Ferrari 550 Barchetta Pininfarina: GT a cielo aperto - Ruoteclassiche
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17 December 2021 | di Giancarlo Gnepo Kla

Ferrari 550 Barchetta Pininfarina: GT a cielo aperto

La scorsa settimana vi abbiamo presentato la Ferrari 550 Maranello, capostipite nel 1996 di una nuova famiglia di granturismo del Cavallino con motore anteriore, a 20 anni dal suo lancio commerciale vi raccontiamo della sua variante, ancora più esclusiva, con soft top: la 550 Barchetta.

Tutte le Ferrari sono uniche ma concorderete sul fatto che alcune sono più speciali di altre, come ad esempio la Ferrari 550 Barchetta Pininfarina. Massima espressione della granturismo dedicata agli amanti della guida en plein air, la “Barchetta” celebrava alcune importanti ricorrenze: i 70 anni della Pininfarina, i 50 anni del sodalizio tra le società. Presentata al Salone di Parigi del 2000, la Ferrari 550 Barchetta venne lanciata nel 2001 per celebrare le due vittorie consecutive della Scuderia Ferrari nel Campionato di Formula 1 nel 2000 e 2001.
Nel nome e nelle forme, la 550 Barchetta si riallacciava alla tradizione delle leggere auto da corsa e alle spider più sportive della Ferrari prodotte negli anni 50 e 60, qui proposta con lo stile e le tecnologie di inizio Millennio. Da qualsiasi angolazione la si guardi, la Ferrari 550 Barchetta Pininfarina è tutt’ora un’auto dalle proporzioni eccitanti: una istant classic, preziosa e maliarda, nell’accezione più positiva del termine. Del resto poche auto possono vantare una linea realizzata da due grandi “profeti” dello stile italiano. Infatti, se la Pininfarina definì lo stile, fu Scaglietti a tramutare quel disegno in una spider in grado di coniugare eleganza e sportività ai massimi livelli.

Lo stile. La carrozzeria della Ferrari 550 Barchetta Pininfarina derivava dalla 550 Maranello: con la scocca, in alluminio, saldata al telaio tubolare in acciaio mediante una speciale lega di alluminio e Feran.
Nella cartella stampa Ferrari sottolineava come, al pari della coupé, la spider adottasse gruppi ottici omofocali integrati, progettati per ottimizzare l'illuminazione e i flussi aerodinamici. Qui apprezzabili anche in funzione di una minor rumorosità alle alte velocità rispetto a quelli a scomprsa.
La Ferrari 550 Barchetta si distingueva immediatamente per l’assenza del padiglione: in caso di maltempo era presente soltanto un leggero soft top in tela. Una soluzione di fortuna, in quanto l’auto era stata progettata esplicitamente per la conduzione a tetto aperto. Considerata l’assenza del tetto metallico, il telaio e la struttura dell’abitacolo vennero modificati in modo da garantire una rigidità pari a quella della 550 Maranello, senza alcun aggravio di peso. La 550 Barchetta Pininfarina si caratterizzava anche per il parabrezza più basso (di 10 cm) rispetto alla Ferrari 550 Maranello; le caratteristiche gobbe sulla carrozzeria, in corrispondenza dei poggiatesta; i cerchi in lega scomponibili e il tappo del serbatoio in alluminio.

Aerodinamica. Seguendo l’approccio usato sulla “Maranello”, l’aerodinamica della 550 Barchetta venne sviluppata in galleria del vento. Le volumetrie erano il risultato di numerosi test che vertevano sul raggiunto di obiettivi come il carico verticale costante sulle ruote, la sensibilità minima ai venti laterali e una resistenza aerodinamica minima. Per questo motivo anche il sottoscocca dell'auto venne progettato per garantire stabilità e sicurezza di guida alle alte velocità, senza ricorrere a parti mobili o superfici che avrebbero compromesso la pulizia della linea.

Motore.
La Ferrari 550 Barchetta Pininfarina utilizzava lo stesso propulsore V12 della 5.474 cc della Ferrari 550 Maranello. Il motore erogava 485 CV a 7000 giri/min, con e 570 Nm di coppia massima. Il blocco motore, le teste dei cilindri e la coppa dell’olio vennero realizzati in lega leggera, con le camicie dei pistoni rivestite in Nikasil. Per le bielle venne impiegata una lega di titanio (tipo Ti6a14V), per la massima affidabilità alle alte velocità.

Telaio. Al fine di mantenere i più alti standard di maneggevolezza e resistenza, il telaio a tubi d’acciaio della Ferrari 550 Barchetta garantiva una rigidità torsionale di 48.263 Newton per grado. Inoltre, a protezione degli occupanti, c’erano la robusta gabbia centrale e le sezioni anteriore e posteriore del telaio ad alto assorbimento di energia. Infine, nella malaugurata ipotesi di ribaltamento, la sicurezza dei passeggeri era garantita dai rollbar in alluminio dietro i sedili.
Le masse non sospese della Ferrari 550 Barchetta Pininfarina vennero contenute per garantire una risposta precisa dello sterzo preciso e un perfetto controllo della vettura in tutte le condizioni, mantenendo l’eccellente equilibrio dinamico del modello coupé. Lo schema sospensivo della Ferrari 550 Barchetta Pininfarina si basava su sospensioni con struttura a parallelogramma trasversale e bracci triangolari con un sistema di regolazione elettronica (a più parametri) degli ammortizzatori, selezionabili dal conducente.

La fuoriserie. Nel 2007 il prestigioso atelier milanese Zagato presentò la Ferrari 550 Barchetta Zagato. Questo modello, simile alla 575 GTZ (realizzata sulla più recente 575 M) venne prodotto in soli tre esemplari che si aggiunsero alle sei coupé 575 GTZ, al fine di raggiungere le nove unità: un numero fortunato per la Zagato. In totale vennero realizzate due convertibili con guida a sinistra e una con guida a destra. A differenza del modello originale con il leggero tetto in tela, utilizzabile solo fino a 120 km/h, la Barchetta Zagato disponeva di una capote ad azionamento elettroidraulica, ingegnerizzata e costruita interamente nell’officina di Terrazzano di Rho (MI).

Nata per entusiasmare. Con soli 448 esemplari prodotti la Ferrari 550 Barchetta Pininfarina è stata davvero un'auto speciale, con la quale i suoi fortunati proprietari hanno potuto godere della vigorosa spinta dei quasi 500 CV ma, soprattutto, hanno sperimentato la gioia della guida pura: in strada come in pista, sulle note di una sinfonia suonata dal glorioso V12 Ferrari.

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