Anche i meno esperti di F.1 riconosceranno in questa McLaren del 1971 il filo cromatico del “Papaya Orange”, reinterpretato in chiave moderna sulle monoposto campioni del mondo di Oscar Piastri e Lando Norris. Una livrea che ha attraversato diverse epoche, successi e insuccessi, ma con una costanza seconda solo al rosso Ferrari.
Precisione in scala
Con la tonalità cromatica corretta, il numero 9, ben centrato e correttamente dimensionato, campeggia netto sul fondo bianco, e anche i loghi degli sponsor sono riprodotti fedelmente per colori e dimensioni. La scala 1:43 spesso porta, per la minutezza delle parti, ad accettare compromessi stilistici, ma in questo caso le proporzioni di tutte le sezioni sono dimensionate in maniera credibile. Il muso basso e affilato, con l’ala anteriore integrata e i piani leggermente rialzati, è collocato alla giusta altezza, merito di un assetto ben studiato in fase di progettazione. Le sospensioni a vista, così come i cerchi e gli pneumatici, offrono dettagli di buon livello. La zona posteriore mette in evidenza l’architettura del motore V8 Ford-Cosworth, elemento strutturale e meccanico al tempo stesso, armonizzato con l’ala e l’impianto di scarico.
Nulla è superfluo
Aprire il capitolo “interni” su una F.1 di quest’epoca significa parlare di essenzialità pura, e il modello interpreta bene questo concetto. L’abitacolo è minimalista come sull’auto reale: sedile avvolgente, volante piccolo e strumentazione ridotta a quel che serviva al pilota all'epoca. Tutto è coerente, senza eccessi di fuori scala, con una resa complessiva che comunica chiaramente l’atmosfera dei primi anni 70. Un modello per chi preferisce il fascino analogico di 50 anni fa all’era ipertecnologica odierna. Il prezzo, pari a 99 euro, è proporzionato alla qualità offerta, e lo stesso importo è richiesto per la monoposto del compagno di squadra Peter Gethin, con la numero 10 al G.P. di Francia. Per gli amanti delle livree è disponibile anche la M19A guidata da Mark Donohue nel G.P. del Canada, visibile nella gallery con la nota livrea blu del team Sunoco.
