Lancia Thema i.e. turbo: eleganza e prestazioni - Ruoteclassiche
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17 May 2022 | di Marco Di Pietro

Lancia Thema i.e. turbo: eleganza e prestazioni

La Lancia Thema unisce eleganza e prestazioni e oggi è un'auto da salvare. Ecco le nostre dritte per andare a caccia dell'esemplare giusto.

l mio primo ricordo della Thema risale al 15 novembre 1984: avevo 20 anni e, con un nugolo di amici “petrolhead”, ero davanti ai cancelli del Lingotto, in attesa di entrare al Salone dell’Automobile, che per la prima volta si teneva nella ex fabbrica torinese. Tutti in fila, disciplinatamente, vedemmo spalancarsi la maestosa cancellata in ferro e uscire un terzetto di auto. Erano tre Lancia Thema, una delle protagoniste di quell’indimenticabile kermesse motoristica (esordivano anche la Ferrari Testarossa, l’Alfa 90 e, appunto, la nuova ammiraglia Lancia). Al volante della prima Thema, di colore Grigio Quartz, l’Avvocato Agnelli. Al suo fianco, l’ingegner Vittorio Ghidella (abbarbicato alla maniglia sul padiglione). Dietro, le due altre Thema con i top manager Fiat e la scorta. L’immagine fissa nella mia mente è di una saetta che si allontana sgommando, tallonata da altri due fulmini.

Il secondo ricordo è legato al mio matrimonio nel 1990: mi accompagnava all’altare la mia rarissima Thema V6 (anch’essa Grigio Quartz, con interno in ciniglia azzurro), fortunosamente acquistata a prezzo simbolico dal mio testimone di nozze, un amico che l’aveva ereditata dal padre “lancista” doc. Per il viaggio di nozze, chissamai perché, le avevo poi preferito una meno convenzionale Renault 30 TX. Il terzo ricordo è legato invece proprio a una Thema i.e. turbo prima serie, identica, tranne che nel colore (blu metallizzato, interno in Alcantara beige) a quella che potete osservare nella fotogallery. Comprata di quarta o quinta mano, sfondai il turbo dopo meno di 1000 km (come pronosticato da un amico gufo che aveva sentenziato: “Ha 100.000 km, occhio alla sovralimentazione...”).

La Thema è stata una delle ultime vere ammiraglie di successo dell’Italia a motore. E la i.e. turbo prima serie era la vera versione simbolo di questo modello, più ancora dell’allestimento di punta, la 8.32 “Thema-Ferrari”. Pensate che al momento del lancio la categoria “berline 2 litri” era dominata ancora dalla vecchia Alfetta 2.0, che di cavalli ne aveva 128, sviluppati con l’ausilio dell’iniezione Bosch Motronic e il variatore di fase (comunque meno rispetto ai 130 CV della mitica Alfetta 2000 L a carburatori...). La Thema, invece, grazie al turbo, sprigionava 166 CV CEE (165 DIN) e raggiungeva i 218 km/h. Un missile che umiliava la vecchia Alfa, e pure la nuova 90, uscita in contemporanea alla Thema.

La carriera della Thema è durata più di dieci anni (dal 1984 al 1994), ha attraversato tre serie, è stata la prima a poter vantare una versione station wagon e l’unica Lancia, oltre alla mitica Stratos, a potersi fregiare di un motore Ferrari. Abbinato, come in tutte le Thema, alla trazione anteriore: 215 CV scatenati sulle ruote davanti fecero discutere parecchio estimatori e detrattori. Però la prima i.e. turbo, se mi permettete, è un’altra cosa. Intanto era un’auto da tutti i giorni, che consumava il giusto (col piede leggero, i 13 con un litro erano ragionevolmente raggiungibili) e stracciava in accelerazione tutte le concorrenti. Era anche leggera (1150 kg in ordine di marcia, tanto quanto una odierna Panda Cross 4x4...), mentre la 8.32 alla bilancia faceva segnare 1400 chili. Anche il prezzo, tutto sommato, era ragionevole: con 25 milioni di vecchie lire (e qualche spicciolo) si portava a casa la versione base, la 2.0 i.e. che di CV ne aveva 120. Qualche milioncino in più (8, per la precisione) e si saliva sulla fantastica i.e. turbo. Mentre a fine 1986, complice anche un’inflazione ancora galoppante, la nuova "Thema-Ferrari" costava ben 61 milioni di lirette!

