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27 novembre 2017 | di Redazione Ruoteclassiche

Milano AutoClassica, gli “Epic Journeys” di FCA Heritage

Il dipartimento heritage di FCA, custode del patrimonio storico dei marchi italiani del Gruppo, ha preso parte alla rassegna meneghina con la mostra "Epic Journeys". Protagoniste assolute dello stand ufficiale quattro "classiche" che hanno fatto sognare gli appassionati di rally e raid avventurosi. A raccontare la storia di grandi imprese del volante. 

Che le quattro ruote siano ancora oggi il mezzo di trasporto preferito dagli italiani, non è certo una novità. Nell'era dell'alta velocità ferroviaria e dei voli low cost, nel Bel Paese l'automobile - itinerario di viaggio permettendo - resta ancora la prima scelta per arrivare a destinazione sia per lavoro, sia per vacanza. Ma quanti di voi, automobilisti incalliti, riuscirebbero a portare a termine un vero viaggio "on the road", degno del più inverosimile romanzo d'avventure che vi venga in mente? Dal Nord Europa all'Oceania, dall'Africa all'Estremo Oriente: le automobili di cui stiamo per raccontarvi hanno percorso tutto d'un fiato le strade più impervie e neglette del mondo, macinando migliaia e migliaia di chilometri in una lotta spietata contro il cronometro. In condizioni a dir poco critiche, sono state protagoniste di una vera e propria sfida alla resistenza meccanica. Che, alla fine, ha segnato grandissimi trionfi per l'automobile italiana.

FIAT CAMPAGNOLA "ALGER - LE CAP" (1951)

Questo roccioso veicolo fuoristrada Fiat, sviluppato a partire dal 1950 su richiesta dell'Esercito Italiano, fu opera dell'ingegner Dante Giacosa che, ispirandosi allo schema meccanico della celebre Jeep Willys, progettò un mezzo destinato a fare epoca. Nell'autunno del 1951 la dirigenza Fiat, per dimostrare la robustezza e l'affidabilità della nuova nata, decise di infrangere il primato di velocità della traversata dell'Africa, da Città del Capo ad Algeri. L'impresa fu portata a termine in 11 giorni, 4 ore e 54 minuti: un record ancora oggi imbattuto. L'esemplare esposto in fiera (che ha fatto bella mostra di sé nella sua livrea originale, con tanto di bagagliera da tetto e taniche di carburante supplementari) fu guidato dall'esperto Paolo Butti, pilota con alle spalle una lunga tradizione di rally in terra d'Africa.

ALFA ROMEO GIULIETTA T.I. (1957)

La Giulietta è la seconda vettura della Casa del Biscione, dopo la sorella maggiore "1900", ad essere prodotta in serie. Rappresenta l'ascesa dell'Alfa Romeo a livello di potenza mondiale nell'industria automobilistica e, seppur di concezione più "popolare" rispetto ai modelli leggendari del passato, porta avanti senza compromessi la tradizione di auto sportiva della marca milanese. Nel 1957 viene presentata la berlina t.i. (acronimo che sta per "turismo internazionale"): la potenza del piccolo 4 cilindri di 1,3 litri, grazie a un incremento del rapporto di compressione e all'adozione di un carburatore doppio corpo, passa da 53 a 65 CV (155 km/h la velocità massima). Proprio con la Giulietta t.i. del 1957 esposta presso lo stand di FCA Heritage, la Scuderia del Portello (club ufficiale Alfa Romeo) ha partecipato all'edizione 2007 della Pechino-Parigi, rievocazione storica del celebre raid andato in scena per la prima volta nel lontano 1907.

FIAT 131 DIESEL ABARTH "LONDON - SIDNEY" (1977)

In un'epoca in cui il motore diesel era appannaggio esclusivo di mezzi agricoli e industriali, Fiat decise di sviluppare una versione a gasolio della 131 berlina, equipaggiandola con un motore Sofim 4 cilindri in linea di 2,5 litri. Ipotizzando, con grande lungimiranza, un possibile ritorno d'immagine da un impiego sportivo del modello, la Casa torinese incaricò l'Abarth di preparare tre 131 Diesel per il Raid Londra-Sydney del 1977, competizione che richiedeva un'auto affidabile e parca nei consumi. Alcuni componenti meccanici, come ad esempio il cambio a 5 marce e il differenziale autobloccante, erano direttamente derivati dalla Fiat 131 Abarth di serie. Dopo 45 giorni e oltre 30.000 chilometri percorsi, due 131 su tre giunsero al traguardo a Sidney il 27 settembre, con la vettura dell'equipaggio Neyret/Hoephner vincitrice di categoria. Grazie a questo importante risultato la 131 Diesel 2500, equipaggiata con lo stesso motore delle vetture da competizione, ricevette una grandissima spinta mediatica ancora prima della sua presentazione, avvenuta in anteprima mondiale al Salone di Torino del 1978.

LANCIA DELTA INTEGRALE "SAFARI" (1988)

Fra i modelli Lancia, la Delta non ha certo bisogno di presentazioni. Autentica best seller della Casa torinese, prodotta dal 1979 al 1993, ha regalato alla Lancia il Mondiale Rally Costruttori  per sei volte consecutive, dal 1987 al 1992. Quattro i titoli mondiali piloti: due per Miki Biasion (1988 e 1989) e due per Juha Kankkunen (1987 e 1991). L'Integrale in esposizione è l'esemplare del Team Martini Racing con cui nel 1988 Miki Biasion (qui, un video con il campione veneto protagonista) conquistò il gradino più alto del podio nel Safari Rally. Nel pieno rispetto del vissuto di questo importante esemplare, i restauratori delle Officine Classiche hanno deciso di conservare la vettura nelle esatte condizioni in cui ha concluso la sua "maratona" nella savana. Sul lato destro della scocca, infatti, è ancora evidente il danno causato dall'impatto con una zebra. La Lancia trionfò nuovamente al Safari nell'anno seguente (1989) e, ancora, due anni dopo, nel 1991.

Alberto Amedeo Isidoro

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