Personaggi
15 settembre 2018 | di Gilberto Milano

È morto don Ruspa, il parroco della Formula 1

Don Sergio Mantovani, “il parroco della Formula 1”, si è spento nelle prime ore del mattino a Modena, dove continuava a praticare la sua missione nella chiesa e nella casa di riposo che aveva fatto erigere dove sorgevano i ruderi di una chiesa del 1700 che lui fece abbattere nel 1986. Fu in quell’occasione che Enzo Ferrari gli affibbiò il nomignolo di Don Ruspa, un appellativo che da allora non è più riuscito a scvrollarsi di dosso.

Aveva 92 anni e sin da giovanissimo aveva manifestato una forte passione per le auto da corsa, al punto da prendere anche la licenza di pilota dopo aver preso i voti sacerdotali. Con lui non muore soltanto una persona dolce e affabile, capace di farsi ben volere da tutti, ma se ne va anche un pezzo di storia dello sport automobilistico e della Formula 1, della Ferrari in particolare.

Nel cuore dei piloti. È infatti stato il confessore e il cappellano di tutti i piloti di Maranello, dalla fine degli anni '40 a non molti anni fa. Non solo: la sua presenza sui circuiti di gara era di conforto anche per ingegneri e meccanici, soprattutto nei momenti tragici di questo sport. Una persona che ha conosciuto nell’intimo i grandi personaggi di questo sport e che a tutti ha sempre dispensato parole di conforto.

L'ultima intervista. Ruoteclassiche lo ha incontrato lo scorso giugno in quella che forse è stata la sua ultima intervista durante la quale ci ha offerto un ricordo di Enzo Ferrari sicuramente assolutorio nei confronti dell’uomo ma anche sincero sulla durezza di carattere del Drake (lo potete vedere e ascoltare nel video che trovate sul nostro sito). Anche in quell'occasione non ha tradito la sua fama di persona gentile, sorridente e serena, lucida e disponibile come pochi. Lascia sicuramente un bel ricordo di sé e un grande vuoto nel mondo della Formula 1.

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