Personaggi
06 settembre 2018 | di Alessandro Barteletti

Enzo Osella, la nostra videointervista

Continua la nostra carellata sui grandi progettisti italiani, le cui interviste sono comparse gli scorsi mesi sia su Ruoteclassiche sia, in forma video, sul nostro sito e sulla nostra pagina Facebook.

Quarto della serie. Dopo Nicola Materazzi (febbraio 2018), Sergio Limone (aprile) e Mauro Forghieri (giugno), riflettori puntati a settembre su Enzo Osella, costruttore, preparatore, progettista, nonché ex pilota e collaudatore, che abbiamo incontrato a Verolengo, in provincia di Torino, terza sede della sua azienda dopo quella storica di Volpiano e quella di Atella in Basilicata.

Dai camion di papà alla F.1. Cinquantacinque anni di passione per le auto da competizione, cresciuta in famiglia, sin da bambino (è nato vicino a Torino nel 1939), quando a destare il suo primo interesse per i motori erano soprattutto i camion della ditta di papà. Poi, ancora studente, il suo avvicinamento alle corse, con il suo primo "bolide": la Fiat 600 della sorella. "Ogni tanto" spiega, "me la prestava per una gita e io, senza dire niente a nessuno, un po' per volta ne approfittavo per prepararla".

La prima gara? "Fu di sabato, vicino a Biella. Alla prima curva finii contro un paracarro e ruppi il cambio. L'amico Gianni Varese, che mi attaccò la passione per le corse, mi rimorchiò fino a Torino. Ricambi non ne avevo, ma nell'autorimessa c'era il pulmino 600 di un cliente e decisi di prendere le parti che mi servivano in prestito da lì...". Questo, e molto altro, nei ricordi di un grande, approdato alla corte di Carlo Abarth che gli affidò la preparazione delle vetture dello Scorpione. E poi la F. 2, il Grande Circus e i prototipi...

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