Giacomo Agostini compie oggi 84 anni e per l’occasione si regala un museo. Non uno qualunque: il suo. In una sede adeguata alla grandezza del suo mito, a Bergamo ha raccolto tutta la sua vita. Che equivale alla carriera del pilota motociclista più grande di tutti i tempi: 15 titoli mondiali, 123 vittorie in Grandi Premi iridati, 10 vittorie al Tourist Trophy dell’Isola di Man, due 200 Miglia vinte nello stesso anno: Imola e Daytona 1974, unico a esserci riuscito insieme a Jarno Saarinen. Per tacere dei 18 titoli italiani.
Una vita in pole position
Nella sede di Bergamo, in via dei Bersaglieri 2, l’inimitabile Ago ha messo tutto, senza nascondere nemmeno la parte meno riuscita di una carriera irripetibile: quella con le automobili, la Formula 2 nel 1978 e la Formula Aurora nel 1979 e 1980, con qualche podio e nulla più, pochissima roba per uno che era (ed è ancora) il dio delle moto. “Mi servì per addolcire l’addio alle motociclette e alle competizioni, che prima o poi sarebbe arrivato definitivamente”. Ma poi Mino al Motomondiale c’è tornato, e con successo naturalmente, come team manager con Yamaha e Cagiva. “Ago” è un grande in tutto, come da pilota era il miglior manager di sé stesso e lo è anche nella propria autocelebrazione: soltanto lui poteva farsi il proprio museo, ancora vivente. Una bella dimostrazione di determinazione, quella stessa che lo rendeva “un rompiscatole con i meccanici, controllavo e ricontrollavo tutto, ero puntigliosissimo”. Ma al momento della breve introduzione, con il microfono in mano, si è avvertita nella voce una leggera incrinatura e negli occhi un luccichìo. È stato un attimo, poi via a sistemare gli ultimi dettagli, secondo il desiderio di perfezione da campionissimo, stringere mani e accogliere amici. 380 trofei, motociclette, tute, fotografie, diplomi, caschi, le locandine dei film in cui recitò da protagonista, come pure in molti fotoromanzi: Ago ha recitato da protagonista assoluto, da premio Oscar, il film della sua stessa vita. Il museo nell’idea di Agostini dovrà essere aperto al pubblico, in modo che tutti possano godere della storia con la S maiuscola di uno dei più grandi sportivi italiani in assoluto.
