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12 settembre 2018 | di Gaetano Derosa

Lamborghini, il tour per i 50 anni di Espada e Islero

Cinquant’anni di Lamborghini Islero ed Espada. Due compleanni importanti per questi modelli che il patron Ferruccio amava in particolar modo. E che la Casa di Sant’Agata Bolognese ha voluto festeggiare lo scorso weekend con un tour suggestivo attraverso tre regioni ricche di fascino e di storia come l’Umbria, la Toscana e, ovviamente, l’Emilia Romagna.

Solo le più belle. Un gruppo selezionatissimo di Espada e Islero (una ventina circa, tutti equipaggi stranieri) è partito da Perugia nella giornata di venerdì 7 settembre alla volta di Orvieto, meraviglioso borgo dell'Umbria abbarbicato su una rupe di tufo. Le auto sono state parcheggiate davanti al Duomo, costruito nel 1290, che con la sua facciata a mosaico ospita una scultura marmorea della Pietà.

La sinfonia del Toro. I bolidi del Toro scalpitante (tra cui anche due gioielli appena restaurati dal Polo Storico della Casa, una delle prime Islero costruite nel 1968 e una Espada terza serie del 1978, meraviglie da vedere e da guidare) si sono destreggiate percorrendo strade rigorosamente secondarie e fuori dal traffico, per godersi in pura solitudine le bellezze paesaggistiche e per fare, perché no, anche qualche sorpasso e accelerazione in modo da far "cantare" il motore 12 cilindri che equipaggia entrambi i modelli.

Belle da far invidia. Del resto, tutti i partecipanti, provenienti dalla Grecia, dalla Finlandia, dal Regno Unito e dalla Francia, ben conoscono il valore dei loro “tori” e soprattutto il motto del grande patron Ferruccio che diceva: “Le mie auto si ammirano da ferme e si invidiano in movimento”. Dopo Orvieto, il gruppo ha raggiunto nei giorni successivi Assisi, che è stata perfettamente restaurata dopo il terremoto di qualche anno fa. La visita guidata ha mostrato ai partecipanti le bellezze del luogo di nascita di San Francesco, la cui basilica è un'imponente chiesa su 2 livelli consacrata nel 1253.

I capolavori di Ferruccio. Poi le meravigliose strade della valle del Chianti, continui “up&down” tra i vigneti e gli ulivi, con qualche trattore (molti dei quali Lamborghini, ça va sans dire) a movimentare i sorpassi negli angusti spazi tra un casolare e l’altro. Ma tant’è: alla fine del tour, tutte le Espada e le Islero hanno raggiunto in scioltezza e senza alcun problema meccanico la destinazione finale di Sant’Agata Bolognese, laddove nel 1963 il “folle visionario” Lamborghini fece nascere la fabbrica che ancora oggi è una delle più ammirate al mondo. Well done, Ferruccio!

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