una peculiarità da conservare, un segno di distinzione.

(LEGGI ANCHE: Bugatti Type 10, la prima di Ettore 110 anni fa)

Perle rare. Secondo Stephan Winkelmann, odierno presidente di Bugatti, le Chiron e Divo di oggi sono l’ideale proseguimento di una simile tradizione di forme stupefacenti e fuori dall’ordinario. La prima 57 SC Atlantic, la “Rothschild Atlantic”, fu venduta nel 1936 al banchiere inglese Rothschild: di colore grigio-blu, in origine non montava il compressore. La terza Atlantic, detta “Holzschuh Atlantic”, fu consegnata all’omonimo francese nell’ottobre 1936: il secondo proprietario, un collezionista, vi morì in un incidente a un passaggio a livello. L’auto fu completamente distrutta, ma molti anni dopo fu rimessa a nuovo con un impegnativo e onerosissimo restauro; non fu possibile purtroppo recuperare il motore, che è stato rimpiazzato da un altro analogo.

Il mistero della Bugatti nera. La quarta e ultima Atlantic, la “Pope Atlantic” dal nome del primo proprietario cui fu consegnata nel maggio 1938, è quella che oggi appartiene al noto creatore di moda Ralph Lauren. E la seconda vettura? Era quella personale di Jean Bugatti, chiamata “La voiture noire” per il suo colore; aveva un paraurti anteriore e porte più basse delle altre tre. Si tratta della stessa auto che fu esposta a vari Saloni del periodo, ma nel 1938 se ne sono perse completamente le tracce: c’è chi dice che Jean la vendette a un pilota della Casa, ma se così fosse sarebbe prima o poi riapparsa in qualche luogo; più probabilmente, come sostengono altri, fu nascosta lontano dall’Alsazia quando la Germania la invase. Dove, nessuno è mai riuscito a scoprirlo. Sono 80 anni ormai che collezionisti, storici dell’auto e cultori del marchio la cercano instancabilmente, ma finora “La voiture noire” è riuscita a conservare il suo mistero. Se qualcuno riuscisse mai a scoprire dove si è nascosta fino a oggi, avrebbe sicuramente vinto la caccia la tesoro con il premio più consistente di sempre.

Intanto al Salone di Ginevra... In occasione della kermesse ginevrina Bugatti presenta, in omaggio all’Atlantic scomparsa, una one off battezzata proprio Voiture Noire, realizzata per un facoltosissimo cliente e motorizzata con l’iconico 16 cilindri della Casa di 8 litri per 1500 CV. La Voiture Noire odierna è stata realizzata interamente a mano in ogni dettaglio. Per Stephan Winkelmann, presidente di Bugatti, la Voiture Noire è la dimostrazione di cosa l’azienda può fare oggi nel campo delle automobili “su misura”. Questa one off è costata al suo fortunato proprietario, tasse escluse, 11 milioni di euro.

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