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11 marzo 2018 | di Dario Tonani

“156, la bellezza possibile” e l’auto diventa una tavolozza

Si è da poco conclusa, presso lo spazio Hub Menouno di Piazza Garibaldi a Treviglio, una mostra di dodici opere di altrettanti artisti di fama internazionale che, alla fine degli anni 90, espressero la loro creatività reinterpretando la livrea della Alfa Romeo 156 firmata da Walter De Silva.

L’evento, denominato “156, la bellezza possibile” è stato realizzato dalla Scuderia del Portello in collaborazione con l’Associazione CinemAlfa e il Club Automoto Storiche Treviglio; nell’occasione si è svolto anche un affollato raduno, con la presenza di ben 45 vetture che hanno letteralmente invaso le strade del centro storico della cittadina bergamasca.

Tra loro, alcuni selezionati esemplari con motorizzazione "Busso" (2.5 V6 e 3.2 V6 GTA) e alcuni modelli di Crosswagon (versione rialzata della 156 Sportwagon basata sulla seconda serie di Giugiaro), oltre ad altri celebri modelli del Biscione come Junior Zagato, Giulia, GT Junior, Alfetta, Alfa 6, Spider, GTV e 75, ultima berlina a trazione posteriore della Casa prima dell'avvento della moderna Giulia.

A impreziosire la giornata, la presenza della figlia del pilota degli anni 50 Piero Taruffi, Prisca, pilota e giornalista nonché storica guida della 156 Gruppo N che la Scuderia del Portello propose in pista tra il 1999 e il 2000.

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