Auto
25 January 2020 | di Giancarlo Gnepo Kla

Sfacciatamente Panda.

Musica dance anni ’90 e urban syle, per un’insolito reportage “on the road” dedicato alla Fiat Panda Young 1.1 di un giovane appassionato.

E’ un freddo sabato sera d’inverno in provincia, mi appoggio sulla Fiat Panda Young 1.1 del mio amico Salvatore: “Andiamo a Milano a fare due foto?”, propongo, “Certo!” replica lui senza indugi. Oggetto del nostro reportage urbano è proprio la sua Panda Young, datata 2003: uno degli ultimi esemplari (4,5 milioni in tutto) del modello originale, per capirci, quello disegnato da un tale Giorgetto Giugiaro nel 1980.

Indietro nel tempo.You want my love” dei Paps’n Skar parte esattamente nel momento in cui svoltiamo da Via Mac Mahon su Viale Monte Ceneri: la scena è quasi surreale, in una Milano lontana dalle atmosfere glamour dei locali “fighetti”, ci ritroviamo qui tra la musica dance e le luci al neon dei locali. Attorno a noi palazzi anonimi di periferia, con il ponte della Ghisolfa che si erge tra la nebbia… Tutto questo sembra riportarci indietro di almeno 20 anni. Inizia così il nostro sabato sera “alternativo”, avventurandoci per la città per immortalare la nostra beneamata Panda Young.

Le luci della città.
Arriviamo con due auto: lui con la Fiat Panda Young 1.1, una delle ultime prodotte (2003) e io con la mia “Caroline”, una Mercedes-Benz CLK W208 prima serie, in allestimento Sport (1999). Entrambi appassionati di auto e di tutto ciò che riguarda gli anni ’90, ci immergiamo nelle suggestioni della vecchia Milano operaia concentrandoci su Ghisolfa e Portello. Purtroppo del glorioso impianto del Portello dove si costruivano le Alfa Romeo e di quel passato industriale rimane poco e niente. “Non avevate di meglio da fare?” Penseranno in molti… Ebbene, No. Volevamo inserire la Panda in uno scenario verace e fortemente caratterizzato come può essere un quartiere periferico. Del resto, solo qui riusciamo a ritrovare il mix perfetto per un’ambientazione urbana che evochi la “nostra” decade di riferimento.

A muso duro. Inutile dire che la Panda si integra perfettamente nel contesto, mentre i riflessi e luci colorate si “spalmano” sulle sue linee squadrate, quasi fossero catturate dalla sua carrozzeria amaranto. Nella penombra gelida, le frecce arancioni aggiungono una nota cromatica più calda alla predominanza di tinte cupe circostante. Ci spostiamo lungo Corso Monte Ceneri collezionando un po' di scatti, tra i più irriverenti (perché alla fine, il nostro spirito è questo…), quello davanti alla concessionaria Lamborghini.

Dalle stelle alle… Panda! La Panda, piazzata lì di fronte alle muscolose sportive di Sant’Agata, sembrava quasi dire: “Fate poco le splendide, il ‘Compasso d’oro’ l’ho vinto io!” ma non finisce qui… Non contenti, ci dirigiamo all’hotel Principe di Savoia. Qui incrociamo un giovane padre di famiglia alla guida di una Mercedes Classe E Station Wagon (serie precedente) con targa straniera: accenna a un sorriso vedendo la Panda immortalata da due giovanotti che le ruotano attorno vorticosamente, manco fosse una delle supercar di qualche illustre ospite della struttura. Qualora non si fosse capito, la Panda ha la faccia tosta e non teme di approdare in un ambiente così chic. Non sarà un caso che un numero sempre crescente di “viveur”, raggiunga le località più esclusive a bordo del “pandino”. Noi possiamo forse essere da meno? Neanche per sogno.

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