Auto
02 March 2021 | di Alfredo Albertini

Citroën ZX, il lusso di passare inosservati

Sono trascorsi trent'anni da quando la Citroën ZX è entrata nell'affollato segmento delle vetture medie da famiglia. Ebbe il non facile compito di farsi spazio in un mercato popolato da modelli molto collaudati e di successo, come la Fiat Tipo, la Opel Kadett, la Volkswagen Golf e, per rimanere in Francia, la Peugeot 309 e la Renault 19. La nuova berlina giocava la carta della qualità e della molteplicità di versioni e di motorizzazioni per allargare al massimo la platea.

Nel 1991, quando nasce la ZX, si comincia a concretizzare il graduale passaggio al catalizzatore. Le Case europee devono adeguare strategia e motori in vista dell'obbligo di dotarne tutte le vetture immatricolate a partire dal 1° gennaio 1993. Le automobili devono consumare meno e soprattutto essere più pulite. I carburatori lasciano il posto all'iniezione ci si avvia verso un futuro più green. La ZX arriva proprio durante questo storico passaggio e conclude la serie delle Citroën con la X finale, dopo AX, BX e CX, ed è commercializzata in Francia a marzo sotto forma di una “collezione” di quattro modelli: Reflex, Avantage, Aura e Volcane. Scopo di questa strategia commerciale è la destinazione di una stessa carrozzeria a quattro tipi di clientela: Reflex per chi vuole risparmiare e bada al sodo, Avantage per chi cerca un equipaggiamento più completo (c'è per esempio il sedile posteriore scorrevole per creare più spazio all'abitacolo o al vano bagagli), Aura per un confort più raffinato e Volcane per gli appassionati della guida sportiva.

Lo sbarco in Italia. Da noi il primo listino delle cinque versioni disponibili è del giugno 1991 e vede una forbice di prezzo tra i 15.800.820 lire della Reflex 1.4 e i 22.900.360 lire della Volcane 1.9i. A richiesta per le versioni al top gli interni in cuoio, per quelle intermedie i cerchi in lega, per quelle più economiche i vetri atermici e il sedile posteriore frazionabile e scorrevole. La ZX, lunga 407 cm, non ha una linea particolarmente originale, né spicca per soluzioni stilistiche d'avanguardia: il frontale è semplice, con fari trapezoidali e due piccoli chevron al centro della calandra. Il terzo finestrino migliora la visibilità di tre quarti posteriore e il tergicristallo è di tipo monospazzola per il parabrezza. Il design è frutto della collaborazione della Casa francese con il Centro stile di Bertone che, evidentemente, ha preferito non osare, probabilmente su indicazione stessa dei vertici Citroën, e realizzare un modello che potesse piacere a un pubblico vasto e non solo di appassionati del marchio.

Qualità e sicurezza. Per la ZX, la Casa madre punta soprattutto sulla qualità, per allinearsi alla concorrenza tedesca, notoriamente al vertice in questo campo. Si racconta che i concessionari, prima del giro di prova, facessero aprire e chiudere al cliente le portiere perché sentissero il rumore ovattato che provocava lo scatto della serratura, senza alcuna vibrazione metallica. Ma i venditori puntano anche sul confort e sulla sicurezza, quest'ultima garantita da un pianale robusto che offre la massima protezione agli occupanti in caso di urto poiché è rinforzato da numerosi longheroni trasversali e longitudinali, con un tunnel centrale a doppia lamiera. Un aspetto singolare è dato invece dal retrotreno ad effetto autosterzante: le ruote posteriori sterzano leggermente insieme a quelle anteriori per una maggiore facilità di inserimento in curva e una superiore tenuta di strada.

Da 60 a 167 CV. Vediamo ora i motori per il mercato francese: 1124 cm³ da 60 CV nella sola variante Reflex (da 0 a 100 km/h in 15,1 secondi); 1360 cm³ con 75 CV Din e alimentazione a carburatore (da 0 a 100 km/h in 11.9 secondi) disponibile come Reflex, Avantage e Aura; 1580 cm³ a iniezione con 89 CV Din, nelle linee Avantage e la Aura (da 0 a 100 km/h in 11.8 secondi); 1905 cm³ con 130 CV e alimentazione a iniezione elettronica multipoint (da 0 a 100 km/h in 8,3 secondi) per la più sportiva Volcane. Il 1905 cm³ verrà poi sostituito dall'unità di 1998 cm³ con 167 CV. Non mancherà il diesel, cavallo di battaglia del gruppo PSA, nella versione aspirata di 1905 cm³ da 71 CV (Salone di Francoforte del 1991) e la variante turbo da 92 CV (presentata il 25 giugno 1992). Dal marzo del 1992, la ZX è disponibile anche con il cambio automatico.

Coupé e station wagon. Nel 1992 viene introdotta la “Coupé” e nel 1994 la Break, andando così a completare una gamma che, con minimi aggiornamenti, resterà in produzione fino al 1998 per un totale di quasi due milioni di esemplari, a cui si aggiunge un altro mezzo milione prodotto in Cina con il nome di “Fukang” e linea a due o tre volumi.
Oggi la ZX è di fatto scomparsa dalla circolazione e se qualche appassionato della marca volesse cercarne una da mettersi in garage è bene che punti sull'unica versione accattivante, la Volcane 16 Valvole, quotata da Ruoteclassiche 3000 euro in categoria A+. Certo, il massimo da collezionare sarebbe la ZX Rally-Raid da competizione che tra il 1990 e il 1997 permise a Citroën di fregiarsi di cinque titoli mondiali ma, le cifre che sarebbero in gioco sarebbero ben diverse...

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