Moto
06 February 2020 | di Paolo Sormani

Come lei, nessuna al mondo. Anche se i fasti della sua storia sportiva sono remoti, nel suo 75° compleanno MV Agusta resta un sinonimo di icona di stile, un simbolo di eccellenza del Made in Italy.

Tutto cominciò con gli aerei e la Vespa. Non “una” Vespa, ma “la” Vespa. Nel 1943, mentre l’Italia andava a rotoli in piena Seconda guerra mondiale, il conte Domenico Agusta guardava avanti. Era il primogenito di Giovanni, l’aristocratico siciliano e pioniere dell’aviazione italiana che a Cascina Costa di Verghera, fra Gallarate e l’aeroporto della Malpensa, aveva fondato la “Costruzioni Aeronautiche Giovanni Agusta”.

La Vespa del Conte. Grande appassionato di motociclette, dopo l’armistizio “Micuzzo” decise che l’azienda di famiglia poteva ripartire proprio da lì, dalla sua passione per le due ruote. Mentre ancora si sparava, gli era stato sottoposto il progetto di una motoleggera 2 tempi da 98 cc, cambio a due velocità, semplice ed economica. Più che rombare, ronzava: Vespa, così avrebbe voluto chiamarla il conte Agusta, ma il marchio era già stato depositato dalla Piaggio. Così la prima moto della Meccanica Verghera Srl di Cascina Costa, creata il 19 gennaio 1945, fu semplicemente battezzata MV98. Arrivò presto la versione Turismo e, due anni dopo, la Lusso fu presentata alla Fiera di Milano. E la storia del motociclismo con la S maiuscola si mise decisamente in moto.

Numeri magici. 75 è un bel traguardo, 37 ancora di più: è il numero delle stelline che adornano i serbatoi delle MV Agusta. Indicano i Campionati del mondo marche conseguiti, ai quali si aggiungono i 38 piloti: sommati fanno – guarda caso - 75. In tutto questo ci stanno i 270 Gran Premi, i 28 titoli italiani Senior e i sette Junior. Per il conte Agusta, partecipare era solo il presupposto di vincere e le MV 98 cominciarono presto, prestissimo: il primo successo arrivò nel 1946 grazie a Vincenzo Nencioni, un dinamico rappresentante della Casa varesina. Presto ci si rese conto che le moto migliori dovevano andare ai piloti migliori e quanto a questo, il conte Agusta aveva un occhio infallibile. Se la prima guida ufficiale fu Franco Bertoni, un giovane talento della zona, presto arrivarono Arcisio Artesiani e soprattutto “il cinese volante”, Carlo Ubbiali. Questo bergamasco di ferro, oggi 90enne, portò alla MV ben otto titoli mondiali nelle classi 125 e 250. Implacabile, temuto dagli avversari, smise di correre solo per ragioni familiari.

I campioni. Negli anni Cinquanta, a Ubbiali si erano affiancati campioni e fuoriclasse come Leslie Graham, Cecil Sandford, Tarquinio Provini, Gilberto Milani, Fortunato Libanori. E soprattutto John Surtees, “il Figlio del vento”, l’unico pilota a laurearsi campione del mondo prima nelle moto (per ben sette volte in 350 e 500), poi nell’automobilismo con la Ferrari nel 1964. Con il business aeronautico e le vendite di moto che alimentavano l’hobby del conte Agusta, negli anni Sessanta gli allori si moltiplicarono con l’arrivo dei due piloti più forti della loro generazione, Mike Hailwood e Giacomo Agostini. Gli succedettero Gianfranco Bonera e Phil Read. L’ultima vittoria arrivò con Ago al Nürburgring nel 1976, l’anno in cui il gruppo Agusta si smarcò dalla produzione motociclistica per dedicarsi alla costruzione di elicotteri civili e militari.

Passato e presente. Il marchio MV cadde nell’oblìo finché nel 1992 fu rilevato dai Castiglioni, un’altra famiglia varesina appassionata di moto e di corse. La Cagiva (acronimo di Castiglioni Giovanni Varese) ne trasferì la produzione nei propri stabilimenti della Schiranna, sul lago di Varese, dove si trova tuttora. I nuovi proprietari rivoluzionarono l’intero comparto industriale investendo in ricerca e sviluppo e rinforzando la produzione. La superbike F4, una quattro cilindri da 750 cc, fu la prima moto della nuova era. A tutt’oggi è considerata un’opera d’arte fatta moto e fu presto seguita da diverse serie speciali (fra le quali l’elegantissima Senna, dedicata ad Ayrton), la Brutale e la F3, con motore 3 cilindri in linea. La storia recente è nota: a Claudio Castiglioni, scomparso nel 2011, è succeduto il figlio Giovanni. Dopo un periodo di prova, nel 2019 la famiglia Sardarov, fra i principali produttori petroliferi russi, ha acquisito il 100% del pacchetto azionario e oggi alle redini dell’azienda è il CEO Timur Sardarov. Nel 2020, MV Agusta è presente sul mercato con sette modelli in diverse varianti; e nelle corse in Moto2 con il MV Agusta Forward Racing team.

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