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La scomparsa di Rémy Julienne, lo stuntman di 007

Rémy Julienne, uno dei più grandi stuntman nella storia del cinema, è mancato il 21 gennaio a causa del Covid. Francese, classe 1930, è stato protagonista assoluto di un numero impressionante di film e di pubblicità, circa 1400, a partire dagli anni Sessanta fino agli anni Duemila.

Julienne ha conosciuto e fatto da controfigura ai più famosi attori del periodo d’oro del cinema, da Alain Delon a Roger Moore, da Jean-Paul Belmondo a Yves Montand, lavorando per i i registi più celebri, come Truffaut. Appassionato di motori fin da ragazzo diventa campione francese di motocicletta nella classe 500 negli anni Cinquanta. Ma il suo destino è nella settima arte, in cui sogna un giorno di poter lavorare.

Il primo film. Partecipa così nel 1964 a un provino per Fantomas, la pellicola che ha tra i protagonisti Louis De Funes, e inizia la sua folgorante carriera dietro le quinte, perché in realtà, come tutte le controfigure, si è protagonisti senza esserlo. Impossibile citare anche solo i film più importanti nei quali ha guidato automobili (e non solo) di ogni marca e modello compiendo acrobazie che hanno sfidato, se non superato, le leggi stesse della fisica. Lo ricordiamo, tra gli altri, in Tre uomini in fuga del 1966 in sella al sidecar del soldato tedesco mandato fuori strada dalle zucche gettate da un furgone in corsa. La scomparsa in un incidente di un altro cascadeur francese, Gil Delamare, lo porta poi ad assumere anche i ruoli di quest’ultimo. Nel 1969 è protagonista di una delle pellicole più amate dagli appassionati di motori, Colpo all’italiana, dove le Mini compiono una delle più famose acrobazie cinematografiche di tutti i tempi, il salto tra i tetti di due edifici a Torino.

Controfigura di 007. Questa notorietà porterà Julienne a lavorare con l’agente segreto più famoso di tutti i tempi, James Bond. Inizia con “Solo per i tuoi occhi” del 1981 dove l’inseguimento tra una Peugeot 504 e la gialla Citroën 2CV di Roger Moore ha tenuto inchiodati gli spettatori alla poltrona. E poi Octopussy Operazione piovra del 1983, Bersaglio mobile del 1985, 007 Zona pericolo del 1987, Vendetta privata del 1989 e Goldeneye del 1995, quando era ormai sessantacinquenne. Rémy aveva fatto della professionalità e della precisione nell’esecuzione i suoi punti fermi, inderogabili. Uno stuntman non può del resto permettersi di sbagliare, anche pochi centimetri in un incidente stradale fanno la differenza, tutto deve essere calcolato, non ci possono essere approssimazioni. La scomparsa nel 1999 di uno degli uomini della sua squadra, Alain Dutartre, nel corso del film Taxi 2 e la condanna penale, poi cancellata, lo provano profondamente, ma non impediscono ai suoi figli di proseguire questa rischiosa carriera.

La collaborazione con Fiat. Per quel che riguarda l’Italia, Rémy Julienne viene coinvolto dalla Fiat per alcuni filmati pubblicitari realizzati da Cinefiat, il reparto della casa torinese creato appositamente all’epoca per la comunicazione cinematografica. Su Youtube si possono vedere questi straordinari video che ci fanno capire la stoffa di cui era fatto. Per esempio, nel 1971, egli è al volante di una Fiat 127 rossa, sale su un convoglio che sta per partire composto da numerosi vagoni per il trasporto auto. Salta da un vagone all’altro, poi scende, effettua un traverso, si ferma, e una voce dice “Che macchina!”. Un minuto e cinque secondi di pura adrenalina. Ma anche in questo video dove, con una 131 versione Usa, si getta da una cascata, poi con un’altra 131 giù da un dirupo saltando successivamente un fiume mentre con una 124 spider passa attraverso le porte aperte di un treno in corsa. Di una cosa sola Rémy si rammaricava. Che oggi il cascadeur è diventato superfluo perché al cinema le scene più pericolose sono diventate virtuali…

 

 

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