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13 marzo 2014 | di Redazione Ruoteclassiche

Il clan Bugatti in mostra

Sorpresa: pur con i suoi 415 km/h di velocità massima, la "Veyron" non è più il veicolo Bugatti più veloce di sempre. La notizia forse non piacerà ai possessori di questa molto esclusiva vettura, ma in questi giorni ha fatto la sua comparsa un mezzo che dopo quasi 80 anni rende giustizia al genio di Ettore, che l’aveva progettato in collaborazione con l’ingegnere belga Louis de Monge nel 1937.

Si tratta del Bugatti "100P", un aereo considerato dagli storici come uno dei velivoli tecnologicamente più avanzati dell'epoca, con un’aerodinamica all'avanguardia e soluzioni tecniche in anticipo sui tempi rispetto agli altri velivoli dell’epoca. L'aereo era stato progettato per superare gli 800 km/h di velocità massima con un motore di 450 CV, un limite che all’epoca era stato raggiunto solo da aerei con il doppio della potenza. Il "100P" era anche molto più compatto degli aeromobili di quel periodo, con un'apertura alare di quasi 27 metri e una lunghezza complessiva di circa 7,7 metri.

Bugatti smise di lavorare sul suo progetto nel giugno del 1940, nel timore che potesse essere scoperto e realizzato dai militari tedeschi. Questo fino al 2009 quando un gruppo di appassionati ha pensato di realizzare davvero il progetto di Ettore. Un lavoro terminato da pochi giorni che il pubblico avrà la possibilità di ammirare all’interno della grande collezione di manufatti Bugatti assemblata nella mostra “The art of Bugatti”, in programma dal 20 marzo fino al 30 dicembre 2014 presso il Mullin Automotive Museum di Oxnard, a nord di Los Angeles (Usa) (http://www.mullinautomotivemuseum.com), museo dedicato all’Art Déco e alle automobili di quel periodo.

L’aereo di Ettore non sarà infatti la sola attrazione di questa mostra. L’esposizione vuole rendere omaggio al genio e alla creatività di tutti i membri della famiglia Bugatti e all’influenza che hanno avuto nello sviluppo dell’arte e dell’automobilismo. Tra le opere, una cinquantina di mobili e dipinti realizzati dal patriarca Carlo Bugatti, quindi numerose sculture di Rembrandt Bugatti e una dozzina di rarità su ruote realizzate da Ettore e Jean Bugatti. Tra queste la Bugatti "Brescia", le "Tipo 35C" (1925), "37A Grand Prix" (1926) e "51" (1933), la "Tipo 64" (1939) e "Tipo 57SC Atlantic" (1936), le "Tipo 57C Aravis" (1939) e "Atalante" (1939) e la magnifica "Tipo 41 Royale" (1927).

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