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Sauber, 25 anni in Formula 1 (con una sola vittoria)

Compie 25 anni la Scuderia svizzera che ha lanciato piloti come Sebastian Vettel, Kimi Raikkonen, Felipe Massa e molti altri ancora. Ecco come un commerciante di auto di un Paese in cui sono vietate le gare automobilistiche ha conquistato un posto nella storia della Formula 1.

Una nuova livrea blu e bianca con inserti color oro. Ma soprattutto una grossa scritta sulle fiancate, che celebra i 25 anni di competizioni in Formula 1. La Sauber taglia così il traguardo prestigioso del quarto di secolo nel Circus. Venticinque anni da comprimaria nel mondo della F1, con una sola vittoria all’attivo (con Robert Kubica, le GP Canada del 2008) ma con una storia prestigiosa e costellata da molti giovani piloti che la scuderia di Hinwil (Svizzera) ha contribuito a lanciare.

In modo piuttosto curioso la storia della Sauber inizia in un Paese che per legge ha vietato dal 1955 lo svolgimento delle corse automobilistiche sul proprio territorio, in seguito alla tragedia di Le Mans di quell’anno. L’attività, ai limiti della legalità, prende vita per merito di Peter Sauber, commerciante di auto con la passione per le cronoscalate che lui stesso correva a bordo del suo Maggiolino Volkswagen.

Dopo aver iniziato negli anni ’70 a correre con la scuderia che portava il suo nome, Sauber ampliò il business facendo correre le proprie vetture nelle categorie Sport Prototipi, in Formula 2 e nelle gare di Endurance. Di Formula 1 si inizia a parlare solo nel 1989, dopo che Sauber e Mercedes vincono titolo mondiale e la 24 Ore di Le Mans.

L’affiliazione alla Casa di Stoccarda – che garantisce know how e supporto economico – permette alla Sauber di affacciarsi nel mondiale di F1 nel 1993, dopo aver annunciato l’anno precedente l’avvio delle attività del suo Reparto corse. Nel suo anno da rookie, la Sauber motorizzata Ilmor (con Karl Wendlinger e J.J. Lehto come piloti) debutta con un ottimo quinto posto del pilota finlandese e chiuse la stagione con due quarti posti e 12 punti in classifica costruttori.

Come tutti i team minori di quegli anni, la Sauber è una cantera dove si coltivano i talenti di giovani di talento. Dalle parti di Hinwil passano Heinz-Harald Frentzen (che regala alla Casa il primo podio, un terzo posto nel GP di Monza del 1995) e iniziano a gravitare i piloti in odore di Ferrari, come un giovanissimo Kimi Raikkonen (2001) o Felipe Massa (2002).

Ma i risultati non sono soddisfacenti e, nel 2005, Peter Sauber vende la sua creatura a BMW, intenzionata a sbarcare in F1 con un proprio team dopo aver fornito i motori per la Williams dal 2000 al 2005. Sotto la gestione del colosso bavarese i risultati arrivano ma sono al di sotto delle aspettative: nel 2006 la coppia Nick Heidfeld-Jacques Villeneuve raccoglie solo un terzo posto, mentre l’anno seguente arrivano due podi e il secondo posto nella classifica costruttori.

Proprio nel 2007, un giovanissimo pilota tedesco si affaccia in Formula 1 come terzo pilota della Sauber, dietro a Robert Kubica e al confermato Heidfeld: tale Sebastian Vettel mette a segno il miglior tempo del venerdì in Turchia e in Italia. Nel 2008 arriva la prima storica vittoria firmata da Kubica in Canada: un GP da incorniciare grazie anche al secondo posto conquistato da Nick Heidfeld. A questo exploit seguiranno altri 6 secondi posti e tre terzi. Ma nel 2009 ci sono solo due podi e l’abbandono di Bmw.

Dal 2010 Peter Sauber torna in plancia di comando, riappropriandosi del suo giocattolo – ritenuto troppo costoso e poco remunerativo da parte del colosso bavarese – e rinnova la collaborazione con Ferrari. Sono però anni molto magri: fatta eccezione per i quattro podi  del 2012 (due secondi e due terzi posti), il team svizzero non conosce mai grandi gioie.

Quest’anno – dopo il 10° posto in classifica costruttori del 2016 – alla guida della vettura elvetica ci saranno il riconferma Marcus Ericsson e la novità Pascal Wehrlein, proveniente dalla Manor. Ma proprio un piccolo infortunio al tedesco ha aperto le porte del primo test stagionale sulla vettura motorizzata Ferrari ad Antonio Giovinazzi, terzo pilota del Cavallino, che sarà a bordo della monoposto a Montmeló per il primo test ufficiale della stagione.

Marco Gentili

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