Ritrovamenti
03 October 2020 | di Paolo Sormani

La Giulia Super e la 500 fantasma

Per il barnfinder Luca Manzoni, quella villa sul Lago Maggiore sembrava stregata. Le auto individuate da un amico erano scomparse misteriosamente durante l’estate. Mistero? Ma no, la Giulia Nuova Super e la Fiat 500 F erano state nascoste dalla vegetazione...

Ogni ritrovamento è una piccola avventura, lo sa bene chiunque li viva di persona. Nel caso dell’Alfa Romeo Giulia Nuova Super 1300 e della Fiat 500 F è andata letteralmente così, perché stavolta Luca Manzoni ha dovuto farsi largo fra gli arbusti e i cespugli che le nascondevano. Anzi: le auto nascoste nel cortile di una villa degli anni Trenta, sulla riviera piemontese del Lago Maggiore, durante l’estate erano scomparse. Come per un sortilegio. Solo l’ostinazione e la ricerca metodica hanno infine premiato il barnfinder monzese. Che, come spesso accade, era stato indirizzato dalla “dritta” di un amico di Arona, uno degli scout che compone la sua rete di cacciatori di rottami. Una persona così compresa nella sua missione di cacciatore di anticaglie, da districarsi sulle strette stradine di collina a bordo di un’Ape 50… “È stato questo mio amico a inviarmi alcune foto nelle quali, zoomando bene sul display, si notava una Giulia rosso prugna coperta, il posteriore di una 500 e tre Lancia Beta messe piuttosto male, più una Fiat Uno”.

Dei relitti e delle pene. Trascorre la bella stagione fra il caldo e i finestrini abbassati - sulla sua Giulia il climatizzatore non c’è… Finché, in settembre, Manzoni decide di approfondire. Raggiunta Stresa, la prima ricognizine dall’esterno è una delusione: nessuna traccia delle auto. Nemmeno le domande ai vicini di casa sciolgono l’enigma. Possibile? Il barnfinder decide di scalare una posizione più sopraelevata, con una vista migliore sul parco della villa. A quel punto il mistero è risolto: la vegetazione era cresciuta così tanto durante l’estate da nasconderle! Dopo settimane di tentativi infruttuosi, Manzoni risale al figlio del proprietario della villa, scomparso da tempo; e finalmente riesce a varcarne il portone. “Mi trovo davanti la Uno brasiliana dell’85, ferma da più di vent’anni. Intorno, relitti di Lancia Beta, una Ritmo aperta in due e un’Alfa 33. Per fortuna la Giulia che avevo intravisto era sotto un porticato e si era conservata meglio, anche perché era stata protetta da alcuni teli di cellophane. L’unica parte raggiunta dalle intemperie è il retro, giusto un paio di punti di ruggine. Attorno, devo sgombrarla da secchi, pile di mattoni e stracci”. La Giulia Nuova Super 1300 ha 60.000 km sullo strumento e monta ancora la targa nera MI, risultando immatricolata nel febbraio del 1975. La presenza dei documenti originali e del libretto di servizio dimostra che i tagliandi erano in ordine e che il quattro cilindri era stato preparato nientemeno che da Santino Balduzzi, il “Mago di Lodi”. “Un’altra cosa che mi ha colpito è l’odore di nuovo, di Alfa Romeo, quando ho aperto la portiera. Anche se è rimasta ferma per più di 25 anni, la strumentazione è bella limpida, pulita. Anche gli interni grigi sono in ordine, molto belli. Ho avuto fortuna nel ritrovare le chiavi originali su un sedile. Davvero un bel conservato”, conferma Manzoni.

Alla scoperta delle 500. Per fortuna il parco è stato bonificato di recente, così Luca Manzoni riesce a esplorarne gli anfratti più remoti. Da diversi strati di coperte e materassi spunta così una Fiat 500 F, ferma dai primi anni Novanta, come il resto dei… fantasmi della villa. Si tratta di una seconda serie del ’69 e monta un volantino in radica sportivo. Leggendo il libretto di circolazione, si scopre che ha avuto un solo proprietario. “Aperta la portiera, mi è arrivata una zaffata di un odore che non è propriamente Fiat, ma sono rimasto sorpreso dal fatto che dentro fosse ottimamente conservata. Mistero della fede nei ritrovamenti…”. Non contento, Manzoni scopre che in un granaio vero e proprio dorme una 500 B. Per decenni è stata imprigionata nel locale da una catasta di armadi, tavoli e sedie che l’hanno preservata meglio dell’altra. Il barnfinder si mette d’accordo con il proprietario per acquistare la Giulia e la 500 F. La B appartiene alla zia che non vuole venderla: è il ricordo di una vita. Le altre possono continuare a dimorare la villa, ormai non più stregata. Le operazioni di recupero sono molto delicate, per via del fango e della pendenza del terreno. Occorrono sia il carro attrezzi, sia una Range Rover con il gancio traino e le gomme giuste per sfilare la Giulia Super e la 500 dalle tane del letargo, con tutte le cautele del caso. Lieto fine: entrambe hanno subito trovato un nuovo custode e si trovano già in officina per iniziare il restauro e una seconda vita.

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