Mercedes-Benz W111 Coupé e Cabriolet, quando la classe è senza tempo - Ruoteclassiche
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15 April 2021 | di Giancarlo Gnepo Kla

Mercedes-Benz W111 Coupé e Cabriolet, quando la classe è senza tempo

Due anni dopo la presentazione della berlina W111, nel 1961 debuttarono le varianti coupé e cabriolet della della Mercedes-Benz 220 SEb. Per un decennio rappresentarono il fiore all’occhiello della produzione tedesca in materia di granturismo lusso. I modelli a due porte della serie W111 e W112 sono tutt’oggi molto ambiti dai connoisseurs sparsi in giro per il mondo: con il loro fascino queste eleganti vetture sono capaci di rievocare il bel vivere degli anni 60.

Tra appassionati capita spesso di paragonare le auto ai personaggi famosi. A volte sono i tecnici delle Case automobilistiche ad omaggiare le star e le celebrità con dei nomignoli da attribuire alle nuove creature meccaniche. Si pensi alla Ferrari 512 BB, che secondo la leggenda è stata dedicata alla sensualità di Brigitte Bardot o ancora all’imponente Mercedes-Benz 300 “Adenauer”, la favorita dall’omonimo Cancelliere tedesco.
Nel caso dei modelli più informali e goderecci della gamma Mercedes-Benz W111, la personalità di riferimento o se vogliamo, lo “spirito guida” è Grace Kelly. L’attrice e Principessa di Monaco incarnava una classe ultraterrena, che traspariva in ogni sua movenza. Un’eleganza accompagnata da un’aura vagamente algida, perpetuata con una naturalezza difficilmente replicabile. La stessa che veniva rievocata con acciaio, cuoio e legni pregiati dai modelli W111. Anche la brochure di presentazione delle esclusive granturismo poneva l’accento sul loro portamento aristocratico e recitava così: "Vedrete voi stessi che le autovetture Mercedes-Benz vi restituiranno qualcosa che è diventato estremamente raro nel traffico stradale di oggi: la vostra libertà e compostezza".

Un coupé in abito da sera. Nel 1961, Mercedes-Benz introdusse una nuova generazione di coupé e cabriolet. La prima delle debuttanti venne presentata in concomitanza dell’inaugurazione del Museo Daimler a Stoccarda Untertürkheim il 24 febbraio 1961. Il modello d’esordio della gamma a due porte della W111 fu la 220 SEb Coupé, un coupé di lusso dal design elegante e rappresentativo. La continuità con il modello precedente si limitava esclusivamente alla nomenclatura. Rispetto alla W128 Coupé, la W111 riprendeva il linguaggio stilistico della berlina 220SEb, presentata nel 1959. Tuttavia, rispetto a quest’ultima, la variante coupé rinunciava alle caratteristiche pinne di coda “Heckflossen” adottando un profilo più lineare e di gusto prettamente europeo.
Derivando dallo stesso pianale della berlina ed essendo appartenente alla gloriosa dinastia delle “Sonderklasse”, la nuova coupé offriva quattro posti comodi in luogo della configurazione 2+2 del modello che andava a sostituire. Anche la meccanica riprendeva tout-court il layout della 220SEb berlina, ma la Coupé introdusse una differenza sostanziale: fu la prima auto di produzione Mercedes-Benz dotata di freni a disco sulle ruote anteriori.

La crème de la crème. Nell’autunno del 1961, venne svelata l’affascinante 220 SEb Cabriolet. A livello tecnico questa versione era fedele in tutto e per tutto alla variante chiusa, si differenziava solo per il tetto apribile in tela e per i rinforzi strutturali necessari.
Al Salone di Ginevra del 1962 debuttavano i modelli top di gamma, indicati come 300 SE Coupé e 300 SE Cabriolet. La linea di base rimase immutata, ma la carrozzeria venne impreziosita da finiture cromate aggiuntive che consistevano in una striscia cromata applicata nella scanalatura longitudinale tra i fari anteriori e la calandra, oltre ai profili laterali lungo la fiancata e sul bordo dei passaruota.
Le novità più sostanziose, tuttavia, erano sottopelle, in quanto le Coupé e Cabriolet potevano contare anche sulla raffinata meccanica delle 300 SE e 300SEL berlina, i modelli più esclusivi della famiglia “Heckflossen”. Per sottolineare il maggior prestigio, i modelli “300” erano indicati con la sigla progettuale W112. I modelli 300SE facevano sfoggio di una serie di peculiarità tecniche e una ricca dotazione di serie. Le specifiche includevano il motore in lega leggera con cilindrata di tre litri, un moderno cambio automatico a quattro velocità (il primo sviluppato da Mercedes-Benz), servosterzo, sospensioni pneumatiche e un sistema frenante a doppio circuito con freni a disco sulle quattro ruote. Il meglio che ci si poteva aspettare da una granturismo dell’epoca.

