Schlumpf inaugura il suo Concorso d'Eleganza
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06/07/2026 | di Patrick Hornstein
Schlumpf inaugura il suo Concorso d’Eleganza
La manifestazione ospitata a Mulhouse ha riunito vetture storiche e moderne, con una formula che valorizza il patrimonio del museo
06/07/2026 | di Patrick Hornstein

«Non sapevano che fosse impossibile, e così l'hanno fatto.» La celebre frase attribuita a Mark Twain si adatta bene al primo Concorso d'Eleganza organizzato al Museo Nazionale dell'Automobile di Mulhouse. In un panorama internazionale ormai affollato dimanifestazioni analoghe, dar vita a un nuovo evento significa affrontare una sfida complessa: investimenti importanti, mesi di preparazione e un equilibrio economico tutt'altro che scontato. A rendere l'impresa ancora più ambiziosa è stata la sede scelta. Il Museo Schlumpf non è un luogo qualsiasi: ospita una delle più importanti collezioni automobilistiche del mondo e porta con sé aspettative inevitabilmente elevate. Un concorso organizzato qui non può essere semplicemente "uno dei tanti": deve essereall'altezza del prestigio del luogo.

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Il fascino della varietà

La prima edizione, penalizzata da condizioni meteorologiche eccezionalmente avverse che hanno compromesso numerosi eventi in tutta la Francia, è riuscita comunque a centrare il suo obiettivo: dimostrare che un nuovo Concorso d'Eleganza può ancora sorprendere. Il momento più spettacolare è stato senza dubbio vedere tre Bugatti Royale in movimento sull'autodromo del museo. Una scena che difficilmente può essere replicata in qualsiasi altra manifestazione al mondo e che, dasola, giustifica il viaggio fino a Mulhouse. Accanto ai grandi capolavori della collezione Schlumpf erano presenti vetture di assoluto rilievo appartenenti a epoche molto diverse: dalla Mercedes-AMG One alle più recenti Bugatti, da una rara Porsche 935 Jägermeister da competizione alla Facel Vega HK500, passando per Jaguar SS100, Bentley anteguerra e moderne, Lamborghini Miura, la Peugeot 208 Pikes Peak di Sébastien Loeb, prototipi Alpine e numerose Ferrari. Una selezione volutamente trasversale che haraccontato l'automobile in tutte le sue espressioni, senza limitarsi alle sole vetture anteguerra. Proprio questa è forse la scelta più interessante della manifestazione. Molti Concorsi d'Eleganza rimangono fortemente ancorati alle automobili costruite prima della Seconda guerra mondiale, rischiando però di parlare sempre meno alle nuove generazioni di appassionati. A Mulhouse, invece, il dialogo tra passato e presente è stato uno degli elementi distintivi, avvicinandosi a quella filosofia che ha resocelebri manifestazioni come Salon Privé.

Competenza internazionale

Aconferma di questo trait d’union tra ieri, oggi e anche domani, era presente come partner Aramco, che sta lavorando sui carburanti sostenibili adatti alle vetture storiche, forniti per l’occasione per le esigenze della manifestazione. All'altezza dell’evento si è rivelata anche la giuria, composta da figure di primo piano del mondo dell'automobile, del collezionismo e del giornalismo internazionale, capaci di garantire competenza e indipendenza di giudizio.Tragli ospiti più illustri figurava anche il collezionista indiano Yohan Poonawalla, presenza abituale nei più importanti Concorsi d'Eleganza del mondo. Con la sua Cord del 1937 si è aggiudicato il Premio Speciale del Museo, manifestando grande entusiasmo per una manifestazione destinata, nelle sue intenzioni, a entrare stabilmente nel calendario internazionale.

Un futuro promettente

Naturalmente una prima edizione rappresenta soprattutto un punto di partenza. Per crescere serviranno un pubblico sempre più numeroso, il sostegno dipartner di lungo periodo e il tempo necessario per consolidare la reputazione dell'evento. Ma le basi sembrano esserci tutte. La forza del Concorso di Mulhouse sta proprio nell'aver saputo coniugare l'inestimabile patrimonio del Museo Schlumpf con una visione contemporanea dell'automobile, capace di mettere sullo stesso piano i grandi classici, le supercar moderne e le vetture che stanno già scrivendo la storia del XXI secolo. Una formula coraggiosa che, se confermata nelle prossime edizioni, potrebbe ritagliarsi uno spazio originale nel panorama dei grandi Concorsi d'Eleganza europei.

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