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Stirling Moss e le Mercedes del 1955 ancora insieme

Il pilota inglese rivedrà all’Amelia Island Concours d’Elegance la 300 SLR 722 con cui vinse la Mille Miglia del 1955 e la W196 con vinse il suo primo GP di Formula 1, sempre nel ‘55.

Il weekend del 13 – 15 marzo 2015 l’edizione numero 20 dell’annuale Amelia Island Concours d’Elegance dedicherà uno spazio speciale a Stirling Moss e alla Mercedes, riuniti insieme sulle coste della Florida. La “straordinaria coppia” fu protagonista, nel lontano 1955, di una stagione indimenticabile costellata da importanti successi. E tra questi si ricordano la vittoria alla Mille Miglia, la prima vittoria in F1 del pilota inglese (al volante proprio di una Mercedes) e il titolo mondiale conquistato dalla Casa tedesca nel Campionato Mondiale di F1 e nel Campionato Mondiale Marche (quest’ultimo grazie a Moss).

Mille Miglia: un record ancora imbattuto. L’edizione del ’55 della corsa bresciana fu la prima di una incredibile serie di vittorie ottenute da Stirling Moss al volante della Mercedes 300 SLR nella serie internazionale per vetture sport. Stirling Moss, “navigato” dal giornalista Denis Jenkinson, percorse il difficile tracciato Brescia – Roma – Brescia al volante dell’esemplare con telaio 004 e numero di gara 722 in 10 ore, 7 minuti e 48 secondi, a una media oraria di oltre 155 km/h. Mai più nessuno riuscì a stabilire un tempo migliore nella corsa bresciana (la formula come gara di velocità fu interrotta dopo il terrificante incidente del ’57 che coinvolse la Ferrari 335 Sport di De Portago – Nelson). La vettura vincitrice arrivò al traguardo di Brescia con 32 minuti di vantaggio sul secondo assoluto: Juan Manuel Fangio, al volante di un’altra Mercedes 300 SLR ufficiale (numero di gara 658).

Poche settimane dopo, al Grand Prix di Aintree, Inghilterra, Stirling Moss portò alla vittoria la monoposto W196, il corrispondente a ruote scoperte della barchetta Sport 300 SLR. Fu, per lui, il primo successo nella massima Formula. L’ultima sua corsa nella serie avvenne nello stesso anno ancora con la stessa macchina al Gran Premio di Monza: mentre era saldamente al comando, il piccolo parabrezza fu centrato da un sasso e il pilota fu costretto a una frustrante sosta ai box. Riuscì a riguadagnare la pista e si lanciò all’inseguimento della testa della corsa, riuscendo anche a stabilire il giro più veloce. Dovette tuttavia arrendersi definitivamente per la rottura di un semiasse che lo mise fuori gioco. Alla fine della stagione la W196 fu donata allo Speedway Hall of Fame Museum di Indianapolis.

Dopo sessant’anni, la monoposto guidata da Moss e la gloriosa 300 SLR 722 saranno ancora protagoniste.

Alvise – Marco Seno

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