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05 marzo 2018 | di Redazione Ruoteclassiche

Porsche 911 elettrica, (ma) si può?

Se ne parlava già da un po', ma negli ultimi giorni la notizia ha cominciato a circolare sul web con più insistenza. La start-up olandese Voitures Extravert sembra aver formulato la ricetta per convertire in elettriche le Porsche 911 prodotte dagli anni 60 agli anni 80. Nulla di nuovo dal punto di vista delle tecnologie applicate: installare un motore elettrico sotto al cofano di una storica di questi tempi è infatti una pratica piuttosto diffusa, specie oltreoceano, dove le aziende specializzate in questi trapianti di "cuore" ormai non si contano più sulle dita di una mano.

Modifiche inesistenti da un punto di vista stilistico - nella fattispecie, la carrozzeria dell'iconica 911 è quella d'origine -, ma radicali per ciò che riguarda la meccanica. Non stupisce che la trasformazione attuata da Voitures Extravert abbia fatto storcere più di un sopracciglio. E di un naso tra i cultori del marchio, sebbene - per fortuna o purtroppo -  con l'avvento dell'unità elettrica  la "puzza" di benzina sia solo un caro ricordo.

Una reinterpretazione in chiave ecologica del mito 911 che - va detto - si traduce in numeri di assoluto rilievo, sia per autonomia (con la batteria completamente carica si percorrono fino a 400 chilometri) sia per prestazioni (il motore elettrico, alimentato da una batteria da 60 kWh, permette di scattare da 0 a 100 km/h in meno di sei secondi e di raggiungere senza patemi una velocità massima di 200 km/h).

La disposizione del pacco batterie consente inoltre di ridistribuire l'equilibrio della vettura, offrendo una ripartizione dei pesi ideale: 50% all'anteriore e 50% al posteriore. Delle gloriose 911 del passato si perdono quindi le sensazioni di guida, regalate dal tipico schema "tuttodietro" che caratterizza ancora oggi la sportiva di Zuffenhausen, e il timbro metallico del sei cilindri boxer raffreddato ad aria, glorioso motore che via via evolvendosi ha equipaggiato il modello per oltre trent'anni, fino alla fine degli anni 90. Che dire, la la scelta spetta a voi. Sicuri che - per la modica cifra di 300.000 euro - il gioco valga la candela?

Alberto Amedeo Isidoro

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