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405, il numero magico della Peugeot

Un’annata da incorniciare, per la Casa del Leone, il 1988. Fa il suo debutto la 405, sobria ed elegante berlina media che incontrerà presto il gusto degli automobilisti e della stampa specializzata (sarà eletta “Auto dell’anno”) e che saprà, nel giro di un paio d’anni, ritagliarsi un ruolo da protagonista anche nel motorsport.

Rubata alla vittoria. Chiusa l’era del Gruppo B, la Peugeot trionfa con la 205 T16 alla Parigi Dakar. È il 1988 e ai nastri di partenza è schierata anche la nuova 405 Grand Raid; l’auto è affidabile e competitiva, e terrà botta fin dalle prime battute di gara. A infrangere i sogni di gloria degli uomini del Leone, tuttavia, sarà la notte di Bamako, dove la 405 della squadra ufficiale verrà rubata in una sosta durante un trasferimento nel deserto.

La doppietta nella maratona del deserto. Passa un anno e nel 1989, con un Ari Vatanen in grande spolvero (già Campione del mondo rally nel 1981 con la Ford), il “Leone del deserto” regala un altro successo alla Casa di Sochaux, ripetendosi – sempre con il finlandese al volante – anche l’anno successivo.

Un numero da record.Il numero 405 si ripete anche in circuito, e in questo caso non come nome del modello. È l’11 giugno di trent’anni fa, alla 24 Ore di Le Mans, quando Roger Dorchy, sul lunghissimo rettilineo di Hunaudieres, supera la barriera dei 400 all’ora. Il pilota toccherà, neanche a farlo apposta, proprio quota 405 km/h.

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