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27 May 2021 | di Giancarlo Gnepo Kla

La Fiat 500 tra le protagoniste del nuovo ADI Design Museum

L’ADI Design Museum è il nuovo polo museale che ospita la collezione permanente degli oggetti che hanno segnato la storia del design industriale. Prodotti sviluppati per la quotidianità insigniti del premio “Compasso d’Oro”, il più antico e prestigioso riconoscimento mondiale nell’ambito della progettazione. Tra le opere esposte c’è anche la leggendaria Fiat 500: premiata nel 1959 e nel 2011.

Il nuovo museo del design sorge in una zona strategica di Milano, a pochi passi dalla zona Paolo Sarpi, dal Cimitero Monumentale e dalla Stazione Porta Garibaldi: un'area dal passato industriale sottoposta recentemente ad un processo di riqualificazione architettonica e urbanistica. L'indirizzo della struttura è al numero 1 di una pizza che porta lo stesso nome, Compasso d’Oro, del premio istituito nel 1954 e assegnato dal 1958 dall'ADI (Associazione per il Disegno Industriale). Tra le principali opere nate dalla creatività italiana non poteva mancare l’iconica Fiat 500: la vetturetta torinese divenuta fenomeno di costume e ambasciatrice del Made in Italy nel mondo.

La Nuova 500. La Fiat 500 nacque dalla geniale intuizione di Dante Giacosa, il leggendario progettista che coordinò i progetti della Fiat nell'ambizioso piano di sviluppo al termine della Seconda Guerra Mondiale: di lì a poco si sarebbe avviato il rapido processo della motorizzazione di massa. Nell'estate 1957 la Fiat presentava a Torino la “Nuova 500”, un modello destinato a replicare il successo delle precedenti Fiat 500 A, B e C (note con il nomignolo "Topolino"). Dalle precedenti utilitarie ereditava solo l’architettura berlinetta due posti, abbinata a tecniche produttive e un comparto meccanico nettamente più moderno. La carrozzeria è a scocca portante mentre il motore, un inedito bicilindrico raffreddato ad aria, è montato posteriormente. L’assetto prevedeva invece ruote indipendenti sulle quattro ruote. Il prezzo di lancio era alla portata di molti: 490 000 lire. In pochi anni, la Fiat 500 si impose come la vettura della gioventù italiana e si affermò rapidamente in tutto il mondo: dagli Stati Uniti alla Nuova Zelanda. La 500 rimase in produzione per quasi vent’anni, fino al 1975, declinata in cinque diverse serie per un totale di oltre quattro milioni di esemplari.
Con la seconda generazione, presentata nel 2007 a 50 anni esatti dal primo “Cinquino”, la nuova Fiat si configurava come un simbolo di un’Italia capace di conquistare il mondo con stile ed estro creativo. Nel 2020 la terza generazione della Fiat 500 torna a rivoluzionare la mobilità urbana nel segno della sostenibilità e dell’innovazione tecnologia senza rinunciare al design inconfondibile che ha contraddistinto le sue antenate.

Un simbolo del Made in Italy. Nel 2017, una Fiat 500F è entrata nella collezione permanente del MoMa (Museum of Modern Art) di New York, il tempio dell’arte e del design mondiale. In questo modo è stata sancita ufficialmente la portata innovativa del progetto 500: sia dal punto di vista tecnico che stilistico. Insieme alle due generazioni della Fiat 500, l’ADI Museum ospita anche un altro modello di grandissimo valore, la Fiat-Abarth 1000 Bialbero: una vettura che nel 1960 ricevette il Compasso d’Oro dalla Giuria per essere stata “una rinnovata eminente affermazione del design italiano nel campo dell’automobile.
Spiega Roberto Giolito, “padre spirituale” del progetto Fiat 500 del 2007 e Responsabile del Dipartimento Heritage dal 2015: “La 500 è un'icona di stile italiano mai passata di moda e che, nel corso dei decenni, ha conquistato innumerevoli fan in tutto il mondo, grazie ai suoi tratti inconfondibili e alla sua spiccata personalità” e prosegue: “Sin dal 1957, Fiat 500 ha saputo regalare un tocco di colore e un sorriso alla quotidianità dei suoi clienti in ogni angolo del mondo, diventando ambasciatrice del Bel Paese e affermandosi come simbolo del design Made in Italy”.

Guardando al futuro. Un’automobile ma soprattutto simbolo del nostro Paese, divenuto parte integrante della vita quotidiana: un vero e proprio monumento nazionale che ritorna sulla scena nel 2007, configurandosi come un prodotto globale, commercializzato in 100 Paesi e accompagnato da premi prestigiosi come il "Car of the Year" e il "Compasso d'Oro". Riconoscimenti assegnati alla 500 per sua la capacità di evolversi senza perdere la propria identità, come dimostrano anche le oltre 30 serie speciali, realizzate su base Fiat 500 e Abarth 595, che si sono succedute negli ultimi anni. Nel 2020 si apre un nuovo capitolo della saga con il lancio della 500e: il primo modello full electric della Fiat. Bella, carismatica e inconfondibilmente “500” è già un oggetto di culto capace di ispirare il cambiamento nella mobilità a zero emissioni.

La collezione. All’interno dell’ADI Design Museum è esposta una selezione di oggetti provenienti dalla prestigiosa Collezione “Compasso d'Oro”. Questa si compone di oltre 2.300 prodotti e progetti, tra cui 350 premiati e numerosi altri insigniti della Menzione d’Onore. La Collezione permanente sarà affiancata da mostre temporanee e iniziative di approfondimento in continuo divenire.
Il polo museale nasce dal recupero di un vecchio deposito degli anni 30 del secolo scorso, utilizzato sia come rimessaggio per i tram a cavallo e sia come impianto di distribuzione di energia elettrica. Il museo è stato concepito con l'idea valorizzare la struttura esistente, testimonianza del ricco patrimonio di archeologia industriale milanese. Un carattere che diventa distintivo per determinare l’identità dell’immobile stesso.

L’ADI Design Museum. La struttura si estende su una superficie totale di oltre 5.000 metri quadri e si articola in spazi distinti dedicati alle esposizioni e ai servizi (caffetteria, bookshop, luoghi d’incontro), a cui si aggiungono la conservatoria museale e agli uffici.
L’ingresso è sulla piazza-giardino, aperta al pubblico recentemente, intitolata al premio “Compasso d’Oro”. L’ADI Design Museum, guardando alle più importanti strutture museali italiane ed internazionali, si candida come nuovo punto di riferimento per la community del design e si configura già come una realtà capace di rivestire un ruolo importante nella divulgazione culturale. Il tutto con un occhio di riguardo ai più giovani, coloro che dovranno tramandare i valori del design italiano nel futuro.

Informazioni utili. Per chi volesse visitare il museo, i biglietti hanno una tariffa ordinaria di 12 euro, ma non mancano ticket ridotti a 9 euro e la gratuità per diverse categorie.

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