La fuoriserie di Nallinger. Dal marzo 1963, l’intera gamma 300 SE venne proposta, a richiesta, anche con il cambio manuale a quattro velocità: un’opzione che riduceva il prezzo di listino di 1.400 marchi tedeschi. Un nuovo impianto di iniezione, nel gennaio 1964, elevò la potenza delle 300 SE fino a quota 170 CV.
Nel 1962 il reparto prove allestì una speciale 300 SE Coupé dal reparto prove. La “fuoriserie” si caratterizzava per la parte posteriore del padiglione senza il lunotto, che fu rimosso e sostituito da una capote pieghevole. Ne risultò così un'elegante “landaulet” a due porte. La vettura venne commissionata ed utilizzata per alcuni anni da Fritz Nallinger, il deus ex machina dell’engineering Mercedes. Sfortunatamente, non si sa null’altro di questa vettura, rimasta un esemplare unico e dalla storia misteriosa.

Evoluzione della specie. Le berline 220 Sb, 220 SEb e 300 SE “Heckflossen” furono sostituite,nell'agosto 1965, da una nuova generazione di modelli “S”. A metà anni 60, le pinne caudali di ispirazione americana risultavano ormai datate e le nuove Sonderklasse W108 e W109, infatti, ne fecero a meno.
La linea delle versioni Coupé e Cabriolet, invece, non sembrava affatto superata e pertanto rimase inalterata. Anche stavolta, le novità introdotte con le nuove berline vennero incorporate sui modelli Coupé e Cabriolet. Le 220 SE (la dicitura “SEb” era interna, per distinguerla dalla serie W128) con motore da 2,2 litri vennero sostituite dalle 250 SE equipaggiate con il 2,5 litri da 150 CV. I nuovi modelli montavano ruote più grandi e freni a disco più grandi come le berline della serie W108. Un'altra novità era rappresentata dalle sospensioni idropneumatiche sull'asse posteriore, montate in luogo delle precedenti molle elicoidali dei modelli da 2,2 litri. Questo dispositivo, prerogativa dei modelli di punta (come le precedenti 300 SEL) manteneva l'auto ad un livello costante indipendentemente dal carico della vettura.

Maquillage. Nel gennaio 1968 fece il suo debutto la 280 SE che sostituì la 250 SE portando al debutto un motore a sei cilindri 2,8 litri di nuova concezione da 160 CV. L’avvento della motorizzazione 280 coincise con alcuni aggiornamenti estetici che riguardarono le berline e i modelli a due porte, a partire da cerchi più piatti con coprimozzi integrati, oltre al selettore del cambio al pavimento e non sul piantone dello sterzo. L’avvento della 280 SE coincise con l’uscita di scena della 250 e della 300SE. Il motore da 2,8 litri sviluppava una potenza leggermente inferiore della 300 (10 CV in meno) ma poteva contare su un rendimento comparabile a causa del suo peso notevolmente inferiore.

Il nuovo otto cilindri. Nel settembre 1969, vennero presentate le nuove versioni top di gamma, indicate come 280 SE 3.5 Coupé e Cabriolet. Entrambe ricevettero un inedito motore V8 da 3,5 litri, sviluppato ex novo con una potenza di 200 CV. L’unità eccelleva per l’erogazione, particolarmente fluida e per la vivacità delle prestazioni, con velocità di punta superiori ai 200 km/h. Come le varianti a sei cilindri, anche le “3,5” godettero degli ultimi affinamenti stilistici dei modelli da 2,8 litri: la mascherina del radiatore più bassa e più larga, con la parte anteriore del cofano motore più piatta. Per questo motivo, le Coupé e le Cabriolet ristilizzate sono spesso indicate come "radiatore piatto". Anche i paraurti vennero lievemente ritoccati e completati da inserti protettivi in gomma.

I numeri. Dopo una carriera decennale, la produzione delle Coupé e delle Cabriolet a sei cilindri fu interrotta nel maggio 1971, mentre la produzione dei modelli a otto cilindri cessò due mesi dopo. La gamma W111, prodotta nello stabilimento di Sindelfingen totalizzò circa 30.000 Coupé e 7.000 Cabriolet.
I modelli “SE” a due porte vennero sostituiti dalla Mercedes-Benz SLC C 107, basata sul pianale allungato della roadster SL R107. La Cabriolet restò invece senza eredi dirette fino al 1991, quando venne presentata la A124, la variante a tetto apribile della W124. Si trattava, tuttavia, di un modello appartenente ad un segmento leggermente inferiore: l’erede spirituale delle W111 e W112 Cabriolet è l’attuale Classe S Cabriolet, presentata nel 2015.

Superba e affascinante. Con l’uscita di scena di questa generazione, a Sindelfingen si chiudeva l’ultimo capitolo della produzione artigianale delle “Sonderklasse”. Fino agli anni 60, le future Classe S erano curate dalle sapienti mani degli ebanisti, che selezionavano le essenze migliori per realizzare le plance e i cruscotti in legno pregiato dei modelli più esclusivi della gamma Mercedes-Benz.
Una brochure del 1963 le descriveva così: "Da qualsiasi angolazione si guardi quest'auto, si rimane sempre colpiti dalla sua eleganza audace e dall'equilibrio degli elementi stilistici. È il suo aspetto superiore e lungimirante, senza un accenno di espedienti alla moda, che tiene l'osservatore nella sua morsa".
Questa è una delle ragioni per cui, anche adesso, le W111 e 112 a due porte mantengono quotazioni elevate se non elevatissime, come nel caso delle versioni Cabriolet. E, oggi come allora non è improbabile scorgere una SE imperturbabile nel suo défilé tra gli indirizzi più esclusivi di località rinomate o mentre fare bella mostra di sé, tra videoclip musicali e set cinematografici.

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