Morgan e i 25 anni di motori BMW
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11/01/2026 | di Andrea Paoletti
Morgan e i 25 anni di motori BMW
Lo storico marchio inglese ha riunito 14 esemplari che raccontano un quarto di secolo di partnership con Monaco di Baviera
11/01/2026 | di Andrea Paoletti

25 anni possono essere un’era, se misurati con il metro dell’industria automobilistica contemporanea. Per Morgan, invece, sono il tempo necessario perché una collaborazione tecnica diventi parte integrante della propria identità. È infatti dal 2000 che il nome BMW accompagna, con discrezione e sostanza, l’evoluzione moderna delle sportive di Malvern Link, segnando una delle alleanze più longeve e coerenti del panorama europeo.

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25 anni fa l’Aero 8

L’inizio di questa storia coincide con un’auto che, più di ogni altra, ha scosso le certezze del mondo Morgan: l’Aero 8, presentata al Salone di Ginevra del 2000. Sotto la sua carrozzeria di alluminio – audace, quasi provocatoria – batteva il V8 BMW M62 da 4,4 litri: non era soltanto una scelta di potenza, ma una dichiarazione d’intenti, in quanto Morgan voleva da un lato restare fedele alla propria tradizione costruttiva artigianale e dall’altra aprirsi a una nuova era. Una nuova generazione di modelli dove prestazioni, affidabilità e facilità di utilizzo potevano convivere armoniosamente.

La storia continua e arriva l’AeroMax

Da quel momento, la collaborazione con BMW si è sviluppata in modo naturale e continuo, attraversando modelli, piattaforme e filosofie progettuali senza mai perdere coerenza. Alla prima Aero 8 seguirono le Serie 2 e 3, spinte dal V8 N62, così come l’AeroMax, una delle espressioni più raffinate e apprezzate dai collezionisti all’interno della produzione Morgan del XXI secolo. Il successivo N62 da 4,8 litri ha anche scritto l’ultimo capitolo di una storia lunga mezzo secolo: quella delle Morgan spinte dai V8, culminata nella Plus 8 finale assemblata a Pickersleigh Road nel 2018 e definitivamente chiusa, con accenti quasi corsaioli, dalle nove esclusive Plus 8 GTR del 2021.

Dalla Plus Six alla Midsummer

Il passaggio alla sovralimentazione e ai sei cilindri in linea rappresenta un’altra svolta epocale. Nel 2019, con la Plus Six, debutta il BMW B58: primo sei cilindri in linea e primo turbo nella storia Morgan, un motore moderno, potente e sorprendentemente elastico, che arriva insieme alla piattaforma CX, progettata internamente e capace di raddoppiare la rigidità torsionale delle precedenti strutture di alluminio, rimanendo sotto la soglia simbolica dei 100 kg. È il punto di equilibrio tra tradizione formale e ingegneria contemporanea. Lo stesso B58 anima Midsummer, la barchetta svelata nel 2024 e realizzata in collaborazione con Pininfarina. 50 esemplari, oltre 400 pannelli di legno assemblati a mano: èl’esempio più cristallino della filosofia Morgan, dove la meccanica bavarese dialoga con un progetto di puro stile e artigianato, in cui il motore diventa parte integrante di un’esperienza di guida immersiva, a cielo aperto, scandita dal legno a vista e da proporzioni scultoree. Un esercizio di cultura automobilistica più che di mercato.

Dai 4 cilindri alla Supersport

Nel 2020 arriva il quattro cilindri B48 sulla nuova Plus Four, erede di una stirpe iniziata 75 anni prima: un downsizing che, grazie a un’unità sobria, fluida, perfettamente in sintonia con il carattere del modello, riesce ad accompagnare tanto la guida brillante quanto il piacere lento del viaggio. L’ultimo capitolo, in ordine di tempo, è la Supersport, presentata nel marzo 2025, nuovo modello di punta del marchio che sostituisce la Plus Six e sfrutta il telaio di alluminio CXV per sfruttare adeguatamente il 6 cilindri di 3.0 litri e 340 CV abbinato a un cambio automatico ZF a 8 rapporti. Una supercar che passa da 0 a 100 km/h in 3,9 secondi e che – per la prima volta su una Morgan – ha anche il bagagliaio. Non manca il motorsport in questo racconto: dai programmi Aero 8 GT, protagonisti a Le Mans e nel FIA GT, fino alla Plus Four da competizione sviluppata con l’Università di Wolverhampton, i motori BMW hanno sostenuto anche l’impegno agonistico, fungendo da banco prova e palestra tecnica. Oggi, con quasi 5.000 motori forniti, questo sodalizio, costruito su fiducia, competenza e visione condivisa, ha permesso alla piccola manifattura inglese di restare fedele a sé stessa mentre il mondo cambiava. E forse è proprio questo il segreto: usare la modernità non per rinnegare il passato, ma per mantenerlo vivo e pulsante sulle strade di tutto il mondo.

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