Auto
26 January 2021 | di Alfredo Albertini

Spot: la prima Citroën 2CV in serie limitata

Nel gennaio del 1976 una strana Citroën 2CV fa la sua comparsa su una spiaggia della Normandia, in quel periodo dell'anno completamente deserta. Di colore arancione e bianco, porta sulle fiancate il nome Spot. Sarà la capostipite di una lunga serie di versioni speciali realizzate sulla base della celebre utilitaria nata nel 1948.

L’autore di questo originale e stravagante abbinamento è Serge Gevin, pittore, designer e scultore francese (nato nel 1932), che allora collaborava con l'agenzia di pubblicità che curava l'immagine della marca del Double Chevron. Gevin propose ai vertici aziendali un paio di disegni, tra cui appunto quello di una 2CV con i parafanghi e le fiancate bianchi, il cofano, il baule e la parte superiore dell'abitacolo, tettuccio di tela compreso, di colore arancione. L'idea piacque e venne dato l'assenso, realizzandola però sulla base della versione 400 della 2CV, ovvero quella con il motore bicilindrico raffreddato ad aria di 435 cm³ e 24 CV di potenza. Anche all'interno la fantasia era dominante e i colori gli stessi dell'esterno, con sedili in tessuto tipo jersey arancione, pannelli delle porte a larghe righe verticali, ovviamente arancioni e bianche, tinte riprese anche dal tendalino per ripararsi dal sole a capote aperta. Il cruscotto era quello “grande” della versione Club, il volante in bachelite a due razze di marca Quillery (e non a una razza sola come nelle prime foto pubblicitarie), i fari rettangolari.

Serie limitata. La Spot non sarà tuttavia un modello di serie, perché ne verranno prodotti solo 1800 esemplari a partire dal mese di febbraio del 1976. In fabbrica, pur avendo grande esperienza su questa vettura, non mancheranno le difficoltà tecniche, provocate dalla realizzazione della doppia verniciatura, Orange Ténére e Blanc Meije, che farà perdere un po' di tempo alle maestranze, così come non sarà semplicissimo applicare alla perfezione, almeno inizialmente, gli adesivi con la scritta Spot. Come nome venne scelto appunto Spot, anche se in un primo momento si pensò a Transat, poi cassato perché indisponibile dal punto di vista commerciale.

Ambita da più giovani. Il lancio ufficiale per il pubblico avvenne sabato 10 aprile 1976, quando la Spot fece la sua prima apparizione nelle vetrine dei concessionari, inizialmente coperta da un telo a strisce arancioni e bianche. Furono soprattutto i ragazzi e le coppie più giovani a desiderarla e ad acquistarla, ma bisognava fare in fretta perché, come detto, la produzione sarebbe terminata a breve. E così, grazie anche a un abile battage pubblicitario, in pochi giorni i primi 1200 esemplari andarono esauriti. Entro maggio lo stabilimento di Levallois (Parigi) ne sfornerà altri 600, sempre per il solo mercato francese. Poi, visto il successo, nello stabilimento belga di Forest ne verranno prodotte ancora qualche centinaio per l'esportazione (quelle per la Svizzera avranno motore di 602 cm³). Qualcuna arriverà anche in Italia, sempre con motore 400, e la si può riconoscere per i piccoli ripetitori laterali delle frecce posti sul triangolo di carrozzeria tra il parafango anteriore e la portiera.

Occhio ai falsi. Proprio per essere stata prodotta in un numero relativamente contenuto di pezzi, la Spot è oggi una delle 2CV più ricercate e ha una quotazione A+ di Ruoteclassiche di 10.100 euro. Bisogna però fare attenzione alle imitazioni: non è infatti impossibile imbattersi in esemplari modificati sulla base della più economica e diffusa Spécial. I numeri di telaio infatti non sono separati da quelli delle altre versioni e bisogna perciò controllare attentamente la data di produzione, se il motore è della serie 400 e tutti gli altri dettagli che concorrono a identificare un'autentica Spot da qualsiasi altra 2CV. Negli anni successivi, ad essa seguiranno altre serie speciali, dalla Charleston alla 007, dalla Dolly alla Cocorico. Ma questa è un'altra storia.

Condividi
COMMENTI