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17 giugno 2018 | di Alberto Amedeo Isidoro

Buon compleanno, Ritmo!

Il Fiat Ritmo Club Italia ha organizzato la festa di compleanno della Ritmo a Torino, la città che l'ha vista nascere esattamente quarant'anni fa. Una tre giorni - cominciata venerdì e conclusasi oggi - che ha visto protagoniste all'ombra della Mole una settantina di vetture provenienti sia dall'Italia sia dall'estero.

Quarant'anni e non sentirli. Ci sembra di tornare indietro nel tempo, con le strade del capoluogo piemontese che pullulano di Ritmo coloratissime. Il colpo d'occhio nel parcheggio esterno del Motor Village di piazza Cattaneo, a Torino, è quel che di meglio ci si poteva attendere per un anniversario così importante nella storia dell'automobile italiana.

Passione senza frontiere. "Sono felicissimo della risposta degli appassionati. Italiani e non, sono giunti a Torino in tantissimi. Intere famiglie, anche dall'estero, accorse per festeggiare insieme i primi quarant'anni della Ritmo: non potevo chiedere di più", afferma con una punta d'orgoglio Marco Reggio, presidente del Fiat Ritmo Club Italia. Un meeting che parla polacco, spagnolo, tedesco e così via, un raduno dove l'intesa tra i partecipanti sorge spontanea scavalcando in un batter d'occhio le barriere dettate dalle differenze di lingua. "Qui dici Ritmo e t'intendi subito - chiosa Francesco Daghetta mentre spulcia l'elenco degli iscritti al raduno -, non serve davvero aggiungere altro".

Una guida d'eccezione.Francesco coordina le fasi della reunion assieme a Marco. Ad accomunarli, la stessa viscerale passione. Saliamo subito a bordo di una delle cinque Ritmo del presidente, una Abarth 125 TC argento metallizzato. "Ora è di Marco, ma è stata mia per lungo tempo. In seguito a un incidente decisi di demolirla. All'epoca si consegnavano targhe e libretti e potevi tenerti la macchina. Qualche anno fa ero sul punto di smontarla per venderne i ricambi, poi la telefonata di Marco: La prendo io!" spiega Daghetta, che ci fa subito prendere confidenza col mezzo. "Lo sterzo è pesante e il cambio ZF va usato senza indecisioni - ci avverte -, per il resto, divertitetivi!". E così sarà. Guidiamo nel traffico torinese con un filo di gas, raggiungendo la storica pista di collaudo della Fiat sul tetto del Lingotto.

Parata multicolore. Arrivati all'ex stabilimento, ci appostiamo sui tornanti che portano alla pista. Una rampa che sale a chiocciola dove le Ritmo, a blocchi di quindici, si arrampicano a fari accesi con disinvoltura, coi clacson che suonano all'impazzata. La passerella sulla parabolica è uno spettacolo di colori: a pochi metri di distanza, distribuiti su tutta la larghezza della carreggiata, sfilano esemplari bordeaux, azzurri, grigi, persino una rara Targa Oro marrone e una versione da corsa gialla e blu, i colori ufficiali Fiat dell'epoca.

Pomeriggio a palazzo. Dopo la pista, la passeggiata prosegue verso Stupinigi. Ci dirigiamo alla Palazzina di Caccia, una tra le più importanti residenze sabaude della città. Prima di approdare al parcheggio di fronte ai cancelli, abbiamo anche modo di saggiare le doti sportive della 125 TC sulle strade che circondano il parco: rumori, odori e sensazioni che risvegliano i sensi. Dopo una visita alle sale del palazzo, c'è ancora il tempo di scambiare quattro chiacchiere coi proprietari. E di scoprire una storia che ha del romantico. Marco ci fa notare un ragazzone sulla quarantina impegnato a fare ordine nell'abitacolo della sua cabrio fiammante. Si chiama Cristophe, ed è venuto dalla Polonia con la sua famiglia. "Ho percorso 1800 chilometri per arrivare a Torino, con moglie e bambini - ci dice sorridendo con in braccio la figlia piccola e una griglia anteriore di ricambio -: un piccolo gesto d'amore per una grande auto".

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