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26 ottobre 2018 | di Paolo Sardi

Pirelli: alla Fiera di Padova torna lo Stella Bianca

Ad Auto Moto d’Epoca, la Pirelli presenta presso lo stand di Ruote Borrani la riedizione del leggendario pneumatico rimasto in listino dal 1927 ai primi anni Cinquanta.

L’edizione 2018 di Auto Moto d’Epoca segna il ritorno di Pirelli alla produzione di pneumatici convenzionali. Dopo aver trascorso l’ultimo mezzo secolo a proporre solo gomme radiali, la Casa della Bicocca ha infatti annunciato la decisione di mettere nuovamente in listino il leggendario Stella Bianca a tele incrociate, che fu il suo cavallo di battaglia dal 1927 fino all’inizio degli anni Cinquanta. In questo modo la P lunga intende dare a tutti gli appassionati un pneumatico con un look autenticamente vintage e un comportamento adeguato alle caratteristiche delle veterane che lo monteranno.

Intramontabile. Lo Stella Bianca ha segnato un’epoca. Fu infatti il primo pneumatico moderno prodotto da Pirelli, talmente avanti rispetto ai suoi tempi da restare in produzione per circa venticinque anni senza subire stravolgimenti di rilievo. Nelle sue molteplici varianti fu montato su mezzi di ogni tipo, dalle auto lusso che dominavano la scena sulle strade tra le due guerre mondiali, ai furgoncini usati nella ricostruzione del periodo postbellico, fino anche alle auto da corsa. Prima dell’uscita di scena coincisa con il lancio del pneumatico Stelvio, la carriera sportiva dello Stella Bianca fu addirittura coronata dal successo nel Gran Premio d’Italia, con Alberto ascari e la Ferrari 500

Alla vecchia maniera. Oggi il nuovo Stella Bianca, ospitato qui a Padova nello stand di Ruote Borrani, è presentato nella misura 6.00-16, la più utilizzata sulle sportive degli anni d’oro, e con il disegno del battistrada chiamato Corsa, che è stato possibile ricreare grazie ai disegni originali ancora custoditi nell’Archivio della Fondazione Pirelli. La mescola utilizzata sfrutta tutta l’esperienza Pirelli maturata anche in epoca recente, mentre per quanto riguarda la costruzione è stato necessario reimpostare nello stabilimento turco di Izmir una linea produttiva capace di lavorare proprio come una volta.

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