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07 novembre 2018 | di Fulvio Zucco

Eicma, tante moto classiche accanto alle novità

Al Salone della moto di Milano, noto universalmente come Eicma, vi aspettano, fino all’11 novembre, sei padiglioni ricchi di ogni ben di dio.

Accanto alle novità più o meno assolute e alla gamma completa delle due ruote di una miriade di Case, dalle più blasonate a quelle minuscole, appena nate o rinate, la kermesse milanese offre accessori, abbigliamento, parti speciali, biciclette, motoslitte, quad, trike e più o meno tutto quello che vi può venire in mente abbia a che fare con le moto.

Il classico fa innamorare. Forte l’appeal del vintage, che permette oltre tutto, ai marchi che ce l’hanno, di far ricordare la propria storia, le vittorie sportive e i primati tecnologici. E per quelli che non ce l’hanno? Beh, è comunque più probabile accalappiare clienti con un prodotto che si fa guardare per le cromature, l’eleganza e il look ricercato, piuttosto che con un anonimo mezzo tutto linee tese e gusci di plastica…

Stile retrò tra novità e ritorni in grande stile. Fra le due ruote retrò presenti in Eicma, grandi nomi come Benelli, con la Imperiale 400, BMW con tutta la linea NineT, declinata in un vasto assortimento di proposte, Ducati che fa altrettanto con la gamma Scrambler, Honda con la CB 1100 EX, muscolosa naked, Moto Guzzi con tutte le V7 (affascinante, a nostro gusto, la Racer) e Yamaha con la XSR 700 XTribute, che gioca con la livrea e alcuni stilemi della XT 500, la mamma di tutte le enduro come siamo abituati a intenderle oggi. Poi c’è Triumph, che dell’inno al vintage è forse la portabandiera, con tutta la teoria di Scrambler, Bonneville e Bobber. Da segnalare anche il ritorno (per alcune inedito, per altre no) di gloriose marche del passato, come la mitica Brough Superior, in pratica una Rolls-Royce a due ruote, la Fantic con un Caballero attuale molto ben riuscito, la Lambretta con una linea di scooter che sembrano finalmente all’altezza del marchio che portano, Villa che propone una 400 Sport che è esteticamente riuscita, certo, ma non si capisce cosa abbia a che fare con le due tempi da fuoristrada degli anni d’oro della Casa, e SWM con la sua filosofia della moto unica, con un motore di 440 cc, cui adattare e innestare via via una serie di sovrastrutture e accessori così vasta da riuscire a cambiare totalmente il mood delle varie proposte, dalla più raffinata alla più sportiva.

La Vespa è sempre la Vespa. Piaggio è presente con la Vespa Sei Giorni, modello grintoso e dal grande fascino nel suo colore verdino metallizzato che riprende la tinta degli anni 50. Royal Enfield presenta la Interceptor e la Continental GT bicilindriche oltre alle “mono” 500 della serie Classic, sorta di alter ego motociclistico delle Morgan, dal momento che anch’esse sono delle sopravvissute, sempre uguali a sé stesse da decenni e sempre immutabilmente ricche di fascino. Tra le marche che un passato glorioso non ce l’hanno, ma s'ingegnano per proporre moto accattivanti, spesso riuscendoci, degne di nota Mash, che fra le varie proposte sfoggia un sidecar che è un gioiellino, Brixton con le sue 250 e il possente “side” in stile militare della Chang Jiang.

C'è anche una 2 CV a due ruote. Curioso invece l’esperimento di fondere una Citroën 2 CV Charleston con una meccanica Triumph Bonneville, ottenendo, evviva la fantasia, una strana moto battezzata Charleston (ne parliamo qui). E quanto alle storiche vere? Non mancano neppure quelle, a partire dal ricco e multietnico stand dell’Asi per arrivare alle moto militari della seconda guerra mondiale, nello stand dell’Esercito Italiano. Kawasaki espone una grandiosa sfilata di Z 900 dal 1972 al 1976, Fantic mostra un Caballero degli anni 80, Yamaha la menzionata XT 500 col suo serbatoio luccicante, Piaggio una Vespa 150 GS del 1959 e Peugeot una moto da competizione degli anni 20 fra le concept P2X. Se dovessimo dare un premio per l’attenzione alla propria storia, però, lo daremmo alla MV Agusta: fra le velocissime e ipertecnologiche moto attuali c’è una 750 Sport rossa e blu, inserita in una teca per evitare contatti indesiderati, vista la quotazione che ormai ha raggiunto e che è paragonabile a quella di una Jaguar E Type. Ma oltre a quella, un umile e restauratissimo motocarro e un camioncino 1100 D2 forse più bello di quando aveva lasciato la linea di montaggio.

Lo stand di Dueruote. Non dimenticate di farci un salto. Oltre al numero di novembre, (ri)troverete Motoclassiche, rivista nata dalla sinergia di Ruoteclassiche e Dueruote e rivolta agli appassionati delle due ruote storiche e da collezione. Per un assaggio dei contenuti del fascicolo, che potete trovare anche in edicola, cliccate qui.

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