Auto
02 October 2019 | di Andrea Zaliani

Fiat 127 Rustica, una “dura” di campagna

Con la versione Rustica, basata sulla scocca della 147 costruita in Brasile, la Fiat 127 veste i panni di auto tuttofare. Adatta sia per svolgere attività professionali che per il tempo libero. Una declinazione indubbiamente originale, non particolarmente apprezzata dal pubblico dell’epoca

La Fiat 127 lascia un segno indelebile nella storia dell’automobilismo. In sedici anni di onorata carriera riuscirà sempre a rimanere al passo con i tempi, grazie a un’evoluzione costante e molteplici versioni. Non solo modelli convenzionali ma anche declinazioni particolari, ideate per risultare delle ottime tuttofare. A tal proposito, sebbene la sua storia sarà breve e non molto redditizia, merita una menzione speciale la 127 Rustica.

Aspetto da “dura”. Presentata nel 1979 s’identifica in una sorta di modello a ruote rialzate, l’equivalente di una moderna crossover compatta. La Casa torinese la definisce, più semplicemente, come un’auto da campagna. La 127 Rustica si contraddistingue per un aspetto da “dura” generato dall’adozione di una vernice semiopaca, abbinata a cerchi neri, paraurti tubolari e griglie parasassi davanti ai gruppi ottici. A richiesta, l’allestimento può comprendere inoltre un grande portabagagli a barre sul tetto. Gl’interni spartani sfoggiano sedili in finta pelle, con imbottitura sottile, e una strumentazione essenziale. A livello tecnico la 127 Rustica rappresenta una variante della 147 - la versione con motore 1050 (da 50 cv) prodotta in Brasile - dotata di scocca e sospensioni particolarmente robuste, al fine di adattarsi al meglio su tutti i tipi di strade.

Allestita dalla Lamborghini. Prendendo in considerazione l’aspetto costruttivo, la vettura vanta un’ulteriore originalità: la 127 Rustica, infatti, viene allestita nello stabilimento Lamborghini di Sant’Agata Bolognese, su scocche provenienti dal Brasile. Le modifiche alla meccanica riguardano la rivisitazione della trasmissione e l’assetto rialzato, con molloni anteriori tipo “Tropico” e balestra posteriore a tre lame. Nel complesso l’auto beneficia di un motore vivace e sospensioni discretamente confortevoli, ma è rumorosa e fin troppo vistosa. Il verdetto del grande pubblico ne decreta una sonora bocciatura, a tal punto che la sua produzione cesserà (già) nel 1981.

La prova di Quattroruote. La prova su strada, effettuata nel mese di novembre del 1979, evidenzia nel complesso una valutazione soddisfacente. Convincono la tenuta di strada e l’ormai collaudato motore 1050 cc: sufficientemente brillante, sale rapidamente di giri. Meno gradevole il comportamento dello sterzo, giudicato più pesante e meno preciso rispetto al comando installato sulla versione convenzionale. Inoltre, nella 127 Rustica si nota subito la mancanza del servofreno: lo sforzo necessario è piuttosto elevato. A velocità sostenute occorre premere a fondo sul pedale, per ottenere una risposta adeguata.

Diteci la vostra. E voi, cosa ne pensate della 127 Rustica? Siamo curiosi di sapere se in quel periodo avreste optato per lei oppure per una versione più convenzionale. Fatecelo sapere attraverso i commenti qui sotto. Inoltre, se avete dei ricordi particolari legati a questo modello di carattere, potete scriverci una e-mail con la vostra storia all’indirizzo redazione@ruoteclassiche.it.

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