Per lunghi anni la Thema è rimasta un bel ricordo per lancisti e non, ma senza suscitare le bramosie dei collezionisti di youngtimer. Poi, improvvisamente, circa un paio di anni fa, è letteralmente esplosa la caccia alla Lancia più Lancia degli Anni ’80. Complice anche l’attività del Lancia Thema Club Italia, che fa le cose proprio per bene: organizza raduni, supporta con consulenze nei restauri, dispensa amore e cultura sull’ormai leggendaria 4 porte di Chivasso.

Perché comprare oggi una Lancia Thema? Innanzitutto perché non ne sono rimaste molte. Nonostante una produzione che, nelle tre serie, è arrivata a 365.052 esemplari, oggi ne circolano poche, meno ancora di i.e. turbo prima serie: quasi tutte hanno concluso la loro esistenza (spesso tormentata da scriteriati utilizzi di ennesima mano) presso i demolitori. La i.e. turbo prima serie è stata prodotta in meno di 20.000 esemplari: i dati ufficiali parlano di 93.325 unità, comprese le più popolari i.e. con il bialbero di 2 litri aspirato.

La Thema in generale, e in particolare la prima serie, è un’auto dalla linea sobria ma molto elegante, concepita da Giorgetto Giugiaro. Dal punto di vista storico rappresenta un tuffo nel passato per il marchio, che con la Thema recuperava (in maniera effimera, però) la sua immagine distintiva. Anche nell’ambito qualitativo la Thema rappresentava una novità importante: tessuti eleganti e resistenti, l’inconsueta e raffinata ciniglia, l’Alcantara e la pelle consentivano opzioni di scelta intriganti. Per non parlare della dotazione d’accessori: il climatizzatore automatico fece il suo debutto proprio con questo modello; l’Abs era disponibile per la prima volta (a richiesta) su una Lancia, la sovralimentazione moltiplicava i cavalli e introduceva la novità dell’overboost, i controalberi di equilibratura garantivano assenza di vibrazioni e silenziosità.

La Thema segnava anche il ritorno del marchio al 6 cilindri, sebbene non fosse un motore originale made in Lancia, ma si trattava del polifunzionale PRV (Peugeot-Renault-Volvo). Ne furono prodotte solamente 4888 unità della prima serie, un pugno di esemplari nella seconda e poi venne sostituito dal “Busso” dell’Alfa Romeo in versione 3 litri 12 valvole (impiegato anche sulla rarissima SW). Senza dimenticare il turbodiesel, oggi aberrante dal punto di vista collezionistico, ma che all’epoca costituiva un’architrave per le vendite: i 100 CV del 2,4 litri della prima serie consentivano alla Thema di raggiungere i 185 km/h. Non dimentichiamo che la prima diesel moderna della Fiat, la 131 2.0 con l’asfittico Sofim da 60 CV, raggiungeva a stento i 130 km/h, ma risaliva solamente a 6 anni prima, ed era considerato unanimemente un “diesel veloce”...

Le quotazioni delle Thema sono in rapida ascesa. Nonostante una produzione che, nelle tre serie, è stata di centinaia di migliaia esemplari, la rarità genera una domanda superiore all’offerta: per una i.e. turbo in buone condizioni servono 6000 euro, per un esemplare ricondizionato (o conservato in maniera eccellente), ne occorrono 9000. Per le 8.32, già da anni un classico da collezione, i valori di mercato sono compresi tra i 17.000 e i 25.500 euro. Valori di poco inferiori per le altre due serie. Attenzione, però: è questo il momento di mettere in garage una Thema; è prevista un’ulteriore rivalutazione importante già nei prossimi anni. Il mio consiglio è di puntare su un esemplare già a posto: il restauro supera quasi sempre il valore di mercato.

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