Ferrari perde i diritti sul nome Testarossa

La casa di Maranello – in causa legale con un imprenditore tedesco – non potrà più utilizzare per ora il nome Testarossa per i suoi modelli. Il diritto di utilizzo di questa denominazione è stato attribuito a un’azienda di modellini. Secondo il giudice Ferrari non si è tutelata legalmente negli ultimi vent’anni. Ferrari ha disposizione un secondo (e unico) grado di giudizio per tentare di ribaltare la sentenza.

Con una sentenza per certi versi storica il tribunale di Dusseldorf ha risolto in modo clamoroso una causa tra Ferrari e l’imprenditore tedesco Kurt Hesse, a favore di quest’ultimo.

La disputa riguarda l’utilizzo del nome Testarossa, con cui la Casa di Maranello ha identificato il suo modello prodotto dal 1984 al 1992 (in quell’anno fu presentata la sua prima evoluzione, la 512 TR e nel ’94 la F512M). Dal 1996, anno del termine della produzione, tuttavia, non è più stato utilizzato per nuovi modelli né “protetto” attraverso una registrazione legale. Hesse, titolare della Autec AG, azienda specializzata nella produzione di modellini, ha quindi concluso che fosse libero e lo ha registrato dando inizio alla causa con il marchio della Rossa. Ferrari, dal canto suo, ha basato la propria difesa sul fatto che, fino a oggi, alla Testarossa sia garantita manutenzione ufficiale e fornitura di pezzi di ricambio.

Ma il giudice del tribunale di Dusseldorf ha dato ragione all’imprenditore tedesco, attribuendogli la titolarità del diritto di utilizzo, non solo in Germania ma in tutto il mondo. La ragione è semplice: Maranello non ha protetto legalmente un nome così importante, probabilmente affidandosi unicamente all’importanza e alla “forza” del proprio marchio.

E’ questa la conclusione anche di molti esperti di questioni commerciali, secondo i quali è indispensabile proteggere il proprio marchio attraverso una semplice tutela legale per non incorrere in situazioni come questa.

RASOI E BICI ELETTRICHE A NOME “TESTAROSSA”?
Lo scenario che si profila è che il suo nuovo titolare possa utilizzare il diritto d’uso per denominare rasoi e bici elettriche.

La Ferrari, dal canto suo, ha ora a disposizione (ma non è chiaro se lo utilizzerà) un secondo (e ultimo) grado di giudizio per tentare di ribaltare la sentenza di primo grado. Ma in appello il giudice potrebbe confermare definitivamente la sentenza.

UN NOME UN MITO
Il nome, come “Testa Rossa”, apparve nelle denominazioni Ferrari nel ’57, in particolare con il telaio 0666TR, considerato da molte fonti e autorevoli studiosi il primo prototipo della 250 Testa Rossa. La barchetta Sport, sviluppata sul telaio della 290 MM, fu equipaggiata con una nuova evoluzione del classico 12 cilindri della genealogia “250”, che ebbe il suo capostipite nel V12 della 125 S del ’47.

Va da sé che se volessimo andare alla ricerca del primo modello Ferrari che esibisse un motore con coperchio della testata dipinto di rosso dovremmo fare un ulteriore salto indietro agli inizi del ’56 e alla costruzione del telaio 0600MDTR, corrispondente alla prima Ferrari 500 TR. Questo esemplare era equipaggiato con un 4 cilindri due litri, Type 131, caratterizzato dal caratteristico colore delle testate.

Questa altisonante denominazione assunse un significato più iconico a partire dal 1984: al Salone di Parigi di quell’anno fu infatti presentata la nuova Testarossa. La berlinetta di Maranello, erede della 512 BB, ne condivideva gran parte della meccanica: l’evoluzione più vistosa consisteva nello spostamento dei radiatori al posteriore, scelta che guidò significativamente la definizione dello stile, opera di Pininfarina. Cuore della super sportiva era un 12 cilindri boxer (con la scritta “Testarossa” in bella vista sui condotti di aspirazione) con 390 Cv di potenza per 290 orari di punta massima.

La Testarossa fu prodotta fino al 1992 (la produzione complessiva fu di 7.177 esemplari). In quell’anno fu presentata la sua prima evoluzione, la 512 TR con potenza aumentata a 428 Cv. Dopo una produzione di 2.261 esemplari, nel 1994 fu presentata la F512M, ultimo stadio della Testarossa. Questo modello si caratterizzava per alcune differenze stilistiche di dettaglio e l’aumento della potenza del V12 a 440 Cv.

All’inizio del 1996, con la produzione dell’ultimo esemplare (di 501), telaio 105516, si concludeva il ciclo di vita della Testarossa per lasciare spazio alla 550 Maranello.

Alvise-Marco Seno

 

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