Due giorni, due aste, decine di auto e memorabilia. Nel Principato di Monaco rarità assolute, automobili dal pedigree importante, allestimenti particolarissimi, ma anche pezzi di monoposto, insegne, curiosità. Insomma, oltre a non annoiarsi, c’era di tutto e per tutti i gusti tra i lotti esposti da RM Sotheby’s e Bonhams, entrambe impegnate a solleticare le voglie di collezionisti che, con un po’ di fortuna – escludendo le auto – hanno potuto portare a casa oggetti decisamente interessanti, a prezzi nemmeno troppo inarrivabili. Va detto che il termometro della passione è facile a febbri incontrollabili ed è proprio su questo che fanno leva le Case d’aste per massimizzare i propri guadagni, e il caso dei pantaloni di Fangio ne è l’esempio più lampante.
La regina è la California
Se ci si basa esclusivamente sul mero valore numerico, non c’è stata proprio gara con la Ferrari 250 GT SWB California, letteralmente una delle vetture del Cavallino Rampante più desiderate in assoluto. Ogni volta che una finisce all’asta, trova sempre un compratore, ammaliato da una linea – disegnata da Scaglietti, che sprigiona fascino da ogni angolo la si guardi. Inoltre, è un “assegno circolare”, con valutazioni stabili nel tempo, senza guizzi ma anche senza fluttuazioni che, invece, altre auto dell’epoca hanno registrato ultimamente. Per quest’esemplare del 1961, esposto al Salone di Francoforte dello stesso anno, dotato del raro tettuccio rigido e protagonista ai principali concorsi d’eleganza del mondo, sono stati pagati 16 milioni e 655 mila euro.
LaFerrari verde
Per intenderci, nessuna delle altre auto è andata in doppia cifra e un’altra Ferrari molto attesa, soprattutto per l’originalità e unicità del colore verde, è arrivata a 5 milioni, 67 mila e 500 euro. Ci auguriamo che non siano stati quei 500 euro a fare la differenza tra la puntata vincente e la seconda più altra, altrimenti le farmacie del Principato rischiano di aver esaurito le scorte di Maalox. Non c’è dubbio, infatti, che questa LaFerrari - ordinata in questa veste così particolare da Jay Kay, frontman dei Jamiroquai e collezionista di fama mondiale - ogni qual volta comparirà in pubblico catturerà tutti gli sguardi.
Una Formula 1 sfortunata
Si è fermata a 3 milioni e 830 mila euro - forse pagando il fatto di essere stata un semplice “muletto” di Prost e Alesi – la monoposto di Formula 1 modello 642 utilizzata, o meglio, tenuta di scorta nei primi tre gran premi della stagione 1991. Quella del debutto di Jean Alesi al volante della Rossa e del clamoroso licenziamento del “Professore” a una gara dal termine del campionato, causa lesa maestà. «Sembra di guidare un camion» fu il commento del campione francese riguardo al comportamento in pista di una monoposto che, nemmeno dopo tre evoluzioni nel corso della stagione, fu mai competitiva. Però, è indubbiamente bellissima e quando verrà usata - si spera - nelle rievocazioni dedicate alle Formula 1 storiche, nessuno ci farà caso.
La Toleman di Senna invenduta e il prototipo Bugatti anni 90
È rimasta invece invenduta la Toleman TG183B del 1984 guidata da Ayrton Senna nella gara di debutto in Formula 1, il Gran Premio del Brasile. Difficile dire come mai, se la richiesta (2 milioni e 250 mila euro) fosse troppo alta o se per un collezionista l’esemplare “da avere” è quello usato nel mitico Gran Premio di Monaco, in cui il talento del giovane brasiliano emerse in modo cristallino sotto la pioggia battente. Fatto sta che, probabilmente, si rivedrà a un’altra asta, magari gestita da un’altra casa che forse ritoccherà le stime. Rarissima - ne esistono solo tre - è la Bugatti EB112, ovvero il prototipo di berlina a 4 posti realizzata nel 1999 poco prima che l’avventura della Bugatti by Romano Artioli chiudesse i battenti. Troppo interessante per rimanere invenduta e infatti qualcuno ha fatto un bonifico da 1 milione e 692 mila 500 euro, aggiudicandosi un intrigante pezzo di storia dell’automobilismo anni 90.
Dai rally al DTM
Da Bonhams ecco uno dei miti tra le “Gruppo B”, ovvero l’Audi Quattro ufficiale guidata alla vittoria nel Rally del Portogallo del 1983 da Hannu Mikkola, alla fine della stagione incoronato Campione del Mondo, mentre per il titolo Costruttori Lancia riuscì a beffare lo squadrone tedesco con la 037, ultima vettura a due ruote motrici a riuscire nell’impresa. A dimostrazione che, per i collezionisti, le regine dei rally anni 80 sono ormai tra i pezzi più pregiati, con quotazioni in folle ascesa: ci sono voluti 862.500 euro per mettersela in garage. Altra vettura eccezionale venduta da Bonhams è l’Alfa Romeo 155 V6 Ti DTM del 1995 con livrea Martini, guidata da Alessandro Nannini. Non può vantare un palmares di rilievo, ma è totalmente originale - cosa più unica che rara per una vettura da corsa - e ha convinto il nuovo fortunato proprietario a sborsare 552 mila euro.
Tutte le curiosità (e i pantaloni di Fangio)
In ordine sparso, una Lamborghini LM002 a carburatori del 1992, nel raro ed elegante abbinamento tra carrozzeria nera e interni color crema (448.500 euro), una delle sole due Ferrari Testarossa realizzate in Blu Scuro con interni crema (276 mila euro) e una delle nove Enzo di color Argento Nürburgring, oppure una delle cinque con anche gli interni di colore rosso se si vuole ulteriormente circoscrivere la sua rarità (6 milioni e 530 mila euro). Per finire, alcune curiosità: l’alettone posteriore della 312T con cui Lauda vinse il Campionato del Mondo del 1975 (13.440 euro), un’insegna luminosa Ferrari lunga quasi due metri e alta 40 cm, perfettamente funzionate (10.240 euro) e il modellino (statico, non funzionante), di Lotus Esprit sottomarino del film di 007 “La spia che mi amava” del 1977, venduto addirittura a 852 mila euro. Ma la sorpresa più grande sono i pantaloni usati da Juan Manuel Fangio in occasione del Gran Premio di Monaco del 1956: da una stima massima di 8.500 euro, sono infatti arrivati all’incredibile cifra di 132 mila euro.
