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08 July 2015 | di Redazione Ruoteclassiche

Porsche 956, altro record in arrivo?

L’esemplare numero 003 è stato il più vittorioso del gruppo delle 956 ufficiali. La sua valutazione potrebbe portare alla cifra di aggiudicazione più alta mai pagata per una Porsche a un’asta pubblica.

Con una stima compresa tra 7 e 9 milioni di dollari, la Porsche che si appresta ad andare all’incanto da Gooding & Co. durante la Pebble Beach week del prossimo Ferragosto potrebbe stabilire il record assoluto d’asta per un modello del marchio tedesco.

Si tratta, infatti, di una Porsche 956 con un valore storico “enorme”: l’esemplare con telaio 003 è infatti quello che ha vinto la 24 Ore di Le Mans del 1983. Inoltre, tra i dieci esemplari ufficiali di questo modello, è quello che ha collezionato il maggior numero di successi.

956 E 962: LE PORSCHE PIÙ VITTORIOSE

La Porsche 956 e la sua evoluzione, la 962, sono state eternate nell’Olimpo delle corse del Gruppo C grazie a un numero sfavillante di vittorie: oltre 120 in 13 anni di carriera.

La 956, progettata dall’ingegner Norbert Singer e sviluppata interamente a Weissach dal reparto sportivo dell’azienda, portava al debutto i risultati della ricerca Porsche per il nuovo regolamento “Gruppo C” del 1982. Le nuove norme (rollbar integrale, carrozzeria chiusa, struttura deformabile, nessun limite su cilindrata e produzione di vetture di serie, obbligo del rispetto di consumo carburante) costrinsero al pensionamento della Porsche 936, vincitrice della 24 Ore di Le Mans nel ’76, ’77 e ’81 e di “ripensare” la massima espressione della tecnologia della Casa di Stoccarda in chiave sportiva.

Ne derivò una vettura praticamente imbattibile, lei stessa oggetto di un controverso ritocco ai regolamenti sportivi in corso d’opera e che portò al boicottaggio della 24 Ore di Le Mans del 1984 (vinta, comunque, proprio da una Porsche 956 di un team privato, un vero smacco per le autorità regolamentari!). La sua elevata affidabilità, inoltre, ne fece un prodotto molto apprezzato dai team privati. La bontà del progetto, peraltro, spinse molte scuderie ad “aggiornare” la 956 in 962.

Meccanicamente la Porsche 956 si basava su un telaio monoscocca in alluminio (novità assoluta che sanciva l’abbandono della vecchia struttura tubolare) e motorizzata con un’evoluzione dei propulsori già abbondantemente utilizzati sulle 935 e 936 degli anni 70. Si trattava del classico boxer 6 cilindri Porsche, equipaggiato con distribuzione bialbero, 24 valvole e 2 turbocompressori per potenze complessive superiori a 600 cavalli. Il cambio, a 5 marce, proveniva dalla Porsche 924 GTP.

La 956 aveva un’aerodinamica molto evoluta, caratterizzata da una coda molto allungata ed equipaggiata con un estrattore di grandi dimensioni. Porsche sviluppò due conformazioni del posteriore: con alettone più alto del tetto o più basso per offrire poco carico e massima velocità.

Grazie a lei le annate ‘82, ’83, ’84 e ’85 sono state trionfali: vittoria assoluta a Le Mans e conquista del titolo nel Mondiale Sport Prototipi.

IL TELAIO 003
L’esemplare debuttò alla 24 Ore di Le Mans ’82, guidata da Jochen Mass e Vern Schuppan. Ottenne il secondo posto assoluto in un risultato complessivo straordinario per Porsche: prima, seconda e terza assolute. Vinse le successive quattro gare in cui fu schierata, grazie anche al contributo di teste di serie del calibro di Jacky Ickx e Derek Bell.

La 956-003 si ripresentò alla 24 Ore di Le Mans 1983 con Vern Schuppan, Al Holbert e Hurley Haywood. Al Holbert, dopo un giorno esatto di battaglia, si presentò al traguardo con 63 secondi di vantaggio sulla 956 di Bell e Ickx.

VITA COLLEZIONISTICA
Dopo il suo ritiro dalle competizioni, la 003 fu ceduta a Vern Schuppan (autore di una piccola produzione di vetture stradali ispirate alla Porsche 962) che la conservò nella sua collezione per oltre un decennio. Successivamente restaurata e riportata alle specifiche di Le Mans ’83, ha vissuto con altri quattro proprietari, che l’hanno gelosamente custodita e preservata al meglio delle condizioni.

Alvise-Marco Seno

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