Auto
01 ottobre 2018 | di Marco Visani

Citroën Visa e Fiat Panda, tanto diverse quanto uguali

A tutta prima, potreste pensare che ci siamo sbagliati a inserire questo articolo nella rubrica "Separate dalla nascita". Che avranno mai in comune la Citroën Visa e la prima Fiat Panda, se non il fatto di essere vissute negli Anni 80? In realtà, se si supera il fatto che esteticamente - è vero - non si somigliano per niente, e che per giunta una ha avuto sempre e solo cinque porte e l’altra tre, vedrete che le similitudini ci sono eccome.

Colmavano un vuoto. Sono le due sole vetture della loro epoca che sono state proposte con motori sia a due che a quattro cilindri (il che è già un’evenienza molto rara) per di più - altro elemento rarissimo da riscontrare - con due layout opposti: longitudinale i bicilindrici, trasversale i quattro cilindri. E poi tutt’e due hanno fatto gran parte del loro "giro" con il bicilindrico, visto che il quattro cilindri serviva soprattutto a tamponare una falla nella gamma dei rispetti costruttori. Nel caso della Citroën, la Visa copriva il nulla visto che non esisteva un modello di segmento B capace di contrastare la concorrenza. In casa Fiat la vettura c’era ma era la 127. E quando nacque la Panda, nel marzo 1980, aveva nove anni. Prima di un sostanzioso restyling si sarebbe dovuta attendere la fine del 1981, e addirittura gennaio 1983 per vedere la sua erede, la Uno. La Panda 45, la quattro cilindri appunto, persino sovramotorizzata per l’esile scocca della "141" (è questo il suo nome in codice), servì a trattenere qualche cliente che diversamente avrebbe potuto puntare sulla Fiesta o sulla Polo.

Sotto la Visa, la 104. La Visa, il cui nome evoca scambi internazionali (sia che la s’intenda come passaporto in inglese, sia come carta di credito) è di fatto il primo modello interamente nuovo da quando, nel 1974, la Citroën è entrata nell’orbita Peugeot. Di mezzo c’è stata la LN ma quella era solo un cocktail tra il motore della Dyane e la carrozzeria della Peugeot 104 coupé. In origine la Visa avrebbe dovuto nascere da una cooperazione con la Fiat, a seguito di un accordo del 1968, poi superato nel 1973. Messa da parte una piattaforma specifica (che sarebbe stata poi ripresa per la Oltcit/Axel), la Visa - che debutta a ottobre 1978 - è di fatto una Peugeot 104 cinque porte travestita. Ma bene, perché la parentela proprio non si nota. Il bicilindrico boxer, tutto in alluminio, è strutturalmente simile a quello di 2 CV & Co., ma è completamente nuovo: si tratta di un 652 cm³ da 36 CV. Il 1124 cm³ quattro cilindri, invece, è lo stesso monoalbero a camme in testa da 57 CV della 104.

Panda, la rivoluzione Fiat. Molto più sereno lo sviluppo della Panda, approvata da Carlo De Benedetti nei suoi cento giorni alla Fiat e, per la prima volta nella storia della Casa, esternalizzata a un progettista esterno, la Italdesign di Giugiaro. Vetri piatti, cerniere delle porte esterne, ponte posteriore rigido con balestre monofoglia, plancia/marsupio con posacenere scorrevole, sedili sottili e divano posteriore che può diventare un’amaca: le soluzioni ardite e funzionali si sprecano, sulla Panda. Che marca una distanza abissale dalla tradizionale prudenza della Fiat nell’innovazione. Come nella Visa, il motore "grosso" è identico a quello della 127 - è dunque il 903 cm³ aste e bilancieri da 45 CV - mentre sulla 30 c’è invece una versione portata da 24 a 30 CV del due in linea della 126. La sua cilindrata è di 652 cm³: identica a quella della Visa. La quale, dal canto suo, tra volante monorazza e comandi organizzati in un satellite a sinistra del volante è a sua volta una piccola tutt’altro che banale.

Separazione delle carriere. Le loro carriere si dividono piuttosto presto. La Visa, nonostante uno sviluppo della gamma più ampio (ne derivarono pure un’originale cabrio a quattro porte e il commerciale C15) è durata solo dieci anni, con circa 1,3 milioni di esemplari costruiti. La Panda prima maniera è uscita di produzione il 5 settembre 2003 dopo oltre cinque milioni di esemplari. E ha passato il nome a due generazioni successive che tuttavia nulla hanno a che vedere con la vettura d’origine.

Condividi
COMMENTI