Una Porsche 911 Dakar e 7500 km tra le strade del Brasile
Cerca
Storie
02/04/2026 | di Andrea Paoletti
Una Porsche 911 Dakar e 7500 km tra le strade del Brasile
Una famiglia avventurosa non ha paura di usare un modello da collezione per lo scopo per il quale è stato costruito: cimentarsi nel campeggio estremo grazie alla tenda sul tetto
02/04/2026 | di Andrea Paoletti

La Porsche 911 Dakar non è semplicemente una variazione sul tema: è una dichiarazione tecnico-filosofica e un omaggio a pagine importanti di storia motoristica scritte nei deserti africani. Una sportiva nata per rompere gli schemi, capace di uscire dall’asfalto senza perdere un grammo della propria identità. Lanciata nel 2022, si basa sulla meccanica composta dal noto sei cilindri boxer biturbo da 3.0 litri derivato dalla 911 GTS, capace di sviluppare 480 CV e 570 Nm di coppia, abbinato al rapidissimo cambio PDK a otto rapporti e alla trazione integrale Porsche Traction Management, con gestione attiva della coppia. L’avventura nella Dakar viene sottolineata dall’assetto rialzato di 50 mm, estendibile fino a 80 mm grazie al sistema di sollevamento specifico, ma anche dalle carreggiate allargate che ospitano pneumatici Pirelli Scorpion All Terrain Plus, sviluppati su misura. La lista prosegue con protezioni sottoscocca di acciaio inox e un portapacchi di alluminio con illuminazione integrata.

SFOGLIA LA GALLERY

Un’edizione limitata in mezzo a enduro e fuoristrada

Un’auto radicale, prodotta in soli 2.500 esemplari e proposta a oltre 250 mila euro che molti proprietari custodiscono come oggetto da collezione, consapevoli che si rivaluterà, soprattutto se la si tratta da garage queen. Fortunatamente però non tutti la pensano così. Sicuramente non Susele e Fredy Piotto Vogt, coppia brasiliana con una passione Porsche quasi enciclopedica - 19 modelli posseduti nel corso degli anni - che hanno deciso di utilizzare la loro 911 Dakar esattamente come suggerisce il nome. Si sono infatti iscritti alla 33ª edizione del Rally dos Sertões, una delle competizioni off-road più impegnative del Sud America, un banco di prova che attraversa piste sabbiose, tratti rocciosi e territori isolati per 3.482 chilometri. Normalmente protagonisti sono moto da enduro e fuoristrada preparati.

7.440 chilometri: l’avventura prima ancora della gara

In mezzo a loro, inaspettata ma perfettamente coerente, è comparsa una 911 Dakar con livrea Rothmans, prima Porsche 911 in assoluto a prendere parte all’evento, affiancata dalla seconda Porsche di famiglia, una Cayenne trasformata in veicolo d’appoggio. La vera impresa, però, non è iniziata alla partenza ufficiale, ma dal momento in cui Susele, Fredy e il figlio João Pedro sono usciti di casa, guidando dalla propria città, Campo Largo, fino a Goiânia, punto di start vicino a Brasilia: quasi 1.200 km di trasferimento prima ancora di affrontare le tappe off-road. Conclusa la competizione, nessun trasporto su bisarca o rimorchio: ritorno a casa su strada, portando il totale del viaggio a 7.440 chilometri in appena due settimane.

Overlanding secondo Porsche

Susele e Fredy si sono alternati alla guida tra Dakar e Cayenne, senza la pressione della classifica, grazie alla categoria Expedition, che ha permesso loro di seguire percorsi paralleli alla gara ufficiale privilegiando esplorazione e resistenza, mentre il figlio quattordicenne viveva l’esperienza di un rally raid dal punto di vista più privilegiato, ovvero posizionato nella tenda sul tetto della 911. Circondati dalla natura selvaggia brasiliana e dagli sguardi increduli degli abitanti locali, è emersa la vera essenza della 911 Dakar: non un esercizio nostalgico ispirato alla vittoria della 953 al Rally Parigi-Dakar 1984, ma una reinterpretazione contemporanea della mobilità sportiva.

Una Porsche da usare, non da conservare

Durante il rally la 911 ha affrontato guadi, sabbia profonda e percorsi capaci di mettere in difficoltà anche mezzi pensati esplicitamente per l’offroad, dimostrando quanto il lavoro di sviluppo Porsche - differenziali attivi, modalità Rallye e Offroad dedicate, gestione elettronica della trazione e angoli caratteristici rivisti - non sia affatto marketing. La famiglia Piotto Vogt lo sa benissimo: la loro 911 Dakar non era nuova a simili avventure, battezzata appena uscita di concessionaria con un viaggio fino ai confini uruguaiani di 2.600 km. «Uso la 911 ogni giorno: per fare la spesa, per andare al lavoro e anche per trasportare materiali. Compriamo le auto per guidarle.» ha detto Fredy, lanciando una vera provocazione al mondo del collezionismo. Questa forza è la lezione più autentica della 911 Dakar: non una Porsche che rinnega la propria tradizione, ma una Porsche che la riporta alle origini, quando le sportive servivano prima di tutto a viaggiare e fare granturismo.

COMMENTI
In edicola
Segui la passione
Aprile 2026
Un numero ricco con Alfa Romeo 2000 Sportiva, BMW Serie 6, Fiat 1100/103 E Zagato, Saab 9-3 Turbo X SW Hirsch, la prima Vespa 1946. E poi le Pantere della Polizia di Milano, i 20 anni di "Cars" e molto altro
Scopri di più >