Auto
06 maggio 2019 | di Gilberto Milano

RM Sotheby’s, all’asta la decima Ferrari di Zagato

La decima Ferrari di Zagato verrà battuta il 25 maggio a Villa Erba nell’asta che RM Sotheby’s terrà in occasione del novantesimo Concorso d’Eleganza di Villa d’Este. Ecco perché è speciale

Non sarà una delle Rosse più sexy costruite ma questa Ferrari 330 Convertibile Zagato ha un pregio che poche altre vetture di Maranello possiedono: è unica, caratteristica che agli occhi di un certo tipo di collezionista equivale a trasformarla seduta stante da brutto anatroccolo a Miss Mondo...

Buon sangue non mente. Una rarità che RM Sotheby’s metterà all’incanto il 25 maggio a Villa Erba di Cernobbio (Co) con una stima d’asta compresa tra i 425.000 e i 475.000 euro. Realizzata nel 1974 dalla Carrozzeria Marazzi di Caronno Pertusella (Mi) su progetto della Zagato Design (Carlo Marazzi, ex battilastra di fiducia di Zagato, veniva spesso utilizzato come collaboratore esterno) ha come base una Ferrari 330 GTC del 1966 incidentata.

A ben guardare... Qui troviamo linee squadrate, fiancate pulite, gruppi ottici anteriori protetti da plexiglass, cavallino disassato, ampio montante posteriore e fanaleria posteriore identica a quella della Alfa Romeo Junior Zagato 1600. Uno stile nato, come per la 3Z, da un’idea di Giuseppe Mittino, responsabile all’epoca della Zagato Design.

Prima di cambiare pelle. La storia di questa Ferrari inizia però sette anni prima, nel 1967, quando la Casa di Maranello consegna a Luigi Chinetti in Usa una 330 GTC standard. Il telaio è il numero 10659. La vettura viene consegnata nuova a Gerald L. Buhrman, di Ann Arbor, Michigan. Per poi passare a Robert Kennedy di Cambridge nel Massachusetts, omonimo del fratello del presidente Usa John Fitzgerald Kennedy.

Una vita movimentata. Nel 1972 la vettura fu coinvolta in un incidente d’auto e riportata a Chinetti per le riparazioni. Il quale però volle trasformarla in un pezzo unico da realizzarsi presso la Zagato. Nel 1974, la vettura viene esposta al Salone Internazionale di Ginevra e successivamente acquistata da Chinetti che l’ha tenuta fino agli anni ’90. Quindi passata alla prestigiosa collezione Schermerhorn per poi passare a un collezionista tedesco che ora la mette in vendita.

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