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25 settembre 2014 | di Gilberto Milano

La “Top ten” del Giaguaro

Ian Callum, Lord March e Brian Johnson scelgono le 10 auto perfette per rappresentare la storia del brand

La Jaguar XE svelata in questi giorni avrà l’onore e l’onere di affermarsi nella nicchia Premium del segmento D (berline medie), feudo dei marchi tedeschi (Audi A4, BMW Serie 3, Mercedes Classe C) nonché continuamente “sotto attacco” da numerose pretendenti (Lexus IS, Volvo V40…).

Per rafforzare la sua credibilità e autorevolezza, però, il Giaguaro potrà sfruttare anche un’arma vincente: i 90 anni di storia e una progenie illustre e prestigiosa di questo marchio. Dalle grandi ammiraglie di lusso alle auto da corsa che hanno vinto alla 24 Ore di Le Mans, l’heritage Jaguar è ridondante e racconta un’avventura intensa nelle vicende del motorismo di tutti i tempi.

Ma quali modelli scegliere per rappresentare degnamente la storia del marchio da associare alla nuova nata? Per deciderlo la Jaguar ha scelto tre ambasciatori speciali, tre figure esperte di collezionismo e di bellezza automobilistica animati da una grande passione per la storia dell’auto: il Direttore del Design Jaguar Ian Callum; il fondatore del Festival of Speed di Goodwood Lord March e il leader del gruppo hard-rock AC/DC Brian Johnson.

I magnifici tre si sono rinchiusi in “conclave” e dopo una lunga ma non sappiamo quanto animata discussione, ecco la loro lista delle dieci Jaguar perfette, le top ten più rappresentative del marchio e del suo “peso” storico:

1) SS 100 1930: è stata la prima auto di produzione Jaguar capace di superare 100 miglia orarie (160 km/h);

2) XK 120: l’esemplare targato NUB 120 è, probabilmente, il più famoso di tutti. Questo esemplare, guidato da Ian Appleyard e Pat Lyons (figlia del fondatore Sir William Lyons) ha vinto numerosi rally, incluso il massacrante Alpine Rallye des Alpes (1950 e ’51). L’XK 120, inoltre, è stata la prima auto di serie in grado di superare 200 km/h;

3) C-Type. La vettura con targa NDU 289 è quella iscritta alla 24 Ore di Le Mans del 1953, una delle 54 prodotte;

4) D-Type (targa 393 RW): si tratta di una versione “Long Nose”. Ha vinto la 12 Ore di Reims, è arrivata terza alla 12 Ore di Sebring e sesta assoluta alla 24 Ore di Le Mans (per oltre 20 anni presso il Museo dell’Automobile di Torino);

5) Jaguar MKII: è il modello che ha lanciato il marchio del Giaguaro nel mondo e, idealmente, la capostipite della famiglia di modelli che oggi si rinnova con la XE;

6) E-Type (targa 77 RW): il collaudatore Norman Dewis guidò quest’esemplare ufficiale dall’Inghilterra a Ginevra per il suo debutto al Salone che si aprì il 22 marzo del 1961. È anche la più antica versione Roadster esistente;

7) XJ 13: avrebbe dovuto essere la risposta della Jaguar alla forza di Porsche, Ferrari e Ford a Le Mans. Fu disegnata da Malcolm Sayer ed era equipaggiata con un V12 di 5 litri. Purtroppo tutto il suo potenziale fu vanificato dalla modifica dei regolamenti internazionali per il 1968, che decretarono una cilindrata massima di 3.0 litri. Lo sviluppo del motore fu comunque portato a conclusione e installato sulla terza generazione della E-Type (1971);

8) XJ6 S1: fu lanciata nel 1968 e fu insignita del titolo di Auto dell’Anno. Sir Williams Lyons la scelse come auto personale;

9) TWR XJS: grazie alla bravura del team manager Tom Walkinshaw, la Jaguar vinse con questo modello il campionato Europeo Turismo negli anni 80;

10) XJR-9: ancora Tom Walkinshow fu artefice di una importante serie di successi nella massima categoria dei prototipi negli anni 80 (all’epoca le Jaguar potevano superare 400 km/h). Questa vettura, in particolare, vinse la 24 Ore di Le Mans del 1988.

In questa prestigiosa lista, i giudici hanno trovato la loro, personale, Jaguar preferita:

Lord March:Per me è la Jaguar D-Type. A distanza di anni possiede lo stesso fascino di 60 anni fa, quando fu presentata”.

Brian Johnson:La C-Type mi fa battere forte il cuore. La purezza delle forme e le sue prestazioni sono eccezionali. Nella sua epoca deve essere stata considerata semplicemente una macchina incredibile!”.

Ian Callum: La semplicità e la purezza delle forme della C-Type difficilmente sono state migliorate. Esse hanno avuto un’importanza fondamentale nella definizione della bellezza e dell’eleganza dei modelli Jaguar successivi. È una gemma!
(Alvise-Marco Seno)

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